Questo sito contribuisce alla audience di logo ilmessaggero

Singhiozzo: cause, rimedi e pericoli

Il singhiozzo è un problema che almeno una volta nella propria vita tutti noi abbiamo avuto.

Il singhiozzo ha come dinamica un’involontaria contrazione del muscolo diaframmatico, quel muscolo che costituisce la separazione tra il torace e l’addome e che prende parte al processo respiratorio. Tutte le contrazioni diaframmatiche sono seguite dalla chiusura repentina delle corde vocali che dà origine al suono caratteristico del singhiozzo, il famoso “hic”.

Quanti di noi sono sicuri di essere a conoscenza dei migliori rimedi al singhiozzo? Quanti di noi non pensano che il classico sacco di carta davanti alla bocca o il cucchiaio di zucchero semolato faranno svanire il singhiozzo ed il suo fastidioso “hic saltellato”?

Il singhiozzo può essere l’effetto di un pasto eccessivo, dell’assunzione di alcolici o anche la risposta a stati di eccitazione improvvisi, e solo rarissimamente costituisce la sintomatologia di una vera e propria malattia. La sua durata, in genere, non supera qualche minuto anche se in rarissimi casi (uno ogni centomila) può durare per alcuni mesi e, in questo caso, può provocare problemi di alimentazione ed esaurimenti nervosi.

Le cause del singhiozzo

Le cause del singhiozzo

Fra gli eventi che possono provocare il singhiozzo possiamo ricordare:

  • Eccitazione o stress;
  • Bruschi sbalzi di temperatura;
  • Abuso di alcolici;
  • Consumo bevande gassate;
  • Pasti consumati troppo velocemente;
  • Pasti troppo abbondanti.

Un aumento delle possibilità di essere affetti da singhiozzo è causato dai seguenti fattori di rischio:

  • Sesso: un singhiozzo di tipo prolungato è più frequente nel genere maschile che in quello femminile;
  • Operazioni chirurgiche subìte: l’anestesia generale, l’intubazione, gli allungamenti del collo dovuti proprio all’intubazione, le distensioni addominali dovute alle endoscopie e le eventuali manipolazioni di un organo interno sono fattori che aumentano il rischio di singhiozzo prolungato;
  • Problemi di carattere piscologico: gli stress e le ansie pare contribuiscano ad aumentare le probabilità di avere il singhiozzo, tanto a lungo che a breve termine;

Qualora il singhiozzo duri per un periodo eccedente le quarantotto ore, allora potrebbe essere l’effetto di alcuni fattori che possiamo suddividere in categorie:

  1. Lesioni o infiammazioni nervose;
  2. Patologie del sistema nervoso centrale;
  3. Patologie del metabolismo e assunzione di farmaci

I sintomi

Non v’è che un solo ed unico sintomo per il singhiozzo: la contrazione della gola, dell’addome o del petto che precedono il tipico “hic”, rumore dovuto alla chiusura repentina delle corde vocali, procurata dalla contrazione del diaframma.

Normalmente si possono avere tra i quattro ed i sessanta singhiozzi ogni sessanta secondi.

Se l’episodio si protrae per più di quarantotto ore, allora vi consigliamo di rivolgervi al vostro medico di fiducia. Anche se l’episodio è di tale veemenza da impedirvi l’alimentazione o (quasi) la respirazione è necessario il consulto medico.

Un singhiozzo prolungato può costituire un’interferenza con la parola, l’alimentazione, il sonno e la cicatrizzazione delle ferite dopo un’operazione chirurgica.

La diagnosi

Il singhiozzo: la diagnosi

Qualora il vostro medico di fiducia sospetti che il singhiozzo rappresenti la sintomatologia di qualche altra patologia, potrebbe vedersi costretto a prescrivere qualcuno dei seguenti esami:

  1. Analisi del sangue per l’esclusione di:
    1. Un’infezione;
    2. Una patologia renale;
    3. Il diabete.
  2. Imaging per l’individuazione di un’eventuale anomalia anatomica che può aver colpito il nervo vago, il diaframma o il nervo frenico:
    1. Risonanza magnetica;
    2. Tomografia Assiale Computerizzata;
    3. Radiografia del torace.
  3. Tecniche di endoscopia (esami visivi effettuati con tubicini flessibili alla cui estremità è fissata una piccola telecamera) nel cavo orale: l’endoscopio viene introdotto in gola per la ricerca di eventuali anomalie morfologiche alla trachea o all’esofago.

Cura e terapia del singhiozzo

Normalmente il singhiozzo tende a scomparire autonomamente senza dover ricorrere a terapia alcuna. Se, invece, è l’effetto di un’altra patologia, allora occorre rimuovere la patologia che lo ha causato. In ogni caso, qualora stia perdurando da più di 48 ore allora si possono utilizzare i seguenti rimedi:

  1. Terapia farmacologica:
    1. Baclofen, che è un miorilassante;
    2. Metoclopramide, contro la nausea;
    3. Clorpromazina, il più potente tra gli antipsicotici.
  2. Il sondino nasogastrico: qualora lo stomaco sia disteso si può arrestare il singhiozzo con l’uso del sondino nasogastrico, una sorta di piccolo tubo flessibile che si inserisce in una narice per farlo discendere sino allo stomaco.