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Piastrine alte, una condizione che può derivare da tantissime cause

piastrine alte

Le piastrine, dette anche trombociti, sono dei corpuscoli del sangue che non hanno nucleo. Di conseguenza, non si possono chiaramente definire come delle cellule. Della produzione delle piastrine si occupa il midollo osseo. Il compito delle piastrine è quello di gestire l’emostasi, ovvero il blocco delle emorragie che possono svilupparsi dopo una lesione. In qualche caso, però, il numero di questi corpuscoli del sangue può essere più alto rispetto ai livelli normali. Tale situazione viene definita come piastrine alte o trombocitosi. L’incremento delle piastrine può essere temporaneo. In alcuni casi la durata può essere limitata a pochi minuti o a qualche ora o pochi giorni. Altre volte può essere cronica, per via di una malattia davvero molto importante.

Quali sono le cause delle piastrine alte

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L’incremento delle piastrine può derivare da un gran numero di cause. Proprio in relazione ad esse si possono differenziare le varie tipologie di trombocitosi. La trombocitosi primaria, ad esempio, viene provocata da un’alterazione della cellula staminale emopoietica. Per questo motivo i valori ematici di TOP sono fisiologici, oppure in alcuni casi lievemente più bassi. La trombocitosi secondaria è causata da motivazioni esterne rispetto alle cellule del midollo. Di solito, queste situazioni comportano alti livelli di TPO.

Come si arriva ad una diagnosi

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La diagnosi di questa condizione non è particolarmente semplice, anche in virtù del fatto che gran parte delle trombocitemie non provocano alcun sintomo. La scoperta avviene in maniera del tutto casuale, magari tramite un esame del sangue eseguito per altre ragioni. In alcuni casi, anche una semplice complicanza vascolare può consentire di scoprire una trombocitemia. Il percorso per arrivare ad una diagnosi corretta parte sempre da un emocromo con formula. Questo consente di riscontrare dei livelli di piastrine alte in confronto a quelli normali. Tale situazione deve essere chiaramente confermata da parte di altri esami dell’emocromo. Gli esami del sangue devono essere ripetuti, quindi, dopo almeno qualche settimana. In questo modo si può capire se si è in presenza o meno di una trombocitosi transitoria oppure acuta. Quando i valori di piastrine alte vengono nuovamente confermati, sarà meglio effettuare una visita ematologica. Sarà compito dello specialista prescrivere ulteriori indagini diagnostiche. In alcuni casi, oltre ad analisi ematochimiche, viene suggerita anche una biopsia osteomidollare.

Le piastrine alte e i possibili sintomi correlati

Gli incrementi dei valori delle piastrine, nella maggior parte dei casi, non comportano l’insorgere di alcun tipo di sintomo. Quando ci sono, i sintomi sono quelli tipici di tante malattie che possono sviluppare la trombocitemia. Ad esempio, la policitemia vera può comportare lo sviluppo di piastrine alte, mal di testa, ipertensione, vertigini, prurito, arrossamenti del viso e formicolii. La leucemia mieloide cronica può comportare in alcuni casi le piastrine alte, ma anche stanchezza, pallore, difficoltà a respirare e palpitazioni. La trombocitosi essenziale comporta le piastrine alte, trombosi venosa, emorragie continuee ed ecchimosi.

Quali possono essere le principali conseguenze

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Le trombocitosi acute, di solito, non comportano alcun rischio particolare per il paziente. Nel caso delle trombocitosi croniche, il discorso cambia notevolmente, soprattutto quando i livelli di piastrine sono decisamente alti. In quest’ultimo caso si verifica un aumento della coagulabilità del sangue. Spesso, tali situazioni possono portare ad una trombosi. A sua volta quest’ultima può comportare lo sviluppo di patologie ancora più gravi, come ictus, infarto o embolie.

Le piastrine alte in gravidanza

Diverse ricerche si sono concentrate sullo stato di salute di donne in gravidanza che soffrono di trombocitosi. In questi casi, è alto il rischio di abortire nel corso delle prime dieci settimane. Tra gli altri pericoli che derivano da tale condizione troviamo morte intrauterina, nascita prematura e ritardo nello sviluppo del feto. Tra le principali cause troviamo delle trombosi che si formano nella placenta. Anche la pillola anticoncenzionale viene notevolmente sconsigliata, dal momento che può portare più facilmente ad una trombosi. Infatti, all’interno di tale sistema contraccettivo vi è una notevole concentrazione di ormoni.

Quali sono le cure suggerite

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Ovviamente, in caso di trombocitemia secondaria, viene trattata la causa che la provoca. Quando ci sono delle trombocitemie primarie, invece, di solito si opta per cure che vanno ad agire sul midollo. Infatti, vanno a bloccare la proliferazione delle piastrine. Quando le piastrine sono presenti in una concentrazione superiore al milione per millimetro cubo di sangue, allora si cambia terapia. Infatti, il trattamento è quello antiaggregante piastrinico. Quest’ultimo prevede l’assunzione da parte del paziente di cardio aspirina oppure di eparina. Solo in questo modo c’è la possibilità di ridurre il pericolo di trombosi, ictus e altre patologie particolarmente gravi e rischiose anche per la vita stessa del soggetto.

Revisione scientifica a cura della Dr.ssa Roberta Gammella. Laureata in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II. E’ registrata all’Ordine Medici-Chirurghi e Odontoiatri di Napoli e Provincia