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Prostata ingrossata: cause, sintomi e cure.

La prostata ingrossata viene anche chiamata ipertrofia prostatica (benigna, appunto quando non legata ad un evento canceroso) o, a volte, ostruzione della prostata (ricordiamo che la prostata è una ghiandola esclusivamente maschile).

Eventi di crescita fisiologica.

Eventi di crescita fisiologica.

La prostata normalmente cresce in modo sensibile solo due volte durante la vita di un individuo: la prima volta è durante la pubertà e l’aumento consiste nel raddoppio delle proprie dimensioni, la seconda volta ha inizio intorno al venticinquesimo anno di età e procede lentamente per quasi l’intero arco della vita.

A mano a mano che la prostata si ingrossa, v’è la contemporanea compressione e schiacciamento dell’uretra. Le pareti della vescica invece si ispessiscono. Nel tempo può anche avvenire un indebolimento della vescica e quindi una sua incapacità a svuotarsi del tutto, mantenendo sempre, ad ogni minzione, un po’ di urina al suo interno. Questi due eventi (l’uretra che si restringe e la ritenzione urinaria) sono all’origine di alcuni disturbi legati alla prostata ingrossata.

Cause della prostata ingrossata.

Le cause per cui si può avere una prostata ingrossata non sono del tutto note, si sa che ciò si verifica in genere in età avanzata. Il disturbo non è presente in quegli individui cui siano stati asportati i testicoli nel periodo prepubere. Di conseguenza taluni ricercatori sostengono che all’origine della prostata ingrossata vi siano cause legate ai testicoli ed anche al processo di invecchiamento.

Durante la propria vita alcune ghiandole dell’uomo producono un ormone maschile, il testosterone ed anche una piccola quantità di ormoni femminili, gli estrogeni. Quando si invecchia la quantità dell’ormone maschile nel sangue diventa minore e quindi, nella proporzione, aumentano gli estrogeni. Alcuni studi pare dimostrino che la prostata ingrossata dipenda dalla maggior presenza proporzionale di estrogeni al suo interno, in quanto questi farebbero aumentare l’attività di alcune sostanze in grado di stimolare il crescere delle cellule della prostata.

Prostata ingrossata e prostatite

La prostatite non è altro che un rigonfiamento della ghiandola prostatica che si verifica per congestione ed edema e colpisce la ghiandola dopo un processo di natura infiammatoria. La prostatite può derivare da un’infezione di tipo batterico. Molto meno frequentemente si sviluppa a partire da infezioni micotiche, virali oppure da protozoi. L’infiammazione si può trattare mediante farmaci antibiotici e antinfiammatori. In altre casi si può optare anche per terapie naturali, senza dimenticare quanto sia importante la prevenzione adottando uno stile di vita corretto.

Prostata ingrossata e tumore

In questo caso l’ingrossamento deriva dalla proliferazione di cellule maligne. Il carcinoma prostatico si caratterizza per essere il tipo di cancro maschile più diffuso. Nella gran parte dei casi comincia con un ridotto rigonfiamento della ghiandola, senza che il paziente avverta alcun sintomo, fino però a raggiungere uno stadio più grave. Capita molto meno di frequente che i sintomi abbiano uno sviluppo particolarmente rapido e che il cancro si diffonda anche in altri organi.

Prostata ingrossata o infiammata?

L’ipertrofia prostatica benigna si caratterizza per essere un fenomeno che insorge in tutti gli uomini dopo il compimento dei 50 anni. Ciò capita nel momento in cui le cellule della zona centrale della prostata cominciano a proliferare portando ad un aumento delle dimensioni della stessa. Per il momento sembra che gli squilibri a danno degli ormoni maschili siano tra le cause principali. I sintomi possono essere spesso legai alla fase di svuotamento o di riempimento della vescica. L’infiammazione che colpisce la prostata, invece, si riferisce alla prostatite e viene provocata spesso dai batteri. Tra i sintomi aggiuntivi troviamo brividi, dolore alla schiena e ai genitali e febbre.

