Stomatite aftosa: sintomi, cause e rimedi per la cura

Stomatite aftosa

La stomatite aftosa è una patologia del cavo orale che si caratterizza per la formazione di ulcere all’interno della mucosa, con una sensazione di dolore localizzato che si amplifica durante il consumo di cibi o bevande.

Ma vediamo assieme nei paragrafi seguenti quali sono le cause che la scatenano e come porvi rimedio a livello clinico.

Cos’è la stomatite aftosa?

La stomatite aftosa è una malattia della bocca che si sviluppa a livello di bocca, gola, labbra e lingua, così come in generale all’interno della mucosa del cavo orale, ad eccezione del palato e delle gengive.

Le piaghe che compaiono in queste zone sono di colore rosso e di forma circolare, con un diametro che può arrivare anche a 2,5 millimetri.

Al loro interno piò essere una sorta di patina bianca o giallastra, contornata per l’appunto dal rossore circolare della piaga.

La loro presenza non dura per più di 10 giorni all’interno delle mucose orali, ma possono comparire più volte durante l’anno, specie nei periodi in cui l’organismo è immunodepresso o in condizioni di stress elevato.

Sintomatologia

I sintomi che si accompagnano alla stomatite aftosa sono di norma i seguenti:

  • leggero formicolio iniziale nella zona interessata;
  • arrossamento;
  • dolore al contatto e allo sfregamento;
  • sanguinamento superficiale;
  • aumento di salivazione in generale;
  • ingrossamento dei linfonodi e febbre in rari casi.

Da cosa è scatenata la stomatite aftosa?

La stomatite aftosa non ha una origine certa; tuttavia ciò che a livello fattuale viene riscontrato in sede diagnostica è che vi sono una molteplice serie di fattori che ne preannunciano la comparsa.

Tra questi annoveriamo:

  • traumi a carico della bocca o delle mucose;
  • scarsa igiene orale;
  • allergie di varia natura;
  • fattori congeniti;
  • fattori elevati di stress;
  • mancanza di vitamine, e in particolar modo della vitamina B12;
  • morsi involontari alle labbra;
  • eccessivo spazzolamento dei denti, con conseguente danneggiamento a livello gengivale;
  • deficit immunitario, anche se in rari casi;
  • celiachia;
  • malattia di Behcet;
  • sindromi autoimmuni;
  • Morbo di Crohn;
  • Virus dell’HIV o AIDS conclamato.

Come si può diagnosticare la stomatite aftosa?

diagnosticare la stomatite aftosa

Il miglior modo per verificare la presenza di una stomatite aftosa è quello di un esame ottico, per il quale anche il paziente stesso può notare, mediante l’ausilio di un semplice specchietto da dentista, la presenza delle piaghe rosse di forma circolare.

Esistono tuttavia una serie di test clinici che hanno lo scopo precipuo di diagnosticare la stomatite con più precisione, che vengono consigliati però in casi di manifestazioni di carattere cronico da parte di questa patologia.

Tra questi rientrano, nell’ordine:

  • analisi microbiologica colturale;
  • analisi per verificare i livelli di sideremia, ossia la quantità di ferro circolante nel sangue;
  • analisi per verificar ei livelli di ferritina;
  • analisi per indagare i livelli di vitamina B12, acido folico e zinco;
  • Ricerca degli anticorpi anti-endomisio,in caso si sospetti una eventuale celiachia;
  • biopsia di tessuto infetto, nel caso si sospettino eventuali patologie a livello ematico o tumorali;
  • prelievo di materiale direttamente all’interno della piaga, al fine di verificare la presenza di virus quali varicella ed herpes simplex o zoster;
  • test per verificare l’eventuale presenza di sifilide.
  • Analisi mediante immunofluorescenzadifferenziare altre manifestazioni dermatologiche dalla vera e propria stomatite aftosa.

