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Schistosomiasi, una malattia mortale dovuta ad un parassita che buca a pelle e penetra nell’organismo

La schistosomiasi, chiamata anche con il termine distomatosi sanguigna, è una forma di parassotosi acuta causata da Platelminti, che appartengono al genere Schistosoma. A caratterizzare il serbatoio di tale parassiti sono gli individui infestati cronicamente, ovvero i bovini. Anche i molluschi di acqua dolce possono essere ospito intermedi, ma si differenziano in base alla specie interessata. Tale patologia causa oltre 10.000 morti ogni anno.

Schistosomiasi: epidemiologia

Schistosomiasi: epidemiologia

La schistosomiasi è la seconda malattia tropicale, dopo la malaria, con maggiore incidenza in tutto il mondo. I paesi colpiti da tale patologia sono 74 e rientrano a far parte le nazioni del Terzo Mondo, dell’Africa nei pressi del deserto del Sahara, nell’Estremo Oriente, il Brasile e parte del Centro America. Grazie ad una recente stima da parte dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, è stato possibile stimare più di 700 milioni di persone sono a rischio di contrarre tale infestazione. Oltre 200 milioni sono infestate e 120 milioni di questi, manifestano sintomatologia, con ben 20 milioni di casi di malattia nelle stadio avanzato. La S. Intercalatum è la maggiore responsabile della malattia che colpisce l’intestino, e attualmente è presente in Africa. Tra le specie responsabili della patologia intestinale abbiamo la S. Mansoni che si trova in Africa, Medio Oriente ed in America Latina dove è stata portata dall’Africa con la tratta degli schiavi. La S. Japonicum è presente in Cina, in Indonesia e nelle Filippine, mentre la S. Mekongi si trova in Cambogia e la Loas S. Haematobium è la maggiore responsabile delle malattie genito-urinarie ed attualmente colpisce in Africa ed in Medio Oriente.

Nessuna specie di mollusco che funge da ospite vive nel nostro paese, per questo non abbiamo casi autoctoni di Schistosomiasi. I casi registrati sia in Italia che in Europa sono importati da turisti o da migranti provenienti dalla aree infette. Nelle zone endemiche tale patologia colpisce principalmente il sesso maschile ed i giovani, perché sono più esposti al contatto di acque contaminate specialmente durante il periodo dell’agricoltura.

Schistosomiasi: metodi di trasmissione

Il contagio della Schistosomiasi avviene per contatto diretto con acqua dolci contaminate, oppure da feci, e dalle urine degli individui affetti. Tali acque sono abitate da specie di molluschi che vengono infettate a loro volta dalle larve, che prendono il nome di Miracidi, una volta liberate dalle uova che si trovano nelle deiezioni. In queste chiocciole di acqua dolce, i Miracidi si moltiplicano mediante due generazioni di Sporocisti, e successivamente si trasformano e si liberano nell’acqua sotto forma di parassiti infestanti per l’uomo, ovvero le Carcarie, che vanno a penetrare la cute sana, e si trasformano ancora una volta in Schistosomuli. Una volta terminato tale processo, migrano e crescono nei vasi mesenterici nel caso specifico della malattia di S. Mansoni, e verso i vasi perivescicali, nel caso specifico della patologia S. Haematobium.

Una volta adulti, sia i maschi che le femmine si accoppiano e raggiungono i plessi venosi mesenterici, oppure quelli perivescicali, dove permangono per diverso tempo. Qui le femmine produconbo numerose quantità di uova che in parte vengono liberate nell’ambiente che li circonda per proseguire il ciclo vitale parassitario.

Schistosomiasi: patogenesi

Schistosomiasi: patogenesi

Una volta depositate le uova, parte di queste restano imprigionate nei tessuto dell’ospite, provocando in questa maniera danni ai tessuti. Il verme adulto non è patogeno di per sé, ma lo diventano nella fase acuta dell’invasione, mentre le uova sono i maggiori responsabili delle lesioni anatomo-patologiche croniche che si formano. Essendo libere nel circolo sanguigno, queste tendono a percorrere le pareti intestinali per poi raggiungere il lume dei visceri ed essere eliminati nell’ambiente, ma possono stazionarvi e rimanere imprigionate fino alla morte, oppure essere di nuovo trasportate dalla circolo sanguigno e fermarsi nel filtro epatico oppure polmonare, o ancora saltare il circolo sistemico ed andare a stazionarsi nuovamente in qualsiasi altra parte del tessuto. Una volta che l’uovo si arresta, vi si ferma e muore, provocando una reazione infiammatoria.