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Spotting da impianto: c’è da allarmarsi o è normale? Che cos’è lo spotting da impianto e che cosa fare

In molti casi questo sanguinamento viene confuso con l’arrivo del ciclo mestruale ed è quindi importante saperlo riconoscere quando si presenta. Quando l’ovulo fecondato aderisce all’endometrio può causare la rottura dei vasi capillari adiacenti, la perdita ematica conseguente è simile ad una perdita di inizio ciclo. Questo evento avviene di solito dai 7 ai 10 giorni dopo il concepimento, in alcuni casi più rari si può verificare successivamente, fino al dodicesimo giorno dopo l’atto sessuale che ha portato alla fecondazione dell’ovulo, non è quindi più possibile prendere la pillola del giorno dopo.
Le caratteristiche peculiari di ogni donna fanno si che la sintomatologia non sia per tutte uguale, infatti il momento dell’ovulazione e quello dell’impianto possono variare da caso a caso. In quasi tutte le casistiche lo spotting da impianto avviene sempre in anticipo rispetto al normale ciclo mestruale. Il problema si pone quando una donna ha già avuto nel suo passato delle mestruazioni irregolari e fuori tempo, in questo caso è molto facile confondere lo spotting con la mestruazione.

E’ bene conoscere altri sintomi che possono fare ipotizzare una gravidanza e che sono spesso presenti, quelli più comuni sono:
Leggera nausea
Innalzamento della temperatura basale
Dolore al seno
La nausea gravidica è un sintomo tipico della gravidanza, la hanno infatti quasi tutte le donne, spesso è mattutina ma può anche avvenire di giorno o durante la notte. Quella mattutina è presente in una percentuale che può variare dal 50 al 90 per cento delle gestanti ed è infatti più frequente nei primi tre mesi di gravidanza. E’ un evento normale ed è pericoloso in un numero limitatissimo di casi. L’innalzamento della temperatura basale è un altro sintomo tipico della gravidanza, se rimane alta per almeno un paio di settimane dopo la presunta ovulazione è consigliabile fare un test di gravidanza.
Il dolore al seno è un disturbo tipico dell’arrivo delle mestruazioni, in caso di gravidanza il capezzolo di solito assume un aureola più grande e scura. Quando questo sintomo si verifica una o due settimane dopo il concepimento ed è quindi facile confonderlo con quello pre-mestruale. Se state cercando di rimanere in cinta o dopo dei rapporti sessuali non protetti in questi casi è consigliabile rivolgersi al medico di fiducia o al vostro ginecologo che potrà fare chiarezza in merito ad una eventuale gravidanza.

In cosa differisce dalle normali mestruazioni?

Conoscere quali sono le differenze fra il normale ciclo e lo spottng può velocemente chiarire ogni dubbio e scongiurare l’ipotesi di una gravidanza, che se non desiderata può essere un problema. Gli aspetti principali delle perdite da spotting sono essenzialmente tre: la durata, il colore e le caratteristiche delle perdite ematiche.

In cosa differisce dalle normali mestruazioni?

Durata

Le mestruazioni iniziano solitamente con perdite poco consistenti che diventano più abbondanti con il passare dei giorni, la durata come tutte le donne sanno è di circa 5 giorni. Le perdite da spotting sono invece di quantità trascurabile e se legate ad una gravidanza durano circa 2 giorni. In molti casi il flusso è davvero modesto, quasi impercettibile e non sono rare perdite che non sono da imputare ad uno spotting, sono comuni ovviamente nel primo rapporto sessuale di una donna, nel periodo della pubertà quando la donna è molto giovane, dopo o quando si è vicini alla menopausa, in caso di crescita eccessiva del rivestimento dell’utero, nella comparsa di polipi ed in casi rari per formazioni cancerose; non è raro che avvengano in caso si seguano terapie di progesterone o estrogeni. Esiste una relazione con l’uso della pillola contraccettiva o la pillola del giorno dopo, questo accade in quanto il dosaggio dei progestinici ed estrogeni non è sufficiente e l’organismo crede di dover avviare il ciclo mestruale. Quando viene esclusa sia la gravidanza che lo spotting bisogna effettuare una visita dal ginecologo, degli accertamenti potrebbero evidenziare alterazioni ormonali, intolleranze alla pillola contraccettiva oppure infezioni.

