Salvia officinalis
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Le sue foglie sono semplici, ovali con margine crenato e apparentemente vellutate e feltrose dalla colorazione verde-grigia e dal profumo inconfondibile. I fiori hanno una colorazione violacea-blu e sono riuniti in infiorescenze. I frutti sono dei minuscoli semi marroni. Della salvia si utilizzano le foglie e le sommità fiorite. Sin da tempi antichi era molto utilizzata, sia per rituali (è infatti definita anche erba sacra), sia per uso terapeutico.

Solitamente utilizziamo la salvia per cucinare, ma ignoriamo quante proprietà benefiche essa abbia: antinfiammatoria, coleretica, antiossidante, antibatterica, antisudorifera e molto altro.

La salvia officinalis contiene vitamina B1 e vitamina C, flavonoidi, derivati dell’acido caffeico, come l’acido clorogenico e l’acido rosmarinico, diterpeni e triterpeni, tannini e oli essenziali (chetoni, pinene, canfora, acetato di borneolo).

Proprietà benefiche

Di che cosa si tratta
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La salvia officinalis è utilizzata moltissimo in cucina per la sua capacità aromatica, moltissime però sono anche le sue proprietà benefiche medicinali. A questo fine, solitamente la salvia viene assunta per via esterna. Al suo interno infatti è presente un olio essenziale contenente un chetone, il tujone, ovvero una sostanza che può avere degli effetti neurotossici. Il quantitativo ingerito quando la salvia viene assunta come spezia è talmente esiguo che è ignorabile, quando però si tratta di concentrati ad uso medico la percentuale aumenta e diventa quindi potenzialmente collaterale, di conseguenza è importante si definiscano dei precisi dosaggi da non superare.

La salvia è anche in grado di generare un’azione coleretica, quindi è ottima per contrastare sintomi dispeptici e i disturbi digestivi andando a favorire le secrezioni gastriche. In questo senso favorisce l’alleviamento di sintomi sia delle patologie lievi, sia di quelle acute: perdita dell’appetito, la nausea, la diarrea, le enteriti. In questo caso l’assunzione è orale, quindi il limite quotidiano di assunzione è di 4 grammi, se in forma liquida, il limite viene abbassato a 2 grammi.

La salvia è anche un discreto antinfiammatorio e antibatterico, essa infatti con la sua azione balsamica interviene nell’organismo inibendo la sintesi dei macrofagi di mediatori chimici infiammatori. Per il trattamento delle infiammazioni del cavo orale e della mucosa della faringe: faringiti, laringiti, stomatiti, sanguinamento gengivale, tosse. In questi casi viene usata in forma di soluzione liquida, per gargarismi e risciacqui, oppure in tisana-infuso. La soluzione in questo caso può essere preparata anche a casa, è sufficiente lasciare in infusione 2,5 gr di foglie l’equivalente di 3 gocce di olio essenziale, in 100 ml di acqua bollente.

Questa pianta aromatica ha in sé anche effetti antiossidanti e antidiabetici, in particolare grazie all’acido rosmarinico, che va a ridurre i livelli della glicemia nel sangue e inibisce la perossidazione dei lipidi. In contemporanea, favorendo l’attività enzimica (la super-ossido dismutasi e la catalasi) esercita un effetto antiossidante.

La salvia ha proprietà fra le quali spiccano quelle astringenti e antisudorifere, in caso di eccessiva sudorazione o per i mesi più caldi è possibile assumerla per via interna, la dose da non superare è di 0,25 grammi di salvia polverizzata prima di ogni pasto (due volte al giorno).

Le foglie di salvia sono anche note per le loro proprietà sbiancanti, non a caso è contenuta in molti dentifrici. È infatti sufficiente strofinare per bene i denti con una foglia di salvia 1-2 volte alla settimana per combattere l’antiestetico ingiallimento dentale. Questa pianta, come il bicarbonato, ha capacità abrasive e permette quindi di agire in maniera preventiva contro la placca, non meno importante, è rinfrescante e deodorante, per questo è una valida alleata contro l’alitosi.

Effetti collaterali e controindicazioni

Effetti collaterali e controindicazioni
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Se la salvia ad uso interno viene assunta secondo i dosaggi consigliati, non vi sono effetti collaterali. Un sovradosaggio invece può determinare sintomi come la tachicardia, le vampate di calore, vertigini e le convulsioni. La salvia non va assunta in caso di soggetti affetti da epilessia oppure ipersensibilità a uno o più componenti. Sconsigliata l’assunzione in gravidanza. Come spezia aromatica da utilizzare in cucina, non vi sono rischi. La salvia officinalis può avere interazioni con farmaci sedativi, ipoglicemizzanti, anticoagulanti orali e antiaggreganti delle piastrine.