Lo afferma uno studio condotto in Cina su circa 4000000 adulti, tra i 30 ai 79 anni, a cui non era mai stata diagnosticata nella loro vita nessuna patologia tra malattia cardiovascolare, tumore e/o diabete. Circa il 13% o poco più di questi aveva affermato di mangiare in media un uovo al giorno mentre, all’altro estremo, il 9% degli stessi aveva dichiarato di non aver mai mangiato uova; per il resto tutti i partecipanti allo studio seguivano una dieta sovrapponibile. Il gruppo di studio è stato seguito per circa 10 anni e sono stati registrati tutti gli eventi cardiovascolari maggiori che, in  quest’arco di tempo, si sono verificati.

La considerazione di partenza è che in Cina, gli eventi cardiovascolari maggiori come l’ictus (sia ischemico che emorragico) e l’infarto acuto del miocardio, sono la prima causa di morte registrata e rappresentano, da soli, la metà della mortalità totale della popolazione cinese.

Durante il follow-up, 9.985 persone sono morte di malattie cardiovascolari e si sono verificati ulteriori 5.103 eventi coronarici maggiori. Ne è risultata, d’altra parte, che coloro che avevano sviluppato il maggior numero di eventi cardiovascolari, per giunta più gravi, appartenevano a alla percentuale di coloro che aveva asserito di non consumare uova abitualmente mentre i partecipanti che mangiavano un uovo al giorno hanno mostrato un rischio del 28% inferiore di sviluppare, per esempio, ictus di tipo emorragico (che è poi la forma più subdola e pericolosa di ictus e la maggior causa di morte, su tutte, in Cina così come anche negli Stati Uniti) così come del 12% di sviluppare cardiopatia ischemica.

Canqing Yu , co-autore dello studio e professore associato presso la Scuola di Pubblica Università di Pechino Salute a Pechino, non si sbilancia troppo date le dimensioni contenute del campione su cui è stato condotto lo studio eppure non si limita dal dire che gli ultimi risultati potrebbero rivoluzionare una volta e per sempre le conoscenze scientifiche a riguardo. Tuttavia afferma anche:

“Dovremmo essere cauti nell’interpretare i nostri risultati in un contesto di caratteristiche dietetiche e di stile di vita diverse dalla Cina.”

A riguardo si è espressa Caroline Richard, assistente professore di vita agricola e scienze ambientali presso l’Università di Alberta a Edmonton, asserendo che lo studio condotto in Cina è uno studio puramente osservativo che, come già detto da Yu, sarebbe stato condotto per un tempo non abbastanza lungo e su un campione contenuto per poter trarre definitive conclusioni e che “In questo studio, tuttavia, non hanno valutato il rischio di sviluppare il diabete, il che potrebbe essere dovuto al fatto che il diabete è una nuova malattia nella popolazione cinese e non esiste una buona documentazione di chi la possiede”; sembrerebbe infatti, dalla revisione di molteplici studi a riguardo che la stessa Richard avrebbe condotto, che il consumo eccessivo di uova potrebbe aumentare l’incidenza del diabete di tipo 2. E con quest’ultima affermazione si pone in netta opposizione con un altro studio condotto ultimamente dall’Università della Finlandia orientale e pubblicato sulla rivista scientifica Molecular Nutrition and Food Research nel quale, studiando un campione composto da uomini di mezza età, e analizzando i campioni di sangue da questi provenienti, è risultato che chi mangiava più uova nella propria dieta, possedeva alcune molecole lipidiche che si correlavano positivamente con il profilo ematico degli uomini che non avevano il diabete di tipo 2.

E quindi adesso a chi diamo retta?

Fonti

Revisione scientifica a cura della Dr.ssa Roberta Gammella. Laureata in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II. E’ registrata all’Ordine Medici-Chirurghi e Odontoiatri di Napoli e Provincia