Colore e caratteristiche

Il flusso dello spotting come detto è meno abbondante, il colore dello stesso è molto chiaro e tende al rosaceo o al biancastro, queste perdite sono spesso presenti sulla carta igienica o sugli slip, alcune volte si presentano sotto forma di strisce di sangue di colore tendente al marroncino.

Cosa può esserci dietro lo spotting da impianto?

Delle perdite piuttosto leggere possono svilupparsi anche per altre motivazioni non legate alla gravidanza. Le cause possono essere delle lievi infezioni o infiammazioni vaginali, cervicali o uterine. Tutto può essere legato anche a dei momentanei squilibri ormonali. In questi casi, la visita ginecologica permetterà sicuramente di avere un quadro più chiaro della situazione. I crampi che apparentemente possono essere ricollegati all’utero in realtà possono provenire dall’intestino. I crampi embrionali possono essere legati anche ad irritazioni dell’intestino o alla stitichezza.

I sintomi e il sanguinamento

Le donne che stanno aspettando il ciclo potrebbero doversi confrontare con delle perdite di sangue, visto che potrebbe essere un sintomo da impianto specifico. Infatti, le perdite di sangue potrebbero essere legato ad un annidamento del feto in una posizione errata, chiamata gravidanza ectopica. Solo l’esame pelvico potrà capire la posizione del feto o altre anomalie. Tra gli altri sintomi da impianto c’è il dolore che colpisce il basso ventre, ovvero i crampi uterini. Analisi del sangue e controllo pelvico sono fondamentali anche in questo caso per avere una conferma della gravidanza.

Piccole perdite e gravidanza

Piccole perdite e gravidanza

Nel momento in cui una donna prova a rimanere incinta dovrebbe cambiare stile di vita per evitare tutti quei sintomi da impianto. Dal punto di vista alimentare, la dieta dovrebbe essere più equilibrata, inserendo carne, pesce e formaggio fresco per garantire una buona crescita dei tessuti embrionali. Bere tanta acqua e fare pasti suddivisi in più momenti durante la giornata. Importante anche, in questi casi, modificare altre abitudini che possono essere deleterie, come evitare sauna, solarium e SPA.

Il colore delle perdite è diverso in base a quanto è “fresco” il sangue. In alcuni casi possono essere normali, in altri possono rappresentare un pericolo per il feto. Delle perdite marroni o rossastre segnalano delle variazioni che stanno coinvolgendo le pareti dell’utero. Perdite rosacee indicano dei residui di ciclo che si sono mescolati con la mucosa vaginale. Quelle bianche segnalano la presenza di leucorrea, ovvero la perdita di mucosa vaginale legata alle diverse variazioni che colpiscono l’utero. Le perdite giallastre possono essere correlate ad un’infezione solo quando sono accompagnate da prurito e odore sgradevole. Le perdite verdastre sono spesso e volentieri legate alla candida, mentre quelle trasparenti possono essere legate alla più alta pressione che il feto opera sulla vescica.

Quando si consiglia di fare il test di gravidanza?

Il dosaggio delle beta HCG ottenuto con il prelievo del sangue assume un valore positivo circa 3-4 giorni dopo l’impianto. L’esame effettuato sulle urine, al contrario, diventa positiva dopo che sono passati 4.5 giorni dall’annidamento.

Annidamento

La nidazione o annidamento non è altro che il momento che in cui l’embrione va ad impiantarsi nella parete uterina. Di tale processo ne beneficia quest’ultima garantendo maggiore protezione, sicurezza e stabilità per la gravidanza. Il trimestre, ad ogni modo, è sempre quello più ricco di pericoli: per questo l’emotività e i movimenti della futura madre devono essere sempre gestiti nel migliore dei modi.

L’impianto

Il momento in cui avviene l’impianto dell’embrione è molto importante per l’evoluzione della gravidanza. In mancanza di stabilità ogni processo che favorisce la crescita embrionale si fermerà. Per permettere che l’impianto possa avere esito positivo, l’organismo della madre aumenta la produzione ormonale. Così la mucosa uterina è più predisposta a facilitare l’impianto stesso dell’embrione.