Pitiriasi rosea di Gilbert: caratteristiche e cura!

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Pitiriasi rosea di Gilbert

La pitiriasi rosea di Gilbert è una dermatosi che si contraddistingue per delle lesioni squamose. Si tratta di una dermatite piuttosto frequente, autolimitante, di lieve o di media entità, che può essere risolta in maniera spontanea o con delle semplici terapie specifiche, da condividere con il proprio dermatologo.

Perchè si chiama così?

Il particolare nome della pitiriasi rosea di Gilbert deriva da un termine greco che rimanda a una tipica desquamazione satellite della chiazza madre. L’appellativo rosea si riferisce invece dal nome originario, dell’800, della malattia: roseola anulata. Gilbert invece è i nome del primo dermatologo che affrontò la patologia in maniera approfondita, attribuendole poi il nome attuale di pitiriasi rosea di Gilbert.

Chi colpisce?

La pitiriasi rosea di Gilbert è una malattia piuttosto comune che colpisce soggetti di età compresa tra i 10 e i 40 anni, di norma durante la stagione primaverile o autunnale. Stando alle statistiche più puntuali, la malattia rappresenta il 2% di tutte le dermatosi, e nella popolazione generale registra un’incidenza pari allo 0,14%. La pitiriasi rosea non è di norma recidiva.

Come riconoscerla?

Come riconoscere la pitiriasi rosea di Gilbert

Riconoscere la pitiriasi rosea di Gilbert è abbastanza semplice. La sua prima comparsa è simile a una macula rossastra, chiamata macchia madre (o medaglione di Gilbert). La macchia madre ha un diametro tra 1 e 3 centimetri, ed è contraddistinta da un colore rossastro o roseo che si attenua man mano che ci si allontana dal centro. A pochi giorni dall’esordio compaiono nuove macchioline, chiamate macchie figlie, con dimensioni più piccole. In un quarto dei soggetti affetti la pitiriasi rosea si associa anche a sensazione di prurito. Nella maggior parte dei casi invece la malattia si manifesta senza alcun altro sintomo apprezzabile.

Quali zone colpisce?

La pitiriasi rosea di Gilbert si diffonde generalmente nel tronco, nelle braccia o nel cuoio capelluto.

Quali sono le cause?

Non è noto quali siano le precise determinanti di questa malattia. Studi recenti suggeriscono tuttavia che la pitiriasi rosea sia figlia di due ceppi di Herpes virus, responsabili della sesta malattia, tipico esantema critico dell’età infantile. In tal senso, il contatto frequente con particolari sostanze (come agenti chimici e polveri) potrebbe favorire una dermatosi, generando anche xerosi cutanea.

È contagiosa?

Contrariamente a quanto si possa pensare, la pitiriasi rosea di Gilbert è scarsamente contagiosa.

Come classificarla?

Oltre alla ordinaria pitiriasi rosea, vi sono alcune forme atipiche della pitiriasi rosea, naturalmente più rare rispetto alla classifica forma della dermatosi. Si può ad esempio individuare una pitiriasi rosea gigante, che colpisce il cuoio capelluto, i genitali, la mucosa orale e le unghie. Al di là della particolare posizione nella quale sono situate, i sintomi sono i medesimi della pitiriasi rosea di Gilbert “tradizionale”.

È inoltre sperimentabile una seconda forma atipica chiamata pitiriasi rosea invertita o inversa: tipica delle persone che hanno una pelle scura e olivastra, ha delle macule che si diffondono in aree anatomiche abbastanza insolite, come gli arti superiori o quelli inferiori, o il volto. Rimangono invece indenni le zone tipiche della pitiriasi, come il tronco.

Ulteriore forma atipica è la c.d. “pitiriasi rosea circinata e marginata di Vidal“; una forma che tende ad essere presente per alcuni mesi sul corpo delle persone interessate, e in maniera perfino più resistente delle altre forme (e nonostante, quindi, i trattamenti mirati alla sua guarigione). Le macchie rosee sono isolate le une dalle altre, spesso meno numerose della forma tipica, ma più ampie.

Tra le ultime forme atipiche classificate, la pitiriasi rosea vescicolare, una forma particolarmente frequente per chi ha la pelle di colore nera (soprattutto tra giovani e giovanissimi) e la pitiriasi rosea ruticata (accompagnata anche da orticaria).