Stato catatonico, cos’è e quali sono i sintomi

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Stato catatonico

Stato catatonico

Lo stato catatonico o catatonia è un disturbo psicomotorio caratterizzato dalla perdita dell’iniziativa motoria. Ci sono periodi in cui il paziente si rifiuta di muoversi e si oppone a qualsiasi sollecitazione mentre in altri periodi, è agitato in modo fortemente scoordinato. Altri sintomi sono ad esempio il fatto di ripetere sempre le stesse parole o frasi.

Uno stato catatonico piuttosto noto è quello del malato disteso sul letto ma con la testa leggermente rialzata come se sotto avesse un cuscino. L’immobilità è quasi assoluta. Altre volte vi è un estremo rallentamento dei movimenti oppure un’immobilità completa, dove il paziente non risponde ad alcuno stimolo. Non parla, non deglutisce, non espelle urina e feci.

Vi è poi l’eccitamento catatonico, determinato dall’iperattività che essere anche violenta e durare per delle giornate intere. Durante questa fase possono esserci delle alterazioni dello stato di coscienza.

Cause dello stato catatonico

Non sono note. Tuttavia alcune ricerche hanno messo alla luce il fatto che vi è un’alterazione della struttura del cervello. Ci sono però diverse situazioni che possono portare allo stato catatonico, come ad esempio un trauma cranico, dei disturbi metabolici o anche l’encefalite. Può anche essere un effetto collaterale di alcuni farmaci antipsicotici.

Sintomi dello stato catatonico

  • Ecopressia: quando la persona imita i gesti di altre persone
  • Ecolalia: ripetere “a pappagallo” le parole degli altri
  • Violenza: la quale di solito è indirizzata verso se stessi ma in determinati contesti può riversarsi sugli altri
  • Mutismo selettivo: cioè il non parlare in determinati contesti sociali
  • Immobilità assoluta: il non parlare, non muoversi, non deglutire e trattenere anche urine e feci.
  • Immobilità relativa: immobile e muto, ma i bisogni fisiologici vengono rispettati

Le posture assunte durante lo stato catatonico sono chiamate Cerea Flexibilitas a causa delle posture bizzarre e dolorose assunte e mantenute alcune volte per periodi molto lunghi. Chi entra in uno stato catatonico di solito rifiuta cibo e acque e perciò deve essere alimentato per endovena.

Diagnosi e cura

La diagnosi viene effettuata sui sintomi specifici. Non vi sono test specifici che permettono di diagnosticarla. Solo gli esami medici e neurologici possono essere di aiuto. Lo scopo una volta accertato che si tratta di catatonia, è quello di capire qual è la causa in modo tale da procedere con la terapia più appropriata.

La terapia più appropriata e preferenziale è quella a base di farmaci come il benzodiazipines. Alcune volte i medici decidono di ricorrere ai barbiturici. In alcuni casi vengono scelti gli antipsicotici ma delle volte, portano a uno stato catatonico peggiore. La terapia elettroconvulsiva è scelta qualora i farmaci non funzionassero. Dopo lo scopo è controllare i sintomi della malattia. Non vi sono modi invece per prevenirla in quanto non è identificata la causa. L’unica cosa consigliata dai medici è di evitare o ridurre l’uso di farmaci neurolettici, in questo modo viene ridotto il rischio di sviluppare i sintomi appena descritti.