Questo sito contribuisce alla audience di logo ilmessaggero
Home Ortopedia Piede d’atleta: sintomi, cause e trattamento

Piede d’atleta: sintomi, cause e trattamento

155
cura piede d’atleta

Infezione da fungo molto contagiosa, il piede d’atleta colpisce in particolare la pelle dei piedi ma talvolta può diffondersi fino alle unghie degli stessi e persino sulle mani. Viene chiamata in questo modo perché è molto comune negli sportivi.

Non si tratta di una malattia grave, ma spesso è difficile da curare. Ecco perché si consiglia di contattare immediatamente il proprio medico di base, soprattutto se si soffre di diabete o di un indebolimento del sistema immunitario.

Le cause

Il nome scientifico per il piede d’atleta è tinea pedis o tricofitosi, e si tratta di una malattia fungina, ovvero una micosi dovuta al Trichophyton, un fungo di ridottissime dimensioni dermatofitico. Questo è l’agente principale che causa il piede d’atleta, che però può essere dovuto anche ad altri funghi microscopici, che appartengono al genere Epidermophyton. I primo attacco si verifica sulla pianta e tra le dita dei piedi.

Il piede d’atleta si verifica quando il fungo tinea comincia a crescere sui piedi. Come accennato in precedenza, è molto contagioso ed è possibile prenderlo attraverso il contatto diretto con una persona infetta o con una superficie contaminata.

Il fungo prospera in ambienti caldi e umidi, si trova comunemente nelle docce, sui pavimenti di uno spogliatoio di una palestra, attorno alle piscine.

Tutte le persone possono incorrere nel piede d’atleta, ma certi comportamenti possono aumentare il rischio di infezione. I fattori che ne influenzano il contagio sono:

  • passeggiare a piedi nudi, in particolare in palestra e in piscina
  • condividere calze, scarpe e asciugamani con una persona infetta
  • indossare calzature attillate e dalla punta chiusa
  • piedi bagnati per lunghi periodi di tempo
  • piedi sudati
  • ferite sul piede.

L’epidemiologia del piede d’atleta raggiunge il suo picco sempre in estate, per dei motivi molto semplici. Oltre a gradire gli ambienti caldi ed umidi, tipici della bella stagione, questo fungo può approfittare di altre condizioni favorevoli, che si verificano nei mesi estivi. Il contagio viene facilitato da una maggiore frequenza, da parte della popolazione, delle piscine e delle docce pubblico o private , ma in comune, quando invece, in inverno, la frequentazione di questi luoghi è molto scarsa.

Inoltre il fungo trova molta più facilità di penetrazione della pelle, perché approfitta della macerazione che la nostra epidermide subisce spesso con il caldo, a causa della sudorazione, o per i prolungati bagni al mare o in piscina. Una pelle bagnata è infatti molto più difficile da difendere, e il fungo trova un terreno più attaccabile. Le scarpe da ginnastiche e quelle impermeabili di fatto, favoriscono la penetrazione del fungo in quanto aumentano la sudorazione del piede, ammorbidendo ed indebolendo la pelle. Anche l’iperidrosi plantare, costituisce un terreno fertile per la tinea, in quanto produce lo stesso effetto dei piedi bagnati. L’iperidrosi plantare infatti, è un’eccessiva sudorazione del piede, oltre la normalità, che può essere dovuta a vari fattori. Si conoscono l’iperidrosi plantare primaria, o idiopatica, e quella secondaria. Non vi è una causa conosciuta per l’iperidrosi plantare primaria, ma le statistiche hanno individuato dati ereditari importanti, mentre per la secondaria, si sono individuate alcune malattie che la favorirebbero, come il Parkinson e il diabete, ma anche squilibri ormonali e altre patologie serie potrebbero scatenare l’iperidrosi plantare, e di conseguenza, favorire il piede d’atleta.

Statisticamente, il sesso maschile è maggiormente colpito dall’attacco fungino della tinea, rispetto al sesso femminile.

Sintomi

Sono molti i segnali che stanno a indicare l’infezione del piede dell’atleta, i più comuni sono:

  • prurito e bruciore tra le dita e sulle piante dei piedi
  • vesciche sui piedi
  • pelle morta tra le dita e sulla pianta
  • pelle secca
  • unghie scolorite che si spezzano facilmente.

Il piede d’atleta può presentarsi, al debutto della malattia, come asintomatico, ma in seguito i sintomi inizieranno a comparire e quindi a rendersi evidenti, tanto che in casi non trattati e trascurati, la persona colpita dal fungo può avere difficoltà anche nell’infilare il piede nelle calzature, e notare un attacco anche alle unghie, con ispessimenti e contornature.