Incidenza, fattori di rischio e sintomatologia.

La prostata ingrossata, nella sua forma benigna, è il più frequente disturbo prostatico negli individui dal cinquantesimo anno di età in poi. Negli U.S. addirittura quattordici milioni di soggetti ne hanno avuto la sintomatologia classica nel 2010. Rara intorno ai 40 anni, arriva a colpire fino alla metà dei soggetti in vita tra il 51° ed il 60° anno di età, percentuale che sfiora il 90° negli individua dagli ottant’anni in su.

I fattori di rischio più comuni sono l’età, come visto sopra, le disfunzioni nell’erezione, alcuni disturbi come malattie dell’apparato cardiocircolatorio o l’obesità, fattori genetici, una vita sedentaria.

La sintomatologia principale è costituita da una frequente minzione (dalle otto volte o più nelle 24 ore), una minzione urgente, difficoltà nell’inizio della minzione, gocce d’urina che cadono quando la minzione sembra terminata, minzione frequente soprattutto nelle ore di sonno, getto d’urina debole o con interruzioni, ritenzione delle urine in vescica, incontinenza ((perdite involontarie di urina), dolenzie durante la minzione o dopo aver eiaculato, odore e colore delle urine non comuni, e tutti questi sintomi sono causati da un’ostruzione uretrale, dal logorio della vescica sotto sforzo per dover spingere l’urina attraverso un’ostruzione.

La grandezza della prostata ingrossata non è sempre legata alla gravità della ostruzione o alla sintomatologia. Molti individui con la prostata ingrossata hanno pochi sintomi ed alcuni altri una sintomatologia più intensa, magari anche se la ghiandola non è molto ingrossata. Meno del cinquanta percento degli uomini con la prostata ingrossata ha disturbi del tratto urinario inferiore.

Quando richiedere una visita medica.

Quando richiedere una visita medica.

Un individuo può essere affetto da una sintomatologia urinaria anche non legati ad una prostata ingrossata, magari a causa di problemi a carico della vescica, infezioni del medesimo tratto urinario o di una prostatite. Oltretutto la sintomatologia potrebbe essere causata da un ben più grave disturbo: un carcinoma prostatico.

E’ assolutamente un consulto medico quando si avvertono i seguenti sintomi:

  1. Incapacità di urinare del tutto;
  2. Minzione dolorosa, molto frequente con brividi e ipertermia;
  3. Tracce di sangue nelle urine;
  4. Dolori o fastidi importanti nella parte inferiore dell’addome e a carico del tratto urinario.

Le principali complicazioni potrebbero essere:

  1. Una ritenzione urinaria grave;
  2. Una ritenzione urinaria cronicizzata o, comunque, di lunga durata;
  3. Tracce di sangue nelle urine;
  4. Infezione del tratto urinario;
  5. Danno alla vescica;
  6. Danno al rene;
  7. Calcoli alla vescica.

Prostata ingrossata: la diagnosi.

La diagnosi di una prostata ingrossata si basa su:

  1. Anamnesi familiare e personale;
  2. Esami fisici;
  3. Esame medico (PSA e biopsie quando si temano carcinomi).

Cure e terapia della prostata ingrossata

Le cure possono consistere in:

  1. Cambiare le proprie abitudini di vita;
  2. Cura farmacologica;
  3. Intervento chirurgico (quasi per niente invasivo);
  4. Normale intervento chirurgico.

La scelta di una o più di queste cure viene valutata dal medico a seconda della gravità della sintomatologia ed a quanto fastidiosi o addirittura invalidanti possano essere gli stessi sintomi.

