Questo sito contribuisce alla audience di logo ilmessaggero

Sperone calcaneare, cosa è e quali terapie si utilizzano

Lo sperone calcaneare, o spina calcaneare, è una deformità dell’osso calcaneare (genericamente chiamato Tallone), piuttosto frequente nelle persone in sovrappeso, con piedi piatti o che praticano attività sportiva. Ma come si forma? Quali problemi può determinare? E come si cura?

Come si forma lo sperone calcaneare

Lo sperone calcaneare si forma di norma sulla superficie inferiore dell’osso calcaneare e, solo in una ristretta gamma di ipotesi, nella parte posteriore di tale osso. Le cause più frequenti della formazione della spina calcaneare sono i traumi o i microtraumi che vengono a determinarsi nelle aree di inserzione tendinea all’osso calcaneare, come effetto dello sforzo di trazione che viene a sua volta sollecitato dalle contrazioni dei tendini.

Come riconoscere lo sperone calcaneare

Lo sperone calcaneare non sempre crea problemi o fastidi al paziente. Si può anzi affermare lecitamente come diversi studi abbiano dimostrato che in un terzo delle ipotesi non vi siano dei sintomi avvertibili, che i segnali della spina calcaneare si manifestano solo se vi è infiammazione dei tessuti circostanti.

In tale seconda ipotesi può verificarsi un dolore molto localizzato (come se uno spillo si conficcasse nella carne), di solito al risveglio, quando si poggia il piede per terra, e un ispessimento cutaneo o ipercheratosi della pelle in corrispondenza proprio delle spine retro calcaneari, proprio a causa dell’eccessiva trazione del calcagno.

Quali sono le cause dello sperone calcaneare

Le cause che alimentano la formazione dello sperone calcaneare non sono sempre facilmente riconducibili e individuabili. Possiamo tuttavia isolare una prima gamma di determinanti in quelle genetiche: in alcuni soggetti si può infatti verificare una maggiore predisposizione a contrarre la malattia a causa di una particolare conformazione dell’osso calcaneare, che lo sottopone a una trazione tendinea più intensa di quanto normalmente applicato.

Altre cause ricorrenti dello sperone calcaneare possono essere l’obesità (il sovrappeso determina una maggiore sollecitazione del sistema tendineo), errori posturali nella deambulazione (anch’essi sollecitano in maniera anomala i sistemi tendinei) e attività sportive (soprattutto se stressanti e effettuate con calzature inadeguate).

Come diagnosticare lo sperone calcaneare

Come diagnosticare lo sperone calcaneare

Lo sperone calcaneare può essere diagnosticato mediante diversi esami individuati dal proprio medico curante. Un primo test è sicuramente quello della tastazione della zona dolente, seguito da quello dei sintomi e dei segni. Si renderà poi probabilmente necessaria una radiografia del piede sotto carico o una risonanza magnetica, o ecografia, per indagare sui tessuti molli adiacenti alla spina.

Complicazioni dello sperone calcaneare

Lo sperone calcaneare, se genera fastidi e dolori, non deve essere sottovalutato soprattutto da coloro che praticano attività fisica. Le complicazioni principali in questo caso sono la fascite plantare e la borsite del calcagno: nel primo caso si tratta di una infiammazione della fascia fibrosa della pianta del piede, determinata dalle trafitture della spina sottocalcaneare; nel secondo caso si tratta invece di una infiammazione della borsa sierosa, posto sotto l’inserzione del tendine di Achille e tra cute e tendine.

Come curare lo sperone calcaneare

Numerosi sono i trattamenti che il medico potrebbe consigliare per cercare di trattare lo sperone calcaneare. Il primo consiste certamente nell’effettuare delle cure conservative, tenendo sotto controllo la sindrome dolorosa e l’infiammazione (riposo, applicazione di borsa ghiacciata, cortisonici, antinfiammatori).

Se i trattamenti conservativi non danno effetto, e nemmeno quelli farmacologici o attraverso l’utilizzo di tutori & co. aiutano, si può valutare un intervento diretto a eliminare lo sperone calcaneare, o favorire la resezione della fascia plantare, per allentare l’eccessiva trazione. In ogni caso, gli interventi sono consigliati solamente se vi è un dolore costante che non si attenua con altre terapie, considerando che l’operazione potrebbe non avere un esito certo, e il dolore ripresentarsi anche dopo l’intervento chirurgico. Si ricorda inoltre che in queste fattispecie il recupero dall’intervento è piuttosto lungo, e nel caso degli sportivi può impiegare anche sei mesi.