Stress e ansia, meglio intervenire subito per evitare la depressione

Fenomeni di ansia e di stress non dovrebbero essere sottovalutati, ci suggeriscono alcune ricerche recenti in materia di depressione.

Stress e ansia, meglio intervenire

L’ansia e lo stress sono condizioni estremamente diffuse nella popolazione generale, con un’incidenza maggiore nei confronti di quella femminile. A ben vedere, infatti, è proprio nella donna che nel corso della vita si succedono più fasi in grado di turbare i precari equilibri della mente, come ad esempio i diversi mutamenti ormonali che potrebbero esporre la persona a momenti di fragilità più o meno intensa, e tali da porre le basi per lo sviluppo di disturbi dell’umore o dell’ansia.

Queste forme di disagio, di portata variabile, in una certa misura sono fisiologiche e riscontrabili in misura “normale” nella stragrande maggioranza delle persone. In alcuni casi, però, è necessario alzare il livello dell’attenzione, evitando che lo stress e l’ansia avvertiti possano sfociare in qualcosa di più serio e radicato, come una vera e propria depressione.

Un avvertimento che sembra essere ancora più “sentito” proprio nella popolazione femminile, con le donne che spesso sono portate a sottovalutare i sintomi perché troppo occupate nel mantenere il proprio ruolo sociale, spesso di madre e moglie.

Può per esempio capitare, nel periodo immediatamente successivo al parto, che la donna possa sviluppare dei disturbi del sonno e altri tipici episodi di ansia, o ancora sensazioni di irritabilità o oscillazioni di peso. In questo caso – e non solo – è naturalmente importante ricorrere al medico di medicina generale, con il dottore di famiglia che andrà a rappresentare il principale interlocutore per una prima condivisione. Starà poi al medico di base cercare di capire e individuare il percorso di cura più adeguato, ungendo pertanto come punto di congiunzione tra il paziente e le strutture specialistiche del territorio.

Un ruolo dunque fondamentale, che sarebbe opportuno cercare di rammentare e tenere nella debita considerazione, evitando di ricorrere a tale personale sanitario quando i problemi sono divenuti più radicati.

Revisione scientifica a cura della Dr.ssa Roberta Gammella. Laureata in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II. E’ registrata all’Ordine Medici-Chirurghi e Odontoiatri di Napoli e Provincia