Il piede d’atleta viene distinto in tre livelli e forme differenti:

  • Intertriginosa: è la forma che produce delle macerazioni fra le dita, con forte prurito e probabile, anche se non certa, associazione con un’infezione da Gram, con emanazione di forte e cattivo odore.
  • Ipercheratosica, detta anche “a mocassino”, che provoca degli eritemi, una desquamazione del piede e, come intuibile dal nome, ipercheratosi.
  • Disidrosiforme o infiammatoria: che tende a infiammare il piede dando luogo a lesioni, vesciche e bolle, sulla pianta.

Oltre al prurito e agli altri sintomi sopra descritti, il piede d’atleta può portare a delle fessurizzazioni tra le dita, in particolare tra il terzo e quarto dito, con arrosamenti ed eruzioni, fino alle lesioni e a ragadi di piccole dimensioni.

Il trattamento

Piede d’atleta

L’infezione può essere trattata con farmaci topici anti-fungini. Se questi non hanno successo, il medico potrebbe prescriverne altri, anche per via orale. Inoltre, può raccomandare un trattamento specifico a casa per contribuire a lenire l’infezione in corso.

Rimedi naturali

Uno dei trattamenti naturali contro il piede d’atleta consiste nell’immergere i piedi in dell’acqua salata o dell’aceto diluito per asciugare le vesciche.

Anche il bicarbonato di sodio è un efficace rimedio naturale contro il fungo tinea, per cui si consigliano dei pediluvi di circa 20 minuti, con abbondanti risciacqui, e un’accurata asciugatura del piede, soprattutto tra le dita e sulla pianta.

Un’altra soluzione prevede l’utilizzo dell’olio dell’albero del tea (tea tree). Questa magnifica alternativa è approvata anche dalla comunità scientifica che, attraverso uno studio australiano del 2002, ha dimostrato come una soluzione del 50 per cento di olio dell’albero del tea è in grado di trattare efficientemente il piede dell’atleta. Prima di passare subito a questo, però, consigliamo di sentire il proprio medico in quanto in alcune persone la sostanza può provocare fastidiose dermatiti.

Il piede d’atleta ha comunque e sempre necessità, per guarire, di una terapia, qualunque essa sia, naturale o farmacologica, perché raramente gli anticorpi sviluppati dal metabolismo riescono a battere il fungo responsabile. Un “piccolo aiuto” esterno è sempre molto efficace contro il piede d’atleta, e le possibilità di insuccesso sono scarse. Generalmente, la cura farmacologica e quella naturale, riescono a sconfiggere il fungo nell’arco di 10 giorni di trattamento, ma è consigliabile prolungare l’applicazione della terapia per una settimana in più dalla guarigione, anche se oggi, la moderna farmacologia ha sviluppato farmaci ed unguenti per la terapia sistemica, che riesce a mantenere i principi attivi nel corpo per un tempo più prolungato, anche dopo la sospensione del trattamento, in modo da evitare l’applicazione supplementare di una settimana.

Comunque, data la forza e la persistenza del fungo nel lungo periodo, specie nelle unghie e nei vestiti, l’applicazione ulteriore per una settimana, è sempre consigliata.

A tal proposito, è fondamentale lavare tutti i vestiti ad alte temperature, in modo da uccidere il fungo se questi avesse trovato rifugio nei vostri capi d’abbigliamento.

L’importanza dei pediluvi

Nel momento in cui le lesioni hanno una ridotta dimensione e sono limitate allo spazio che si trova tra le cinque dita dei piedi, uno dei primi e più adatti interventi può essere quello di effettuare alcuni pediluvi. Questi ultimi devono essere eseguiti sia al mattino che alla sera prima di andare a dormire. Il paziente deve porre a mollo i piedi in acqua ben tiepida. L’acqua deve essere stata arricchita precedentemente con due cucchiai di bicarbonato per ciascun litro versato nella bacinella. I piedi devono essere immersi all’interno di tale pediluvio e ne possono ottenere beneficio, dal momento che il bicarbonato va a svolgere un’attività tipicamente disinfettante rispetto al fungo della pelle che va a causare il problema. La durata migliore del pediluvio si aggira intorno a dieci minuti e, in seguito, i piedi non devono essere nuovamente sciacquati. È bene suggerire al paziente di asciugarli con estrema cura e attenzione, in maniera tale da evitare che rimangano delle zone umide. Per questa ragione si consiglia di usare un apposito asciugamano, cercando di tamponare adeguatamente la pelle, senza mai frizionarla però. A questo punto si può anche usare il phon per asciugare la pelle dei piedi, mantenendolo sempre ad una distanza pari ad almeno una ventina di centimetri per circa un minuto. In questo modo l’asciugatura sarà perfetta. Non bastano chiaramente i pediluvi, dal momento che si deve associare sempre anche un prodotto naturale, magari ad applicare in via diretta sulle lesioni.

