Perdite maleodoranti vaginali: cause sintomi e cure

Perdite maleodoranti

Questo post sulle perdite maleodoranti vaginali vuol trovare risposte a tutti questi quesiti. Innanzitutto occorre premettere che a volte le esalazioni maleodoranti vaginali non sono legate a delle perdite ma più semplicemente ai peli del pube poco curati ed ad una scarsa igiene intima. Ma se il cattivo odore proviene dall’interno della vagina e si accompagna a perdite allora sono da considerarsi sintomi di un problema di ordine medico il quale necessita di una accurata visita specialistica ginecologica per essere individuato e possibilmente curato.

Perdite maleodoranti vaginali: i tipi di cattivo odore

Se ci si trova di fronte ad un problema di ordine medico, è chiaro che anche una corretta igiene ed una cura dei peli del pube, pur importanti, non risolveranno o, almeno, non risolveranno del tutto il problema.

Iniziamo con l’individuare i diversi tipi di cattivo odore che possono esalare dall’organo riproduttivo femminile: uno dei più frequenti è quello che viene associato al cattivo odore del pesce. Altri, anch’essi frequenti sono definiti come, ad esempio, cattivo odore di tipo “chimico” o cattivo odore “tipo muffa”. In ogni caso, oltre che il tipo di odore, è importante individuare precisamente l’area dalla quale traggono origine i cattivi odori. Se siamo in presenza di perdite maleodoranti vaginali, se, cioè, i cattivi odori provengono dai liquidi secreti dalla vagina oppure se i cattivi odori provengono da zone più esterne della vulva.

Perdite maleodoranti vaginali: un po’ di anatomia spicciola

La vagina anatomicamente è rappresentabile come un condotto che dalla vulva si protende verso l’interno fino ad arrivare all’utero. Il “microambiente” vaginale si bilancia in modo delicato e preciso al fine di garantirgli costantemente un ph ed un grado di umidità ideali per lo sviluppo ed il mantenimento della fisiologica flora batterica vaginale. Quando qualche causa esterna modifica qualcuno dei parametri che permettono una corretta sopravvivenza della flora batterica vaginale fisiologica, agenti esterni patogeni (funghi o batteri non fisiologici per quell’ambiente) possono trovare un varco per popolare quell’area e dare vita ad infezioni (batteriche o micotiche) che possono provocare le perdite maleodoranti vaginali.

Principali sintomi delle perdite maleodoranti:

Un prurito vaginale, che può essere di varie intensità, è il principale sintomo di una vaginosi, un’infiammazione dell’organo riproduttivo femminile, che spesso porta con se l’altro sintomo che stiamo qui affrontando, le perdite maleodoranti vaginali. Altri sintomi che possono ricondurre con ogni probabilità ad una vaginosi sono, ad esempio, una minzione difficile e più o meno dolorosa. Poi, ovviamente, le perdite che possono avere una consistenza più o meno vischiosa ed un colorito che va dal biancastro al giallastro.

Se la frequenza di rapporti sessuali è abbastanza elevata, ancora più probabile è l’eventualità che possano svilupparsi infezioni vaginali, motivo per il quale in questo caso è consigliabile effettuare più spesso del normale delle accurate visite ginecologiche.

Azioni da intraprendere

Azioni da intraprendere

Le perdite maleodoranti vaginali possono indurre molte donne in un errore, piuttosto frequente in questi casi: pensando che esse siano dovuta ad una cattiva igiene intima, sono portate ad incrementare, spesso anche di molto, la frequenza e l’intensità delle abluzioni intime, talvolta con detergenti neanche troppo delicati come dovrebbero essere quelli per le pudenda femminili. In realtà i detergenti intimi, pur se delicati, se utilizzati con troppa frequenza, possono alterare le condizioni di ph ed umidità del canale vaginale creando i presupposti per uno sviluppo minore della flora batterica vaginale fisiologica ed aprendo le porte, di conseguenza, ad agenti patogeni esterni che possono causare diversi tipi di infezione. A maggior ragione se i detergenti utilizzati sono di scarsa qualità o, peggio, non sono specificamente studiati per detergere una zona così delicata come quella genitale femminile.

Risulta chiaro quindi che in questi casi più che un incremento della frequenza delle abluzioni vaginali, la soluzione sta nel ripristinare (possibilmente con soluzioni a carattere naturale) il corretto grado di acidità e di umidità dell’area genitale e, per evitare il fastidioso problema del cattivo odore delle perdite, nell’utilizzo dei comodi e pratici salvaslip i quali, oltre ai liquidi, assorbono anche i cattivi odori evitando che possano oltrepassare gli indumenti intimi. Stiamo parlando di una normale attività di assorbimento degli odori, evitate possibilmente, i salvaslip artificialmente profumati.

Anche utilizzare biancheria intima di cotone è una valida soluzione, poiché essendo il cotone una fibra vegetale naturale, permette la traspirazione dei tessuti evitando il ristagno di cattivi odori nell’area interessata.

Rimedi e cure per le perdite maleodoranti vaginali.

Capita che una delle terapie consigliate in questi casi sia una terapia antibiotica: occorre fare attenzione perché i farmaci antibiotici così come eliminano i batteri che causano un’infezione, possono anche eliminare i batteri che fisiologicamente occupano un’area del nostro corpo, con i problemi che abbiamo gà sopra esposto. Oltretutto buona parte della flora batterica nociva ricresce più velocemente di quella fisiologica e finirebbe per prenderne stabilmente il posto. Per eliminare i cattivi odori si possono utilizzare rimedi naturali quali l’olio dell’albero del the, oppure anche aglio, aceto di mele ed anche lo yogurt. Oltretutto risultano attivi anche contro alcuni agenti patogeni. Applicare uno strato d’aglio nell’area della vagina sarà un ottimo ausilio contro le affezioni micotiche, spesso all’origine dei cattivi odori.

Anche i decotti di aceto di mele ed acqua, con una miscela 1 a 1, con cui effettuare impacchi vaginali, sono utilissimi per combattere i cattivi odori della vagina.

Revisione scientifica a cura della Dr.ssa Roberta Gammella. Laureata in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II. E’ registrata all’Ordine Medici-Chirurghi e Odontoiatri di Napoli e Provincia