Questo sito contribuisce alla audience di logo ilmessaggero

Progesterone in gravidanza ed estrogeni: a cosa servono?

Il progesterone è un ormone sessuale che aumenta di solito con l’inizio della gravidanza. Qualora i livelli di questo fossero carenti, è possibile che il medico ne prescriva l’assunzione per il primo trimestre.

Il progesterone e gli estrogeni in gravidanza

In tutte le fasi della vita femminile, i livelli degli ormoni hanno un ruolo di fondamentale importanza. A parte nell’infanzia, la sua produzione ormonale scandisce la sua vita, inclusa la gestazione. Gli ormoni durante la gravidanza hanno una percentuale altissima. Nello specifico hanno un ruolo importantissimo: estrogeni e progesterone. Questi due ormoni vengono prodotti da quattro strutture:

  • dal corpo luteo, cioè quello che resta del follicolo, ovvero l’involucro della cellula uovo;
  • dalla placenta, cioè l’organo che alimenta e ossigena il feto, nelle donne in gravidanza;
  • dal feto;
  • dalle ghiandole endocrine.

Questi due ormoni durante i 9 mesi della gravidanza, assicurano il buon funzionamento degli organi della madre, aiutano le diverse fasi della gestazione, permettono la crescita e la formazione del feto, proteggono lo stesso da aggressioni. Questi ormoni sono importantissimi, infatti basta pensare che in una sola giornata, una donna incinta, produce una quantità di estrogeni quanti ne rilascia una donna in 3 anni.

Se gli estrogeni, ovvero gli ormoni sessuali femminili, hanno il compito di nutrire il feto, di far fluire il flusso sanguigno nella placenta, di preparare il seno per l’allattamento; il progesterone serve a interrompere il ciclo mestruale e a prevenire l’aborto. Quindi sono due elementi fondamentali per il buono svolgimento della gravidanza dall’inizio alla fine.

Il progesterone

Il progesterone è un ormone steroideo sessuale che viene sintetizzato dal corpo femminile e la cui percentuale aumenta sin dalle prime fasi della dolce attesa. Esso ha l’importante compito di interrompere il ciclo mestruale e di evitare che si verifichi un aborto spontaneo precoce. In sostanza, il progesterone in gravidanza fa in modo che l’organismo materno non riconosca il feto come elemento estraneo e lo rigetti.

Questo ormone prepara poi la mucosa all’interno dell’utero, cioè l’endometrio, all’impianto dell’uovo fecondato. Oltre a queste importanti funzioni, l’ormone del progesterone permette all’utero di allargarsi e di crescere con il feto. Favorisce l’aumento inoltre del seno, dilatando i vasi del sangue e aumentando il flusso nella zona, stimolando anche i lobuli, cioè le strutture che compongono il seno femminile.

Perché viene prescritto il progesterone in gravidanza

La futura mamma già dovrebbe aver incrementato da sola la produzione del progesterone dall’inizio della gestazione, tuttavia se non è così, se il livello di progesterone è carente, è probabile che esso venga prescritto. La carenza di progesterone infatti ha come prima conseguenza il rischio che si verifichi un aborto spontaneo. Perché un calo di questo ormone potrebbe stimolare il ciclo mestruale.

L’assunzione di questo ormone è una terapia ormonale tuttavia per nulla rara. In caso sia presente una minaccia di aborto o di perdite ematiche non ben definite, il ginecologo può prescrivere questo ormone. In realtà, tale somministrazione non è condivisa da tutti i medici. Alcuni sostengono infatti che essa quando la gestazione è già compromessa, potrebbe ostacolare una diagnosi di aborto e mettere in pericolo quindi la madre.

Come funziona l’assunzione

Come funziona l’assunzione

Il progesterone in gravidanza può essere assunto in forma di compressa, con un’iniezione, oppure come ovuli da inserire nella vagina. Quest’ultima soluzione pare essere la più diffusa perché ha meno effetti collaterali, è più semplice da utilizzare e sembra anche essere più efficace come assorbimento della sostanza. Di solito concluso il primo trimestre comunque l’assunzione si interrompe. La placenta infatti da sola dovrebbe produrre gli ormoni necessari per il proseguimento della gravidanza, fino al quarto mese.

In alcuni casi si può assumere il progesterone in gravidanza oltre al quarto mese. Questo in particolare in caso di ipercontrattalità, cioè quando le contrazioni dell’utero sono multiple e possono mettere a rischio l’esito della gravidanza, facendo anche incrementare il rischio di parto prematuro. Fra i molteplici effetti che l’assunzione del progesterone in gravidanza ha, c’è quello di rilassare i muscoli dell’utero, bloccando le contrazioni. La dose che di solito viene prescritta di progesterone in gravidanza è di 400 mg al giorno, da assumere una volta la sera (200 mg) e una al mattino.

Possibili effetti collaterali del progesterone

Il progesterone in gravidanza può anche dare alcuni effetti collaterali. In particolare alcune teorie indicano che vi sarebbe il rischio che quello gonfi il feto in 3 casi su 5. In particolare si sarebbe evidenziato un ispessimento della plica nucale. Tuttavia questo gonfiore scomparirebbe lentamente. Non si può dire quindi che il progesterone faccia male agli embrioni, ma di certo aumenta l’incidenza del cosiddetto dato ecografico di ispessimento della suddetta plica nucale.

Qualcuno ha segnalato anche come effetto:

  • disturbi centrali: cefalea, nervosismo, stanchezza, sonnolenza;
  • problemi endocrini: alterazioni della libido, dolori simili alle mestruazioni, tensione mammaria, perdite vaginali;
  • disturbi dermatologici: acne, prurito, rash, seborrea;
  • disturbi gastrointestinali: coliche, dolori addominali, costipazione, flatulenza;
  • disturbi muscoloscheletrici: dolori, crampi muscolari, dolori alle ossa.