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Prostaglandine: che cosa sono e a cosa servono

Le prostaglandine sono sostanze che possono essere somministrate sintetiche o che il corpo produce autonomamente.

Prostaglandine

Le prostaglandine sono sostanze che vengono prodotte all’interno dell’organismo. Queste sostanze hanno natura lipidica e derivano dagli acidi grassi. Esse sono presenti in diversi tessuti e hanno molteplici attività biologiche. La prima volta che vennero individuate si trattava delle prostaglandine presenti nel liquido seminale, dove la concentrazione è elevata. In seguito alcuni studi le individuarono nel fegato, nei polmoni, nel sistema nervoso e in altri tessuti.

Questa sostanza deriva dall’acido archidonico, che può prendere principalmente due vie: il ciclo-ossigenasi e il lipo-ossigenasi. La prima determina la produzione delle prostaglandine. Questi elementi sono conosciuti, in particolare, perché la maggior parte degli antinfiammatori agiscono inibendo la via sintetica della ciclo-ossigenasi, in modo da ridurre la produzione delle prostaglandine. Questo viene indotto perché esse sono protagoniste del processo infiammatorio e del dolore.

A cosa servono

Non è ancora oggi ben noto, quale sia il preciso significato fisiologico delle prostaglandine, a causa della loro molteplicità di azione. Si possono comunque suddividere le loro funzioni in funzioni patologiche e fisiologiche.

  • Processi patologici
    Mentre c’è in corso un processo flogistico, esse sono responsabili di mantenere la condizione infiammatoria: riducono la soglia di percezione del dolore che avviene da parte dei nocicettori, potenziano l’azione algogena della bradichinina; favoriscono l’innalzamento della temperatura corporea, la produzione di calore, ostacolandone anche la dispersione. Sono proprio le prostaglandine a determinare l’ampiezza e la durata dell’infiammazione quindi con il loro regolare localmente l’irrorazione sanguigna, con il controllo della permeabilità vasale, con la regolazione della chemiotassi leucocitaria e macrofagica.
  • Processi fisiologici
    In generale esse controllano il tono dei muscoli lisci vasali, dando luogo a vasodilatazione o vasocostrizione nella maggior parte dei distretti vascolari. Hanno un’azione citoprotettiva della mucosa gastrica per ridurre la produzione di acido cloridico per la produzione del mcuco, inibiscono il rilascio di noradrenalina e la secrezione di insulina nel pancreas. Le prostaglandine controllano il tono dei muscoli lisci bronchiali determinando contrazione o rilassamento; inducono l’aggregazione piastrinica.

Esse agiscono come vasodilatatori, aumentano, per esempio, il tono e la contrattilità dei muscoli dell’utero, la peristalsi dell’intestino, oppongono resistenza all’azione antidiuretica della vasopressina, interferiscono a livello ormonale, inibiscono l’aggregazione piastrinica. Le prostaglandine servono per indurre l’attività dell’utero e la sua maturazione, sono responsabili dei dolori uterini determinano i dolori mestruali. Le prostaglandine consentano la pervietà del collegamento tra l’aorta e l’arteria polmonare del fero, il dotto arterioso. Se infatti non si chiude spontaneamente, si interviene con i FANS, per ridurne la produzione.

Di solito il corpo le produce autonomamente, ma capita che in caso di parto indotto le prostaglandine vengano somministrate in forma sintetica (quindi vengono prodotte chimicamente) nella vagina o nella cervice. Somministrate come gel o candelette. Di solito sono sufficienti un paio di dosi al massimo per avviare il travaglio, ma il numero può essere anche maggiore in base ai casi. Esse vengono altresì utilizzate come abortigeni, per indurre l’espulsione del feto durante i primi mesi di gestazione, per lo stesso motivo.

Come vengono create e tipologie

Le prostaglandine vengono prodotte autonomamente dal corpo umano a partire dall’acido archidonico. Quest’ultimo può dar luogo alle ciclossigenasi, un enzima detto COX 1-2-3 che serve per creare endoperossidi, che poi vengono metabolizzati in prostaglandine e trombossani. Nello specifico si distinguono tre tipi di ciclossigenasi: COX 1-2-3.
La COX 1 è una proteina costitutiva che di norma è presente nei tessuti sani. In questo caso la produzione di prostaglandine è risultato di processi fisiologici. La tipologia COX 2 è assente nelle cellule sane e si produce in caso di infiammazioni a partire dalle cellule che ne sono coinvolte, quindi macrofagi, fibroblasti, cellule endoteliali. Questo tipo comunque è una proteina costitutiva a livello cerebrale e dei reni (dove le prostaglandine mantengono costante il flusso ematico). Le COX 3 sono proteine presenti specialmente a livello dell’SNC, come variante alternativa del tipo1.

Prostaglandine e FANS

I farmaci antinfiammatori hanno sostanzialmente due scopi, ovvero quello di abolire il dolore e quello di rallentare e arrestare il danno ai tessuti. In sostanza gli effetti del processo infiammatorio vengono ridotti con i farmaci, ma non si va a colpire il responsabile patogeno. I farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) agiscono sostanzialmente inibendo le ciclossigenasi, cioè gli enzimi che regolano la degradazione dell’acido archidonico in prostaglandine e trombossani. I farmaci determinano l’inibizione della produzione di queste sostanze, ma anche di conseguenza un inadempimento delle altre funzioni svolte da queste nel corpo: qui entrano in gioco gli effetti collaterali propri dei FANS.