Come curare la stomatite aftosa in modo efficace

L‘approccio terapeutico non potrà che tenere in considerazione in primo luogo della sintomatologia e immediatamente dopo delle potenziali complicanze.  È anche per questo motivo che le strategie terapeutiche si indirizzano verso strade molto diverse, e spesso anche contraddittorie.

Detto ciò, non si potrà che parlare con il proprio medico dell’opportunità di assumere volta per volta dei farmaci che potrebbero risultare più utili. Si pensi – tra i principali – ai farmaci corticosteroidi che possono essere applicati per via topica e per via sistemica e che aiutano ad alleviare la sintomatologia in modo aspecifico, senza influire sul decorso della malattia. Altro approccio prevede invece l’utilizzo di anestetici locali come la lidocaina e la benzocaina, per poter inibire il dolore delle lesioni, mentre il trattamento con i collutori ad attività antibatterica o gli sciacqui con antibiotici come la tetraciclina sono indicati soprattutto per poter prevenire sovrainfezioni che possono essere dovute all’esposizione del connettivo scoperto a agenti  tossici e infettivi, presenti nella cavità orale.

Più recentemente, si è diffuso nei confronti della terapia contro la stomatite aftosa anche l’acido ialuronico: si tratta di un glucosaminoglicano ben rappresentato nell’organismo umano, dove può svolgere un ruolo indispensabile nel mantenimento del corretto quantitativo di acqua presente nella matrice intercellulare.

Le sue caratteristiche permettono all’acido ialuronico di potersi assicurare proprietà di adesione e di barriera piuttosto importanti, favorendo altresì il processo di naturale ricostituzione dei tessuti lesi, come ad esempio avviene dopo un intervento o dopo un trauma.

Terapia farmacologica

terapia farmacologica a base di prodotti antisettici

In genere la stomatite aftosa viene curata per mezzo di una terapia farmacologica a base di prodotti antisettici, ossia in grado di disinfettare con efficacia il cavo orale.

In alternativa il medico potrà somministrare farmaci antibiotici, antimicotici o antivirali, se la causa della stomatite ha origine batterica o virale.

Per quanto riguarda invece il dolore, si possono prescrivere farmaci anestetici ed antidolorifici, in modo da alleviare il fastidio causato dalla presenza delle vesciche nelle mucose orali.

Sciacqui con collutorio

In alcuni casi è altrettanto efficace una serie di sciacqui con un collutorio a base di corticosteroidi, ossia molecole in grado di ridurre gonfiore e calore della mucosa, andando di conseguenza a lenire la sensazione dolorosa causata dalla stomatite.

Altri collutori invece possono essere a base di tetraciclina, unantibatterico inibitore della sintesi proteica, che in caso di ulcerazioni di grande entità può risultare una cura molto efficace.

Altre tipologie di collutori per la cura della stomatite aftosa sono quelli a base di nistatina, un altro principio antibiotico in grado di penetrare nella membrana citoplasmatica dell’agente patogeno, contribuendo cos’ alla sua morte e alla scomparsa dell’affezione.

Infine vanno citati i collutoria base di difenidramina, una molecola antistaminica e anestetica, molto efficace qualora la stomatite aftosa si associ a una patologia allergologica.

Va sottolineato che questi particolari tipi di collutori necessitano obbligatoriamente della prescrizione medica, e che vanno presi con dosi e tempi di somministrazione che il medico stesso illustrerà al paziente.

Altre tipologie di trattamenti

Per la cura della stomatite aftosa esistono poi alcuni rimedi definiti meccanici, che si basano sull’applicazione di gel topici, i quali sono in grado di sviluppare una pellicola protettiva sopra la ferita, che aiuta a ridurre il dolore da contatto e da sfregamento, contribuendo alla naturale guarigione dell’ulcerazione.

Infine si può ricorrere, qualora sia necessario, alla cauterizzazione per via chirurgica o chimica della parte di tessuto o di mucosa affetta dalle ulcerazioni.

Revisione scientifica a cura della Dr.ssa Roberta Gammella. Laureata in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II. E’ registrata all’Ordine Medici-Chirurghi e Odontoiatri di Napoli e Provincia