È la prima volta che accade: un team composto da ginecologi e da neurochirurghi dell’Ospedale San Raffaele di Milano ha realizzato con pieno successo un intervento di correzione completa neurochirurgica della spina  bifida in utero, con una tecnica che gli stessi dottori ricordano come non sia mai stata utilizzata in tutto il vecchio Continente prima d’ora.

La malformazione della spina bifida nel feto era stata diagnosticata nel corso della 19ma settimana di gestionale, rendendo così possibile intervenire con un approccio che è completamente innovativo, e che si è contraddistinto per una tecnica a ridotta invasività che è stata rivolta a minimizzare la possibilità di traumi all’utero e al feto, che rimarrà costantemente protetto dal calore del grembo materno.

E così, con queste basi, il team di chirurghi è intervenuto direttamente nel sacco amniotico mediante una piccolissima incisione dell’utero, correggendo la malformazione con l’applicazione di specifici strumenti di micro-neurochirurgia, estremamente avanzati, unendo le estremità che non si erano congiunte a causa di un difetto congenito.

L’intervento – che ha dello straordinario – sembra essere riuscito in maniera molto positiva. La donna, giunta alla 22ma settimana di gestazione – è già stata dimessa dalla struttura ospedaliera e viene ritenuta in ottime condizioni di salute. Naturalmente, il team di medici continuerà a monitorarla fino al completamento di tutta la gravidanza, e al compimento del parto, che dovrebbe avvenire tra circa 16 settimane.

Revisione scientifica a cura della Dr.ssa Roberta Gammella. Laureata in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II. E’ registrata all’Ordine Medici-Chirurghi e Odontoiatri di Napoli e Provincia