Salute e approccio medico

I paracadute sono inutili? La domanda potrebbe sembrare provocatoria, ma un gruppo di professori di medicina ha condotto una “prova paracadute” per illustrare i pericoli di interpretare studi controllati randomizzati fuori contesto. Ma cosa significa?

I potenziali partecipanti allo studio sono stati coinvolti in un esperimento tale per cui, a metà volo, è stato domandato loro se fossero disposti a saltare fuori dall’aereo senza paracadute. Naturalmente, non c’è da stupirsi se non ci sono stati partecipanti. Il protocollo di studio spiega in maniera ironica (d’altronde, provocatorio è proprio il senso dello studio) che “a causa della difficoltà nell’arruolare i pazienti a diverse migliaia di metri dal suolo, abbiamo ampliato il nostro approccio per includere i membri del team investigativo, gli amici e la famiglia”.

Lo studio ha così finito con il coinvolgere 23 partecipanti, la maggior parte dei quali erano gli stessi ricercatori, e ha concluso che i paracadute… non hanno fatto nulla per ridurre la morte o lesioni gravi “all’impatto con il terreno misurato immediatamente dopo l’atterraggio”. Ovviamente, si tratta di una conclusione ironica: i paracadute riducono la morte e le lesioni quando vengono impiegati nel contesto appropriato, vale a dire quando si precipita migliaia di metri verso la superficie dura della terra. Ma non possono far nulla se si atterra comodamente con l’aereo.

L’idea che nessuno salterà mai fuori da un aereo senza paracadute è spesso usata come un’analogia per sostenere che la randomizzazione dei partecipanti ad un intervento medico potenzialmente salvavita o ad un controllo sarebbe inappropriata. In altre parole, la determinazione del gruppo di controllo del gruppo di prova dovrebbe essere effettuata solo con un “giudizio clinico“, e non con la randomizzazione.

Ad ogni modo, coloro che conducono lo studio sul paracadute non sono d’accordo, e con una nota a piè di pagina rammentano che la randomizzazione sia critica, e non ancora senza compromessi da credenze preesistenti sugli standard di cura prevalenti.

Il paracadute è dunque interpretabile come lo standard prevalente di “cura “per saltare fuori dagli aerei in volo. Saltare fuori degli aerei a terra, d’altra parte, potrebbe richiedere poco più di un paio di scarpe decenti. Senza un’attenta ponderazione del contesto, un medico potrebbe dunque raccomandare un trattamento assurdo e paradossale.