Uno dei prodotti più diffusi per lenire le lesioni

Tra i vari prodotti realizzati per questo scopo, ce n’è sicuramente uno che può vantare una notevole diffusione. Stiamo parlando dell’olio di malaleuca. Si tratta di una sostanza del tutto naturale che si può sfruttare anche in seguito al pediluvio serale, prima di mettersi a letto. Sono sufficienti una oppure due gocce di olio, che devono essere applicate anche tra gli spazi che si trovano tra le dita dei piedi in cui non si è ancora manifestato il problema. Nella maggior parte dei casi, in circa quattordici giorni, ecco che il disturbo va man mano scemando. Nel caso in cui dopo una settimana di tali terapie il paziente non cominci a notare alcun tipo di miglioramento, allora è fondamentale iniziare subito un trattamento a base di farmaci.

I rimedi farmacologici più diffusi

Tra i farmaci che vengono utilizzati più di frequente per la cura del piede d’atleta troviamo certamente le pomate antifungine, che di solito vengono realizzate a base di bifonazolo e tioconazolo. Il paziente chiaramente deve applicare sula zona colpita una quantità davvero minima. In questi casi è sempre meglio utilizzare un paio di guanti usa e getta che si possono acquistare direttamente in farmacia. L’applicazione della pomata antifungina deve avvenire sia sulla lesione che sulle zone non colpite del piede. Si tratta di un trattamento che può essere sempre accompagnato da pediluvi con bicarbonato. Inoltre, questa terapia potrebbe essere continuata anche per qualche tempo in seguito alla guarigione completa. Solamente nel caso in cui ci siano delle infezioni particolarmente diffuse e in profondità vengono prescritti dei farmaci che bisogna assumere per via orale. Si tratta di prodotti che presentano al loro interno principi attivi come itraconazolo, fluconazoilo e terbinafina. È bene mettere in evidenza, in ogni caso, come qualsiasi di cura non porta a grandi risultati se non si associa anche tutta una serie di comportamenti igienici adeguati alla situazione e soprattutto che mirano ad evitare di infettare nuovamente le zone colpite, cercando di prevenire questo fastidioso problema.

La prevenzione

dottore controlla piede

Si può fare qualcosa per prevenire il piede d’atleta? Sì, certo! Ecco alcuni consigli utili da seguire giorno per giorno:

  • lavare i piedi tutti i giorni con acqua e sapone e asciugare accuratamente, in particolare tra le dita
  • trattare i piedi con una polvere anti-fungina da applicare tutti i giorni
  • non condividere calzature e oggetti per l’igiene personale con altri
  • non camminare a piedi nudi in aree pubbliche, come le palestre
  • indossare calzini realizzati con fibre traspiranti, come lana e cotone
  • cambiare i calzini quando i piedi cominciano a sudare
  • camminare a piedi nudi per casa, facendo arieggiare i piedi.

Non solo è possibile prevenire il piede d’atleta, ma la prevenzione risulta decisiva per evitare di infettarsi con questo fungo. I genitori di una volta erano sempre molto attenti, da questo punto di vista, a non far contagiare i propri figli, ed oggi bisognerebbe prestare sempre la stessa attenzione.

È fondamentale indossare delle calzature nei luoghi pubblici, che facciano traspirare il piede in modo da tenerlo sempre asciutto. Per le calze, utilizzate quelle facilmente lavabili ad alte temperature, oppure calze di seta e argento, perché questi materiali inibiscono i batteri e i funghi, e sono detti batteriostatici.

Piede d’atleta nei bambini

Anche i bambini possono essere colpiti da tale disturbo. Infatti, questa infezione della pelle deriva da dei funghi dermatofiti, che si diffondono soprattutto nelle aree molto umide e calde. Per questa ragione il piede d’atleta si può contrarre soprattutto in piscina, piuttosto che nelle palestre o nelle saune. Capita piuttosto di frequente che nei bambini non vada a colpire unicamente la pianta dei piedi e le parti tra le varie dita. Infatti, questi ultimi sono soliti toccarsi la zona infetta e poi anche altre zone del corpo. Di conseguenza, l’infezione può estendersi anche alle ascelle, alle mani o alla parte inguinale.

Come curare il piede d’atleta nei bambini e nelle donne in gravidanza

Nella maggior parte dei casi vengono impiegati spray e creme antifungini, che in breve tempo sono in grado di portare ad una guarigione totale. Non capita tutte le volte, però, che sia possibile usare tali prodotti con donne in gravidanza e bambini. Sarà quindi compito del medico suggerire l’impiego del prodotto migliore in base alle singole necessità e caratteristiche del paziente. Nello specifico, durante la gravidanza è sempre meglio utilizzare dei prodotti da applicare a livello locale. È bene mantenere i piedi sempre asciutti e puliti, soprattutto la zona che si trova fra le dita. Un altro suggerimento importante da seguire è quello di non camminare senza calze in luoghi in cui vi sono anche altre persone, così come è meglio evitare di utilizzare sempre le medesime scarpe. I calzini di lata o quelli di cotone sono ottimali, dal momento che consentono al piede di respirare.