stress e demenza

E’ uno studio pubblicato sul Journal of Alzheimer’s Disease a considerare lo stress come uno dei fattori causali più importanti per il deterioramento cognitivo e lo sviluppo di demenza. Un abuso sessuale, la morte di un figlio, la perdita del lavoro, una separazione conflittuale sono tutti eventi stressanti che lasciano un segno indelebile nella psiche, e a quanto pare non solo, dell’individuo.

Già la Wisconsin University’s School of Medicine and Public Health aveva asserito ciò in uno studio pubblicato nel 2017 e condotto su 1.320 persone le quali avevano vissuto eventi traumatici di questo tipo; queste sono state sottoposte a diversi test sulla memoria e sulla capacità cognitiva ed era emerso come i risultati peggiori fossero proprio attribuibili a coloro che riportavano esperienze peggiori nel loro vissuto. Una predisposizione di base al decadimento cognitivo dunque su cui, poi, fattori come la depressione (o l’inclinazione ad essa), la deprivazione di sonno, l’ansia cronica, carichi pesanti di lavoro etc. inciderebbero in modo definitivo.

Stavolta sono stati i ricercatori dell’Università di Copenhagen a condurre uno studio su quasi 7.000 persone chiamate a rispondere a domande sui loro livelli di esaurimento (definito come quel “disagio psicologico che si manifesta con irritabilità, spossatezza e demoralizzazione”) tra il 1991 e il 1994, quando avevano in media 60 anni. Sarebbe emerso un legame dose-risposta tra l’esaurimento mentale nella mezza età e lo sviluppo, in età più avanzata, di Alzheimer con un rischio del quasi 40% in più di sviluppare questa malattia neurodegenerativa per coloro che avevano sperimentato i maggiori livelli di esaurimento in precedenti tappe della loro vita. Un ruolo da non sottovalutare giocherebbero le alterazioni del signaling del cortisolo, conosciuto come “ormone dello stress” e i cambiamenti cardiovascolari legati allo stress come la maggiore tendenza alla vasocostrizione arteriosa e la perdita di elasticità dei vasi in toto, lo sviluppo di aritmie, l’aumento della pressione etc. “Il nostro studio – conclude il primo autore Sabrina Islamoska – indica che possiamo contribuire a prevenire la demenza anche affrontando fattori di rischio psicologici”; senza ovviamente continuare ad agire su quelli già conosciuti come fumo, obesità, alcol, inattività fisica e errata alimentazione.

Fonti e bibliografie

  • Stress may raise the risk of Alzheimer’s disease. 2nd International Conference on Dementia & Dementia Care – dementiaconferences
  • Stress, Meditation, and Alzheimer’s Disease Prevention: Where The Evidence Stands .
  • Khalsa, Dharma Singh. IOS Press.