Ritenzione idrica, definizione, dieta, cure e rimedi

Ritenzione idrica


All’origine della ritenzione idrica possono esserci malattie, anche piuttosto gravi, quali disfunzioni a carico dei reni o anche a carico dell’apparato cardiocircolatorio, gravi processi infiammatori o gravi reazioni di natura allergica.

Nella maggior parte dei casi, però, è uno stile di vito poco salutare ad essere il responsabile principale di una ritenzione idrica, per cui molto semplicemente correggere questo stile di vita sbagliato può risolvere o, comunque, almeno apportare una serie di notevoli benefici, ad un problema di ritenzione idrica.

Cos’è la ritenzione idrica?

Nella scienza medica il termine di “ritenzione idrica” lo si utilizza per descrivere la tendenza al trattenimento dei liquidi all’interno di un organismo. Il ristagnare di questi fluidi si concentra, in genere, in quelle zone del corpo umano dove maggiore è la tendenza all’accumulo dei grassi, quindi soprattutto le zone dei glutei, delle cosce e dell’addome.

La maggiore evidenza “visibile” di uno stato di ritenzione idrica è senza dubbio l’edema, per intenderci un rigonfiamento, visibile, appunto dall’esterno, anomalo (e antiestetico) causato da questo patologico accumulo di liquidi nei tessuti. Poiché una delle conseguenze di questo stato è anche una alterazione (a volte anche grave) delle circolazioni linfatica e venosa, che provvedono entrambe allo smaltimento delle tossine, spesso insieme a questi fluidi ristagnano anche un buon numero di tossine che, oltretutto, vanno ad alterare un metabolismo cellulare che di per se è già abbastanza compromesso, a causa di un molto minor apporto di nutrienti ed ossigeno.ritenzione idrica

Poiché la ritenzione idrica è un disturbo, come abbiamo già sottolineato, molto comune e diffuso, il problema è assolutamente molto sentito da buona parte della popolazione, soprattutto quella femminile, ma altrettanto spesso è anche un problema molto sopravvalutato. Infatti una gran parte della popolazione femminile attribuisce a questo disturbo la causa di un proprio sovrappeso, non sapendo, però, che se non esistono altre patologie gravi concomitanti, l’aumento di peso causato da una ritenzione idrica è assolutamente marginale, quindi, se in sovrappeso, la paziente dovrà trovare altre cause ed altre soluzioni per il proprio sovrappeso. Anzi, se proprio vogliamo dirla tutta, è vero proprio il contrario: una situazione di sovrappeso ha un’influenza negativa sulla diuresi, la rallenta e quindi favorisce l’insorgere di uno stato di ritenzione idrica.

Al fine di diagnosticare in modo più o meno sicuro la presenza di una ritenzione idrica si trovano in giro test dal vario grado di affidabilità. Se non si avesse, per esempio, la possibilità di conoscere il peso specifico delle proprie urine, sarà sufficiente premere il dito pollice con molta forza sulla facciata anteriore della propria coscia per due, tre secondi al massimo: se quando lo avremo tolto, sulla coscia resterà abbastanza ben visibile l’impronta del dito pollice per un po’ di secondi, allora potremo avere la quasi certezza di trovarci in una situazione di ritenzione idrica.

Rimedi e cure per la ritenzione idricaritenzione idrica

Le cure contro la ritenzione idrica si fondano tutte sulla correzione di ciò che ha causato, che ha dato origine a questo stato. Come si è già sottolineato nel paragrafo introduttivo di questo articolo, se non coesistono altre malattie di una certa “importanza”, possiamo ritenere lo stile di vita come il responsabile principale della nostra ritenzione idrica. Certe abitudini che di salutare hanno poco o niente possono contribuire ad un aggravamento della situazione (il fumare, ad esempio, oppure consumare alcolici in modo eccessivo, trovarsi in una situazione di sovrappeso, essere particolarmente predisposti al consumo di alimenti molto salati, abusare di caffè o altre bevande contenenti caffeina, fare un uso eccessivo di prodotti farmacologici, indossare troppo spesso abiti che siano particolarmente attillati o addirittura stretti, portare sempre scarpe con tacchi molto alti ed anche restare a lungo in piedi senza effettuare movimenti – questa ultima situazione potrebbe essere facilmente corretta semplicemente sollevandosi di tanto in tanto appoggiando il peso del corpo solo sulle punte dei piedi così da dare uno stimolo alla circolazione sanguigna ed al ritorno del flusso venoso).

Correggere tutti i fattori di rischio sopra descritti è un primo, importante passo, per prevenire e/o combattere la ritenzione idrica e, come avete visto, spesso il rimedio è semplice ed immediato. Un esempio? Quando vi trovate in posizione distesa (sonno e/o riposo), inserite un cuscino sotto il materasso, tra lo stesso e la rete, in modo che esso resti sollevato dal lato dove appoggerete i piedi.ritenzione idrica

Ma la guerra più efficiente che possiate dichiarare alla ritenzione idrica è, senza ombra di dubbio, costituita da una buona, salutare, periodica e sana attività fisica. Il movimento, ancorché programmato razionalmente ed eseguito con regolarità, è un contributo importante per la riattivazione ed il rinforzo del microcircolo. Anche in questo caso il rimedio è di semplicissima attuazione: il più indicato tra gli esercizi “fisici” da eseguire in questi casi è, infatti, una tranquilla e sanissima passeggiata. Al contrario alcuni sport come il sollevamento pesi, lo spinning, l’aerobica, la corsa e, più generalmente, tutte quelle attività sportive che prevedano impatti con il pavimento piuttosto frequenti (corsa, jogging, tennis e pallavolo) sono proprio controindicati.

