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Scapole alate: come migliorare la propria postura

Come poter migliorare la propria postura e sconfiggere il fenomeno delle scapole alate.

Revisione scientifica a cura della Dr.ssa Roberta Gammella

Come sempre, cerchiamo di iniziare con particolare ordine, ricordando che quanto chiamiamo scapole alate altro non è che un atteggiamento posturale a cui si associa un incremento strutturale osteo articolare. In altri termini, con scapole alate indichiamo un paramorfismo, un difetto che è dovuto a uno scorretto atteggiamento posturale, che rende le scapole di un soggetto non perfettamente aderenti alla parete toracica, bensì leggermente sollevate e orientate verso l’esterno.

Perchè abbiamo le scapole alate?

Il problema delle scapole alate, come già abbiamo avuto modo di ricordare in introduzione, è determinato principalmente da un atteggiamento posturale scorretto, prevalentemente in fase adolescenziale, e normalmente è associato a una posizione delle spalle rivolto verso avanti, e una posizione delle braccia leggermente o marcatamente ruotate verso l’interno.

Sono pericolose?

Le scapole alate non sono particolarmente pericolose se non costituiscono una evidente degenerazione e consolidamento. Tuttavia, a volte il problema delle scapole alate può provocare dei dolori anche particolarmente fastidiosi, rendendo dunque necessario l’effettuazione di esercizi di riequilibrio, e agisci che possano rafforzare il deltoide posteriore e il trapezio centrale.

Quali sport frequentare per correggere le scapole alate?

rimediare alle scapole alate

Correggere le scapole alate non è impossibile. E, anzi, i medici invitano i giovani a praticare alcuni sport per cercare di attutire il fenomeno e arrivare così al risultato più apprezzabile in tempi rapidi. Tra gli sport che vengono posti in cima alla lista delle attività fisiche più consigliate c’è sicuramente il nuovo, che grazie ai movimenti stimolati con gli arti superiori, è capace di stimolare il cingolo scapolare.

Se invece non amate il nuoto e preferite andare in palestra per gestire i vostri allenamenti, è probabile che l’istruttore possa consigliarvi di eseguire degli specifici esercizi per questa situazione, come ad esempio il pullover, esercizio del rematore con il vostro tronco disteso pronto su una banca, pulley basso con bilanciere, alzate laterali, e tanto altro ancora.

Naturalmente, prima di procedere all’esecuzione di tali esercizi, il nostro consiglio è quello di consultarvi adeguatamente con il vostro medico di fiducia, e condividere con lui il da farsi. Siamo certi che riuscirete ad arrivare a una soluzione ideale per ritrovare un miglior benessere, ed evitare ulteriori pregiudizi in età più matura.

Altri paramorfismi

Le scapole alate non rappresentano certamente l’unico paramorfismo, sebbene possa essere sicuramente uno dei più diffusi.

Tra gli altri possiamo certamente ricordare anche l’atteggiamento cifotico, che consiste un aumento della curvatura della cifosi dorsale, una delle 4 curve fisiologiche della colonna vertebrale. Esteticamente, il soggetto affetto da tale polimorfismo ha una maggiore curvatura della normale cifosi dorsale, con curvatura in avanti e torace incassato. Il soggetto di profilo ha aumentata lordosi lombare, con rilassamento della muscolatura addominale. Spesso a tale atteggiamento è anche coincidente uno scivolamento delle scapole avanti e lateralmente.

Altro polimorfismo è quello della cifosi dorsale, che consiste nella diminuzione del raggio di curvatura della cifosi dorsale. Si tratta di un’alterazione della parte scheletrica che per lo più è irreversibile: determinata a volta da un trauma, tende ad aumentare con l’età, associata a un deterioramento progressivo dell’apparato locomotore.

Ultimo polimorfismo del quale vogliamo fare cenno è la scoliosi, deviazione laterale della colonna vertebrale, associata a rotazione dei corpi vertebrali. Si tratta di una deformazione che coinvolge anche la simmetria del torace, e dà origine a un gibbo. La scoliosi compare generalmente nell’infanzia e nella pubertà. Tanto più precoce sarà la comparsa della malattia, quanto più grave sarà la sua aggressività ed evoluzione.

Per poter correggere il problema è comunque possibile effettuare specifici interventi di fitness, con esercizi di stretching in estensione del tratto della colonna dell’articolazione della spalla, esercizi specifici per la muscolatura paravertebrale dorsale, esercizi per la muscolatura addominale, e così via. Possono essere utili anche degli esercizi per il trapezio centrale, per il deltoide posteriore e per la cuffia dei rotatori.