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Prostatite: sintomi, caratteristiche e cura

Che cosa è la prostatite, come si manifesta e quali sono gli interventi utili per poterla curare.

La prostatite è una condizione di infiammazione della prostata e (eventualmente) delle aree circostanti. Si tratta di una situazione piuttosto fastidiosa e dolorosa, che non sempre ha tuttavia degli evidenti riflessi sintomatici. Non è infatti raro che il paziente possa essere affetto da prostatite infiammatoria asintomatica: in questo caso, non avvertirà alcun sintomo, ma la condizione potrà comunque essere diagnosticata durante il compimento di esami medici eseguiti per altre patologie del tratto urinario o riproduttivo. Ma cosa è la prostata? E cosa determina la prostatite?

Cause

La prostatite può manifestarsi in diverse forme e, come intuibile, può essere causata da una lunga serie di determinante. Per quanto concerne ad esempio la “prostatite cronica”, le cause (ancora sconosciute) sono generalmente fatte dipendere da un microrganismo e sono spesso in relazione con la composizione chimica dell’urina, con il sistema immunitario o con danni neurologici dell’area pelvica. La “prostatite batterica acuta e cronica” è invece determinata da un’infezione batterica della prostata. Nella sua forma acuta, la durata del problema è breve, mentre in quella cronica la durata è estesa, spesso per anni.

Sintomi

Così come ogni forma di prostatite è riconducibile a una serie di cause specifiche, anche i sintomi di questa condizione variano a seconda della tipologia di prostatite. In altri termini, ogni tipologia ha una gamma di sintomi che possono ulteriormente variare, a secondo della causa. Per quanto concerne ad esempio la prostatite cronica, o sindrome del dolore pelvico cronico, i principali sintomi sono una sensazione di dolore e di fastidio continuativa nella zona tra scroto e ano, nell’addome centro-inferiore, nel pene, nello scroto e nella parte inferiore della schiena. Un altro sintomo frequente è li dolore durante o dopo l’eiaculazione è Altri sintomi meno diffusi includono inoltre un dolore uretrale durante o dopo la minzione, un dolore al pene durante o dopo la minzione, una minzione frequente (cioè otto o più volte al giorno), urgenza della minzione, getto urinario debole o interrotto.

Nel caso di prostatite batterica acuta, i sintomi sono generalmente più improvvisi e gravi: tra i principali elenchiamo brevemente la frequenza della minzione, l’urgenza della minzione, la febbre, i brividi, una sensazione di bruciore o dolore durante la minzione, del dolore in zona genitale, inguine, addome inferiore o parte inferiore della schiena, la nicturia (cioè il bisogno frequente di urinare durante il sonno), la nausea, il vomito, dei dolori diffusi, la ritenzione urinaria (cioè l’incapacità di svuotare completamente la vescica), la difficoltà ad iniziare la minzione, il getto urinario debole o interrotto, il blocco urinario, un’infezione del tratto urinario inferiore, come evidenziato dalla presenza di batteri e cellule anti-infezione nell’urina.

Nell’ipotesi di prostatite batterica cronica, i sintomi sono generalmente simili a quelli già elencati in caso di prostatite batterica acuta, sebbene si manifestino in maniera più lieve e meno intensa. Questa tipologia di infezione può svilupparsi molto lentamente, e può durare diversi mesi, con i sintomi che tenderanno a comparire e scomparire ciclicamente. In questo caso, i caratteri sintomatici principali sono l’aumentata frequenza della minzione, l’urgenza della minzione, una sensazione di bruciore o dolore durante la minzione, il dolore in zona genitale, inguine, addome inferiore o parte inferiore della schiena, la nicturia, l’eiaculazione dolorosa, la ritenzione urinaria, la difficoltà ad iniziare la minzione, il getto urinario debole o interrotto, il blocco urinario, un’infezione del tratto urinario inferiore.

Complicazioni

Non sempre la prostatite è una condizione particolarmente grave o densa di effetti nocivi. Vi sono tuttavia delle accortezze che sarebbe opportuno seguire per evitare di andare incontro a complicazioni più gravi come un’infezione batterica nel circolo sanguigno, l’ascesso prostatico, le disfunzioni sessuali, un’infiammazione degli organi riproduttivi vicini alla prostata.

Diagnosi

Una volta condivisi i principali sintomi con il proprio medico, lo stesso prescriverà una serie di esami fisici e medici, preceduti da una opportuna anamnesi personale e familiare. Nella fase di anamnesi, in particolar modo, indagherà sulla storia medica del soggetto e della sua famiglia. Successivamente, potrebbe procedere a un esame fisico, con esame del corpo del paziente, per controllare il getto uretrale, la presenza di linfonodi inguinali ingrossati o dolenti, uno scroto gonfio e dolente, la prostata, tramite l’esplorazione rettale digitale.

