Piaghe da decubito, come prevenirle e come curarle

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Piaghe da decubito

Le piaghe da decubito, o lesioni da pressione, sono delle parti di pelle danneggiate dalla pressione protratta che finisce con l’interrompere il flusso sanguigno diretto verso una determinata zona dell’organismo. Le zone più colpite sono le natiche, le cosce e i talloni, ma non è possibile escludere la loro presenza anche in altre aree tradizionalmente meno interessate. Se non si interviene tempestivamente, gradualmente il tessuto che è riguardato dalla mancata irrorazione di sangue finisce con il morire. Ma in che modo poter prevenire le piaghe da decubito? E come poter intervenire una volta che si sono manifestate?

Quali sono le cause delle piaghe da decubito

Quali sono le cause delle piaghe da decubito

Le piaghe da decubito riguardano prevalentemente le persone impossibilitate a muoversi, che non riescono – a causa di una paralisi, di una ferita o di una malattia – a muoversi per poter prevenire tutti i problemi legati all’inattività.

In altri termini, le persone che non possono muoversi sono spesso soggette alla pressione protratta su porzioni di pelle e e di tessuti sottocutanei. Altrettanto spesso queste persone cercano di evitare le piaghe da decubito attraverso dei cambiamenti frequenti di posizione, ignorando tuttavia il fatto che in questo modo si verifica un dannoso attrito che può rendere la pelle più soggetta alle piaghe. Insomma, una condizione che è bene approfondire, riconoscendola nelle prime fasi…

Come riconoscere le piaghe da decubito

Come sopra anticipato, riconoscere immediatamente le piaghe da decubito diventa importante, per poter intervenire prima che molti danni siano già stati prodotti. In merito, il primo stadio è rappresentato da un rossore diffuso, prurito, sensazione di calore e di gonfiore al tatto. Al secondo stadio, si verificano già delle lesioni esterne nella pelle (epidermide), nella parte più profonda (il derma) o in entrambe. Si aprono ferite con l’aspetto di una vescica o di un’abrasione.

Si giunge poi al terzo stadio, con la lesione che si è estesa anche ai tessuti sottocutanei, e infine al quarto e più grave stadio, quando si verifica la necrosi su una vasta scala della pelle, con danni anche alle strutture di supporto come i tendini e le articolazioni.

Come affrontare le piaghe da decubito

Fronteggiare le piaghe da decubito è molto difficile, poichè le lesioni aperte faticano a guarire e, in ogni caso, la guarigione non sarà mai completa a causa dei danni già prodotti. Ad ogni modo, come più volte ricordato, diventa fondamentale cercare di intervenire tempestivamente, ben sapendo che le piaghe da primo o secondo stadio possono guarire entro alcune settimane (molto più difficile, senza un intervento chirurgico, guarire da quelle in stadio più avanzato).

Detto ciò, ci sono alcune terapie che potete immediatamente applicare per poter evitare le piaghe da decubito o poter favorire una guarigione spontanea:

  1. Cambiare spesso posizione, anche ogni 15 minuti, usando delle imbottiture per evitare l’attrito generato dal movimento.
  2. Usare sostegni appositi che possano alleviare la pressione su una piaga già formata e tutelare le zone più vulnerabili da ulteriori lesioni.
  3. Pulire le lesioni per prevenire l’infezione, attraverso prodotti non aggressivi.
  4. Rimuovere il tessuto danneggiato attraverso operazioni di debridement / sbrigliamento.
  5. Sostenere la terapia con medicazioni e bendaggi appositi.

Altri strumenti di supporto possono essere l’idroterapia, gli antibiotici per uso orale, un’alimentazione sana. Parlatene con il vostro medico per saperne di più!