La cura farmacologica

Il trattamento a base di farmaci per la cura dell’iperplasia prevede essenzialmente l’impiego di due tipologie di farmaci. Nella maggior parte dei casi l’associazione tra tali medicinali porta alla remissione dell’incremento del volume della prostata. I farmaci alfa bloccanti che vanno ad agire sulla muscolatura liscia della prostata permette un miglior rilassamento e relativa decontrazione. L’altra categoria di farmaci usata è quella degli inibitori della 5a-reduttasi, ovvero quelli che trasformano il testosterone in DHT. La terapia per la prostatite acuta di derivazione batterica prevede l’impiego di farmaci antibiotici. Questo trattamento deve essere seguito anche per oltre tre settimane, fino ad arrivare ad ottenere la totale scomparsa dei batteri. Infatti, la prostata presenta una ridotta sensibilità rispetto all’attività dei farmaci. Le prostatiti croniche sono particolarmente complicate da trattare, dal momento che presentano una notevole resistenza rispetto alle terapie. In questo caso i trattamenti si basano su farmaci antibiotici, ma solo su alcune tipologie, proprio per via della complicata diffusione dei principi attivi a livello della prostata. Il trattamento antibiotico deve avere una durata pari ad almeno 3 mesi. Nel caso in cui ci sia un cancro alla prostata, si può optare per un trattamento ormonale. Quest’ultimo permette di bloccare gli effetti del testosterone e rendere più lento lo sviluppo tumorale. Al contempo, consente anche di rallentare la sua diffusione, garantendo vari miglioramenti rispetto alla sintomatologia e anche un prolungamento dell’aspettativa di vita.

Il trattamento chirurgico nel caso di iperplasia e cancro

L’operazione chirurgica deve essere presa in considerazione quando c’è l’iperplasia e una notevole resistenza rispetto ai farmaci. L’operazione chirurgica prevede la rimozione di una porzione della ghiandola. Nel corso degli ultimi anni l’operazione tradizionale, che prevede l’apertura dell’addome, ha lasciato il posto a tecniche che sfruttano diversi tipi di laser, ma anche radio frequenze e microonde. L’obiettivo è quello di vaporizzare i tessuti che fanno parte della capsula prostatica. Nel caso di cancro alla prostata, è molto utile asportare chirurgicamente la ghiandola nel momento in cui il timore è rimasto all’interno dei confini prostatici. La sua efficacia è invece ridotta nei tumori che presenta un elevato accrescimento, dal momento che c’è un’elevata probabilità che si diffondano agli organi circostanti. Un’altra tecnica efficace per la cura dei tumori localizzati è la radioterapia. In ogni caso, viene impiegata per dare sollievo rispetto al dolore quando il cancro prostatico si diffonde alle ossa.

Quali sono i rimedi naturali

Per fare in modo di evitare un ingrossamento della prostata, spesso vengono impiegati degli estratti vegetali. Infatti, anche se hanno un’azione non particolarmente conosciuta, pare che riescano ad abbassare la componente infiammatoria. Di conseguenza, portano ad un miglioramento della sintomatologia. L’estratto vegetale maggiormente usato è quello del frutto della Serenoarepens, detta anche palma nana. Indubbiamente, una maggiore efficacia è quella che deriva da un’azione preventiva primaria. Quest’ultima prevede un ottimo e corretto stile di vita. Prima di tutto è necessario eliminare tabacco, fumo, consumo di bevande alcoliche e sostanze chimiche. Inoltre, è importante prestare la massima attenzione al peso corporeo, seguendo una dieta equilibrata.

La dieta per evitare l’ingrossamento della prostata

Dal punto di vista alimentare, ci sono alcuni accorgimenti che possono aiutare a prevenire questi sintomi. Di conseguenza, la dieta dovrebbe prevede pochi grassi polinsaturi, zuccheri complessi e proteine animali. Invece, l’alimentazione quotidiana dovrebbe essere ricca di vegetali, frutta e fibre. Al tempo stesso, la dieta dovrebbe comprendere anche cibi che presentano una buona quantità di vitamina A, C ed E. Inoltre, si consiglia spesso il consumo di cereali e vegetali. Infine, è bene bere tanta acqua, almeno due litri ogni giorno per favorire la diuresi che permette di rimuovere l’infezione. Inoltre è bene fare anche una costante e moderata attività fisica, cercando in ogni modo di limitare lo stress.