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Sindrome del piriforme: cos’è e come si cura

La sindrome del piriforme si caratterizza per essere un disturbo che provoca molto dolore e che deriva dalla contrattura, dall’ispessimento e dall’ipertrofia dell’omonimo muscolo. Quando il muscolo del piriforme viene colpito da una disfunzione, ecco che si può verificare una rotazione anteriore del bacino. Nella maggior parte dei casi la sindrome del piriforme insorge a sinistra. Nei casi di maggiore gravità può portare a forti dolori e fitte che impediscono le attività più semplici della vita di tutti i giorni.

Quali sono i sintomi della sindrome del piriforme

Chi soffre di tale patologie avverte un forte dolore esattamente in mezzo al gluteo, che può estendersi anche fino alla parte posteriore della coscia ed arrivare anche al ginocchio. Il paziente sente particolare dolore nei movimenti di rotazione, specialmente quando si gira sul letto oppure quando incrocia le gambe in posizione seduta. Tante volte le fitte insorgono proprio in quest’ultima posizione, dal momento che il peso viene appoggiato sul muscolo piriforme. Anche la sciatica può essere provocata dalla sindrome del piriforme.

Quali sono le cause

Sono diverse le cause che possono favorire l’insorgere della sindrome del piriforme. Tra quelle che sono più diffuse troviamo il trauma che va a colpire direttamente il gluteo, un movimento particolarmente violento e improvviso, una postura errata, ma anche appoggiare il piede in maniera errata e, infine, un intervento chirurgico che porta alla formazione di aderenze relative al tessuto connettivo di quella specifica zona. Nella maggior parte dei casi, si tratta di interventi chirurgici che coinvolgono la regione addominale e il bacino. Quando viene cambiato l’assetto così come la dinamica del tronco, ecco che il piriforme può subire una disfunzione e una retrazione.

Come si arriva ad una diagnosi

Come si arriva ad una diagnosi

Nel momento in cui si manifestano i classici sintomi della sindrome del piriforme, allora la prima cosa da fare è una visita con un fisiatra o con un ortopedico. Nel caso in cui poi una di queste due figure di fatto confermasse la presenza di tale patologia, allora la terapia deve essere consigliata da un osteopata o da un fisioterapista. Ci sono diversi esami tramite i quali si può identificare la sindrome del piriforme. Si tratta del test di Freiberg, che deve essere effettuato con il paziente sdraiato a pancia in giù, con l’anca che viene ruotata verso l’interno e il ginocchio viene rivolta verso l’esterno. Il test di Pace e Nagle, invece, viene effettuato con il paziente in posizione seduta, le gambe fuori dal lettino e l’abduzione ed extrarotazione isometrica delle anche, opponendo resistenza. Un altro test che permette di capire la presenza o meno della sindrome del piriforme è la palpazione del gluteo, che avviene proprio dove si trova l’inserzione del grande trocantere, eseguendo una pressione in mezzo al ventre muscolare. Nel caso in cui il paziente abbia effettivamente questa patologia, non potrà fare a meno di provare un forte dolore in quel punto. Altri test molto diffusi per arriva ad una diagnosi più certa e corretta sono il test di Saudek, il test di Mirkin e il test di Faber.

Quali sono le terapie

Ci sono diversi trattamenti che possono permettere di ottenere risultati positivi contro la sindrome del piriforme. C’è la possibilità, prima di tutto, di seguire una terapia farmacologica. I farmaci più spesso consigliati sono quelli antinfiammatori non steroidei (i cosiddetti FANS) e i miorilassanti. In alcuni casi vengono suggeriti anche degli anestetici o dei corticosteroidi. Tramite un’iniezione di botulino all’interno del muscolo, inoltre, l’ortopedico può ridurre parzialmente o del tutto la contrattura. Dal punto di vista fisico, la terapia migliore suggerita è quella degli ultrasuoni a massaggi: in questo caso è necessario effettuare un ciclo di massaggi che comportano comunque un po’ di dolori, ma ha il vantaggio di non aver alcun tipo di effetto collaterale come avviene con le terapie farmacologiche. Durante la fisioterapia strumentale si possono eseguire spesso dei movimenti di extrarotazione, in maniera tale da incrementare in maniera adeguata la temperatura del muscolo e, di conseguenza, anche la circolazione del sangue. Tra le varie terapia più consigliate troviamo anche la manipolazione miofasciale: si tratta di un trattamento piuttosto doloroso, ma ha il vantaggio di andare a lavorare direttamente sulla causa e non sui sintomi. Il muscolo piriforme, in ogni caso, deve subire un trattamento fisico, anche nel caso in cui il paziente avverta solamente lombalgia, dal momento che tale muscolo può portare alla rotazione del bacino e anche al mal di schiena. Per svolgere attività sportiva bisogna ricominciare molto lentamente e in modo graduale.