Spondilite anchilosante, cosa bisogna sapere

La spondilite anchilosante è una malattia che colpisce prevalentemente gli uomini con un’incidenza di tre volte superiore rispetto a quella nelle donne. Solitamente è un fenomeno che si presenta tra persone di sesso maschile in età tra i venti e i quarant’anni. Nei rari casi in cui ad essere coinvolte siano delle donne il decorso è meno articolato e difficoltoso.

spondilite

In maniera piuttosto sorprendente e chiara, stando agli studi effettuati in materia, la spondilite anchilosante si presenta per una predisposizione genetica. A determinare tale malattia è il gene HLA-B27 per le persone di razza caucasica, mentre per quelli di razza nera è il gene HLA-B7 a influire. Resta fondamentale la predisposizione genetica, ma anche alcuni fenomeni ambientali possono incidere sulla formazione di questa malattia.

La forma iniziale con la quale si presentala spondilite anchilosante è un normale e semplice mal di schiena. Proprio per questo molto spesso essa viene diagnosticata molto tardi e trascurata, confondendola con un normale fastidio passeggero. Il dolore durante la fase iniziale è sopportabile e leggero ed inizia ad aumentare con l’evoluzione della malattia. In questi casi chi ne soffre fa fatica a muoversi e non riesce a torcersi né a flettersi, tanto che risulta impossibile piegarsi per raccogliere un oggetto caduto per terra.

Come trattare la spondilite anchilosante

Le indagini per la diagnosi sulla spondilite anchilosante si muovono nella ricerca del gene responsabile di questa malattia, nell’individuare la condizione delle articolazioni colpite e nello studio dell’intensità del dolore. Quando la spondilite ha raggiunto uno stadio avanzato il danno è ormai irreversibile e non c’è una terapia in grado di risolverlo né di provocare dei miglioramenti. Quando invece si riesce ad individuarne la presenza per tempo è possibile ricorrere a massaggi fisioterapici, esercizi fisici e l’utilizzo di farmaci non steroidei, meglio noti come FANS.

Qualsiasi tipo di trattamento, fisioterapico o di esercizio fisico, deve essere mirato ed eseguito da personale qualificato per evitare, trattando zone così delicate, che si complichi la situazione piuttosto che migliorarla. In alcuni casi, per ridurre il dolore, è possibile ricorrere all’elettroterapia, ovvero delle sedute nelle quali, grazie a degli elettrodi, i muscoli vengono sollecitati da piccolissime scariche elettriche.

Nei casi gravi di spondilite anchilosante bisogna imparare a convivere con una malattia cronica che crea fastidi, disagi e una certa forma di disabilità. In questi casi è fondamentale un valido supporto psicologico e umano da parte delle persone con le quali si intrattengono relazioni frequenti, per non sentirsi un peso sociale e imparare a preservare la propria dignità nonostante una malattia fastidiosa e permanente.

Nonostante non sia possibile recuperare le funzionalità perdute è possibile ridurre il dolore e riuscire a dormire in maniera migliore grazie all’utilizzo di farmaci infiammatori. Ovviamente questo tipo di farmaci devono essere assunti, per evitare disturbi di tipo gastrointestinali, a stomaco pieno.

Varianti di spondilite anchilosante

Dato che la spondilite anchilosante viene spesso diagnosticata quando si trova ad un livello ormai irrecuperabile è doveroso sapere che, oltre ai sopracitati danni alla schiena, essa può avere conseguenze anche su altre parti del corpo quali legamenti, tendini e organi quali cuore e occhi.

Come detto la spondilite anchilosante è una malattia che colpisce generalmente gli uomini tra i 20 e i 40 anni, ma ci sono anche alcune varianti a questa consuetudine. Esiste una forma tardiva, che colpisce tra i quaranta e i sessant’anni ed è caratterizzata da un decorso lento. Inoltre ci sono anche alcune forme di spondilite anchilosante giovanili, che rientrano tra le artriti croniche dell’infanzia. Nei più piccoli, dopo i dieci anni, si presenta soprattutto colpendo gli arti inferiori e a livello dei piedi.

Alla luce di quanto finora detto è fondamentale non sottovalutare mai nessun tipo di mal di schiena. Se non si hanno miglioramenti nell’arco di pochissimi giorni è necessario ricorrere in maniera tempestiva alle diagnosi di un medico specializzato che possa diagnosticare il disturbo e accertare o scongiurare la presenza di una spondilite anchilosante. Qui più di altrove la prevenzione è di assoluta importanza e permette di risparmiare in fastidi, dolori e conseguenze invalidanti.