Sonnolenza, da cosa è causata e come si cura

Sonnolenza

Quando si parla di sonnolenza, si vuole indicare la difficoltà a restare svegli, che è rappresentata solitamente da una fase di transizione del ciclo sonno-veglia. Essa è caratterizzata da uno stato di torpore con riduzione dei livelli di coscienza, ovvero tipici sintomi di chi sta per addormentarsi. Questi disturbo si manifesta con irritabilità, scarsa attenzione, sensazione di palpebre pesanti, sfregamento continuo degli occhi e sbadigli.

Tantissime patologie si manifestano con una sintomatologia molto simile. Il costante bisogno di sonno, può essere la conseguenza di malattie infettive, oppure intossicazione, o disturbi della vista, epatopatie, insufficienza renale, anemia, tumore, trauma cranico e condizioni neurologiche. Anche gli squilibri metabolici ed endocrini, come il diabete ad esempio, possono dare origine a tale sintomo.

La sonnolenza post-prandiale in alcuni casi riflette la presenza di una disturbo a carico dell’apparato gastrointestinale, che rende difficoltosa la digestione e fa aumentare i picchi glicemici. Quando la sonnolenza ci colpisce durante il giorno, questa potrebbe essere la conseguenza di cause psicologiche, come stati depressivi, stress, ritmo di vita irregolare ed altri disturbi legati al sonno come ad esempio la sindrome delle apnee notturne e la privazione cronica del sonno ristoratore.

Oltre alle tante cause di carattere patologico, la sonnolenza eccessiva può essere un fattore dovuto a condizioni fisiologiche come la somministrazione di determinati farmaci, ad esempio quelli chemioterapici, antidepressivi o antistaminici. Anche il cambio di stagione, la sindrome premestruale, la gravidanza e l’abuso di alcol o sostanze stimolanti come il caffè, le amfetamine e la cocaina possono provocare sonno persistente.

Rimedi

Non è semplice stabilire la cura adeguata quando si soffre di sonnolenza. Se si manifesta in gravidanza, ad esempio, tale condizione è accettabile perché rientra a far parte di un normale stato di cambiamento ormonale. In casi differenti da questo è importante consultare un medico specialista, che sarà in grado di indicarvi il trattamento più adeguato ed anche la presenza di un eventuale disturbo ad esso associato.

Quando la sonnolenza invece è persistente e molto grave, è possibile sottoporsi ad uno studio neurofisiologico del sonno, conosciuto come polisonnografia. Tale studio consiste nell’applicare alla persona affetta degli elettrodi specifici che monitorano per 24 ore le fasi del sonno. Se con tale test si evidenzia un problema molto serio, si potrà procedere con una cura farmacologica, che consiste nella somministrazione di medicinali che agiscono come neurotrasmettitori dell’ipotalamo.

Se al contrario si tratta di un malessere temporaneo, possiamo utilizzare dei rimedi naturali, introducendo magari nella nostra alimentazione dei cibi stimolanti come il caffè, ad esempio, oppure la cioccolata, o alcuni integratori naturali. Non dimentichiamo inoltre, che la propoli ed il magnesio, così come l’acido folico ed il ginseng, agiscono sul nostro organismo come sostanze toniche che ci aiutano a superare i momenti di stanchezza e migliorano l’umore.

In alcuni casi, infine, può essere molto importante aumentare nella nostra dieta giornaliera il consumo di frutta e verdura e fare colazione al mattino con una buona dose di carboidrati e zuccheri complessi, in maniera tale da avere più energia da poter spendere nell’arco della giornata. Anche l’esercizio fisico costante e regolare può aiutare a contrastare tale disturbo.

Sonnolenza: malattie associate a tale disturbo

Sonnolenza malattie associate a tale disturbo

Le patologie che possono essere associate alla sonnolenza sono:

1. Acidosi metabolica
2. Acromegalia
3. Anemia
4. Ansia
5. Apnea notturna
6. Botulismo
7. Bruxismo
8. Cefalea
9. Cirrosi epatica
10. Diabete
11. Gastrite
12. Ictus
13. Influenza
14. Insufficienza cardiaca
15. Insufficienza renale
16. Intolleranze alimentari
17. Intossicazione da monossido di carbonio
18. Ipotiroidismo
19. Leucemia
20. Meningite
21. Morbo di Parkinson
22. Narcolessia
23. Raffreddore
24. Esofagite da reflusso
25. Sclerosi multipla
26. Sindrome premestruale
27. Tripanosomiasi africana

Ricordiamo che tale elenco non è esaustivo per questo è importante sempre consultare il proprio medico di base o specialista in caso di persistenza della sintomatologia.

Sonnolenza da farmaci

Come abbiamo citato vi sono moltissimi farmaci che inducono al sonno, oppure che hanno come effetto collaterale proprio la sonnolenza, in caso di abuso. Alcuni rimedi per le allergie ad esempio, ovvero gli antistaminici possono causare sonnolenza e pesantezza mentale. Anche i farmaci salvavita, ovvero quelli indispensabili che devono essere somministrati in maniera costante e tutti i giorni possono causare sonnolenza.

Un’ampia gamma di prodotti come gli psicofarmaci che hanno un effetto ipnoinducente sul nostro organismo, sia per cura che per effetto collaterale possono indurre al sonno. In questi casi specifici tutti i pazienti che devono sottoporsi ad una trattamento farmacologi per la cura di disturbi legati alla sfera psichica, devono prestare molta attenzione al fenomeno della sonnolenza perché può degenerare in narcolessia, specialmente durante la guida dei mezzi di trasporto.

Narcolessia

Con il termine narcolessia si vuole indicare una patologia neurologica caratterizzata da sonnolenza eccessiva diurna. Essa si manifesta con ricorrenti attacchi di sonno incoercibili che si possono manifestare nel corso della giornata specialmente nelle ore diurne. La causa scatenante sta nell’incapacità del cervello a regolare in maniera fisiologica il ritmo del sonno-veglia.

Nel soggetto sano, infatti, esistono due differenti fasi del sonno, la prima è la fase NREM, costituita da un sonno leggero e profondo, la secondo è la fase REM, dove si manifestano circa l’85% dei sogni che facciamo. Nel sonno REM si assiste ad una condizione di paralisi a carico dei muscoli del corpo, fatta eccezione per quelli oculari e quelli del diaframma, che sostengono la normale respirazione. Quando ci addormentiamo, il sonno inizia nella fase più leggera NREM per poi approfondirsi mano a mano progressivamente.

Revisione scientifica a cura della Dr.ssa Roberta Gammella. Laureata in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II. E’ registrata all’Ordine Medici-Chirurghi e Odontoiatri di Napoli e Provincia