Tra le alternative più valide troviamo senza dubbio il nuoto, ma anche l’utilizzo della bici, non quella tradizionale, però, consigliamo, per lo specifico motivo di combattere la ritenzione idrica, la bicicletta del tipo “recline”, quella in cui le gambe per pedalare si trovano in una posizione orizzontale, anziché quella classica, tradizionalmente verticale. Pure gli esercizi di tipo “propriocettivo” e quelli che prevedono la mobilizzazione delle caviglie sono particolarmente consigliati in caso si soffra di ritenzione idrica originata da una insufficienza venosa.

Alla fine delle sedute si raccomandano esercizi di stretching abbinati ad esercizi di controllo della respirazione da eseguire rigorosamente con le gambe posizionate verso l’alto, in modo da favorire il ritorno del flusso venoso ed anche l’eliminazione di tutte le tossine che abbiamo prodotto.

La dieta e la ritenzione idricaritenzione idrica

Un regime alimentare che comprenda un elevato contenuto in scorie (fibre alimentari) incrementa la motilità dell’intestino ed evita i pericoli di stipsi, un problema che, se presente, ostacolerebbe il deflusso del sangue venoso a livello dell’addome.

Risulta quindi abbastanza evidente come sia di fondamentale importanza il consumo abbondante di frutta e verdura, ma in particolar modo quella più ricca in acido ascorbico, una vitamina con una particolare azione protettiva nei confronti dei vasi sanguigni, in particolar modo dei capillari. Il nome più noto di questa sostanza è vitamina C e gli alimenti che ne contengono la maggior quantità sono: qualche frutto fresco (in particolare quelli aciduli, le ciliegie, le fragole, i kiwi e gli agrumi), poi, ancora, qualche ortaggio fresco (il peperone, il pomodoro, il cavolfiore, il cavolo ed il broccolo), qualche verdura fresca (broccoletti, spinaci, radicchio, lattuga, ecc.) ed i tuberi (le patate, in particolar modo quelle novelle).ritenzione idrica

Per un giorno ogni settimana, e soprattutto se questo giorno verrà subito dopo una “grande abbuffata”, come quelle cui spesso siamo abituati soprattutto di domenica, si consiglia caldamente un regime alimentare di tipo disintossicante, quindi sovrabbondante in liquidi (succhi di frutta, tisane, the, ecc.) e molti vegetali. Durante questa giornata sostituiremo la carne con il pesce che si digerisce molto più facilmente in quanto contiene molto meno tessuto connettivo. In queste ventiquattro ore dovremo esser capaci anche di abolire qualsiasi grasso, facendo un’eccezione per l’olio di oliva e per gli oli di semi. Poi ci aggiungiamo una salutare sudata in una palestra, che accompagneremo anche con un bagno turco od una sauna. Il risultato sarà un bell’effetto rilassante, avremo stimolato alla grande il drenaggio dei fluidi e conseguentemente avremo dato una bella mano alla eliminazione di tutte le tossine.

Dovremo abituarci a bere tanta acqua e se l’acqua dovrà divenire la nostra compagna fedele per tutta la giornata, dobbiamo imparare a portarcela sempre dietro. Infatti una idratazione corretta è una soluzione tra le più efficaci e facili da realizzare per lottare e vincere contro la ritenzione idrica. Un corretto consumo di acqua prevede di berne almeno un paio di litri nelle ventiquattro ore, ed è corretto sforzarsi di ricordarsene. Anzi, è una regola sana e buona incrementare le dosi quando dovessimo renderci conto che le nostre urine iniziano ad assumere una colorazione troppo scura e/o iniziano ad essere anche solo un po’ maleodoranti (cosa che accade più spesso nei periodi dell’anno più caldi e, più in generale, quando si svolgono attività sportive e/o per qualsiasi altra ragioni si sia portati a sudare molto di più).ritenzione idrica

Talune bevande, sia alcoliche che non alcoliche (tra le quali, ad esempio, il the, il caffè con lo zucchero, la birra, il succo di frutta, le bevande al gusto di cola, le bibite, le aranciate, ecc.), oltre all’apporto di acqua, contengono pure altre sostanze con elevato contenuto calorico (alcol e zuccheri) oppure che abbiano anche un loro significato farmacologico sensibile (per esempio, la caffeina) Questo tipo di bevande va di conseguenza utilizzato in modo moderato. Consigliatissime, invece, sono le acque del tipo oligominerale o anche pochissimo mineralizzate.

E’ chiaro che, soprattutto agli inizi, ed in particolar modo se non si è abituati a bere molto, questo incremento dell’introduzione di liquidi costituirà un forte stimolo per la diuresi. In parole povere, si andrà molto più spesso a far la pipì. Ma, un po’ come accade quando si innaffia un vaso con un fiore rinsecchito che non veniva irrorato da molto tempo e l’acqua viene via da quel vaso, mentre se si ripete l’operazione periodicamente il terreno si “abitua” e assorbe meglio l’acqua, così se berremo più di frequente minori quantità per ogni singola bevuta (ma una maggiore quantità totale alla fine della giornata), il nostro corpo saprà imparare ad assorbire in modo coretto maggiori volumi di acqua per ogni singola bevuta e non ci costringerà a frequenti corse verso la toilette più vicina, un po’ come l’esempio del terreno rinsecchito del fiore sopra citato.

Revisione scientifica a cura della Dr.ssa Roberta Gammella. Laureata in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II. E’ registrata all’Ordine Medici-Chirurghi e Odontoiatri di Napoli e Provincia