Si può infine procedere a un esame medico con consulto urologico, cioè di un medico specializzato nel tratto urinario e nel sistema riproduttivo maschile. Tra gli esami prescrivibili rientrano l’esame dell’urina, gli esami del sangue, gli esami urodinamici, la cistoscopia, l’ecografia transrettale, la biopsia, l’analisi dello sperma.

Cura

Il trattamento per curare la prostatite dipende principalmente dalla sua tipologia e gravità. Per quanto attiene ad esempio la prostatite cronica, o sindrome del dolore pelvico cronico, lo scopo principale dei trattamenti sarà quello di favorire la riduzione del dolore, del fastidio e dell’infiammazione. I sintomi sono tuttavia piuttosto “misti” e spesso nessun singolo trattamento finisce con il funzionare completamente. L’urologo potrà prescrivere pertanto una serie di antibiotici per una cura iniziale, e valutare altresì dei trattamenti alternativi come i bagni caldi, la sottoposizione ad una terapia riscaldante locale, tramite borse d’acqua calda o cuscinetti termici, la terapia fisica come gli esercizi di Kegel (sono dei particolari esercizi di contrazione e di rilassamento dei muscoli che trattengono l’urina nella vescica), e quelli di rilassamento miofasciale (cioè pressione e allungamento di muscoli e tessuti molli della parte inferiore della schiena, della regione pelvica e delle cosce). Altri trattamenti potranno essere quelli di biofeedback, la fitoterapia con estratti come la quercetina, il polline d’api e la serenoa e l’agopuntura. È inoltre valutabile, nel ciclo di trattamenti l’assistenza psicologica e la riduzione dello stress: un sicuro supporto che potrà diminuire la ricorrenza dei sintomi nei soggetti in cui questi sono influenzati da fattori psicologici.

Per quanto concerne invece la prostatite batterica acuta, di norma l’urologo cercherà di trattarla ricorrendo ad antibiotici, la cui prescrizione potrebbe dipendere dal tipo di batterio responsabile dell’infezione. L’urologo di norma prescriverà degli antibiotici orali per almeno due settimane, sebbene sia raccomandato un trattamento più lungo a causa della possibile recidiva dell’infezione. Solamente nei casi più gravi si tende a consigliare una breve ospedalizzazione, al fine di somministrare liquidi e antibiotici per via endovenosa. Successivamente al trattamento per via endovenosa, al paziente sarà poi richiesto di proseguire gli antibiotici per bocca per 2 – 4 settimane. L’urologo, oltre a quanto sopra, potrà inoltre raccomandare di evitare o ridurre l’assunzione di sostanze che irritano la vescica (si pensi agli alcolici, alle bevande contenenti caffeina e ai cibi acidi e speziati), e aumentare l’assunzione di liquidi (2-3.5 litri al giorno) per urinare spesso e aiutare così ad eliminare i batteri dalla vescica.

Infine, nell’ipotesi di prostatite batterica cronica, l’urologo potrà consigliare degli antibiotici, pur nella consapevolezza che il trattamento richiederà una terapia di lunga durata. L’urologo potrà pertanto prescrivere una dose bassa di antibiotici anche per 6 mesi al fine di prevenire infezioni ricorrenti, valutando eventualmente una combinazione di antibiotici. Potrebbe altresì raccomandare l’incremento dell’introito di liquidi, e l’eliminazione o la riduzione dell’assunzione di sostanze irritanti per la vescica.

Prostatite e alimentazione

Come sopra, non vi sono attualmente dei dati certi circa la possibile esistenza di correlazioni tra il cibo, la dieta e la nutrizione, e le cause o la prevenzione della prostatite. È tuttavia certo che durante il trattamento della prostatite batterica l’urologo potrà raccomandare di aumentare l’introito di liquidi e di eliminare o di ridurre l’assunzione di sostanze irritanti per la vescica, come le già ricordate bevande contenenti caffeina e i cibi acidi e speziati.

Considerata la ricchezza del tema e le eterogeneità nelle tipologie della prostatite, i loro sintomi e le loro cause, vi consigliamo di consultare il vostro medico per poterne sapere di più, e valutare insieme a lui l’eventuale consulto di un urologo e la conseguente predisposizione di una serie di iniziative finalizzate a ritrovare un congruo benessere fisico.