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Talofen gocce, per i casi di schizofrenia e altre patologie psichiche

Talofen gocce è un farmaco mirato per la cura di tutte le sindromi mentali e psicotiche che spesso vengono accompagnate con manifestazioni di delirio, in particolare nei casi di schizofrenia e paranoia. Tale prodotto può essere un valido aiuto a contrastare i disturbi d’ansia, quando sono particolarmente gravi e la cura a base di ansiolitici non ha provocato nessun riscontro positivo, oppure in soggetti che sono affetti da depressione accompagna da delirio ed agitazione, in associazione con farmaci antidepressivi. Anche in casi di vomito e singhiozzo incoercibile, e nel trattamento di forti dolori intensi da assumere con altri medicinali analgesici, Talofen gocce trova largo impiego e la sua somministrazione deve essere fatta in maniera costante e che si prolunga nel tempo.

Indicazioni terapeutiche

Questo farmaco viene utilizzato soprattutto per la cura delle schizofrenie, ma anche per il trattamento di stati paranoidi e delle manie, così come per le terapie per le psicosi tossiche, quindi quando il paziente assume anfetamine, cocaina e LSD, ad esempio. Talofen viene utilizzato anche per la cura delle sindromi mentali organiche, soprattutto quando sono associate a deliri, così come per il trattamento di problematiche legate all’ansia, specialmente quando si tratta di forme notevolmente gravi e in cui i tradizionali ansiolitici non riescono a garantire effetti degni di nota.

Talofen può essere impiegato anche in associazione insieme a dei farmaci analgesici stupefacenti per la cura di dolori notevolmente intensi.

Talofen gocce: controindicazioni e posologia

La somministrazione di Talofen gocce potrebbe causare ipersensibilità verso i componenti, stati comatosi causati principalmente da sostanze ad azione depressiva che vanno ad agire sul sistema nervoso centrale, e non deve essere somministrato in pazienti con riconosciuto oppure sospetto danno cerebrale sottocorticale. In casi di depressione grave, discrasie ematiche ed affezioni epatiche, è sconsigliato il trattamento a base di Talofen gocce, ed inoltre tale prodotto farmacologico, non deve essere utilizzato in soggetti con età inferiore ai 12 anni.

La posologia varia a seconda delle indicazioni mediche stabilite e dalla risposta del paziente ed in ogni caso, sarà sempre il medico specialista a fornire tutte le indicazioni, iniziando sempre con piccole dosi per poi aumentarle mano a mano fino al raggiungimento del dosaggio necessario. Qualunque sia il metodo di somministrazione, è bene frazionare il dosaggio ad intervalli regolari nell’arco della giornata. La dose giornaliera iniziale per i trattamenti medici è di 50 mg, fino ad arrivare ad un massimo di 200 mg se necessario, mentre per i trattamenti psichiatrici, le dose giornaliere sono più elevate e vanno da 300 mg fino ad un massimo di 600 mg.

Vi consigliamo di non superare i 1000 mg al giorno ed in casi di cure mediche a base di Talofen in pazienti anziani, il dosaggio sopra indicato potrebbe variare e la posologia ovviamente dovrà essere sempre stabilita dal medico specialista. In gravidanza ed allattamento, tale medicinale non deve essere somministrato nel primo trimestre di gestazione, ed eventualmente ci fosse la necessità, deve essere utilizzato sotto la stretta supervisione medica. Le fenotiazine arrivano al latte materno, ed è per questo che le mamma in cura con Talofen gocce non possono allattare il bambino e devono essere avvertite in caso di somministrazione per una eventuale sospensione della nutrizione con latte materno.

Effetti collaterali

Effetti collaterali

L’utilizzo di fenotiazine, ovvero componenti presenti nel Talofen gocce, potrebbero generare al paziente, specialmente agli inizi della cura farmacologica, sonnolenza e sedazione, che tendono a scomparire con la prosecuzione della terapia oppure se necessario con una riduzione delle dosi. Altri effetti che si sono manifestati con molta frequenza sono: insonnia, irrequietezza, ansia, euforia, agitazione psicomotoria, depressione dell’umore con aggravamento dei sintomi psicotici. Con l’attività anticolinergica delle fenotiazine, è possibile la comparsa della secchezza delle fauci, midrasi, stipsi, turbe della visione, ritenzione idrica e tutti quei segnali di ridotta attività ridotta parasimpatica. È possibile inoltre che si possono manifestare nei pazienti convulsioni e modifiche importanti della temperatura corporea, e quando quest’ultimo si manifesta potrebbe essere dovuto ad una reazione di intolleranza verso il prodotto o verso uno o più di uno dei suoi componenti, in ogni caso è necessario interrompere il trattamento e rivolgersi al proprio medico.

Possono manifestarsi reazioni di tipo piramidale come la depressione del centro e la tosse, molto frequenti nel trattamento con fenotiazine. Queste sono rappresentate da distonia, acatisia, sindrome parkinsoniane e discinesie persistenti e tardive. Le discinesie sono gli spasmi muscolari che interessano il collo, oppure il torcicollo, crisi oculogire, trisma, protrusione della lingua e spasmi carpopodalici. Tali reazioni si manifestano in maniera molto precoce e tendono a scomparire nell’arco di 48 ore dalla sospensione del trattamento farmacologico.

L’acatisia è caratterizzata principalmente da irrequietezza motoria che molto spesso si accompagna con l’insonnia ed appare con molta frequenza agli inizi della terapia, anche se potrebbe manifestarsi dopo un lungo periodo di trattamento. Tali manifestazioni in ogni caso tendendo a regredire in maniera spontanea, ed in casi contrari, si possono controllare riducendo il dosaggio terapeutico, oppure associando al Talofen gocce un medicinale anticolinergico antiparkinson. Il trattamento farmacologico deve essere seguito strattamente dal proprio medico curante.

Talofen in gravidanza

Per il momento non ci sono sufficienti studi che dimostrano gli effetti collaterali dell’impiego di Talofen nelle pazienti in gravidanza. Anche se il consiglio migliore da seguire è quello di non usare tale farmaco in questo periodo, a parte eventuali prescrizioni da parte del medico. La stessa situazione si deve considerare per l’allattamento, anche perché gli effetti sui neonati non sono ancora conosciuti.

Interazioni

Talofen non si deve impiegare insieme a farmaci che hanno, dal punto di vista potenziale chiaramente, un effetto che mira alla soppressione della funzione midollare; al tempo stesso è meglio evitare anche di usarlo in associazione a dei farmaci che vanno a prolungare il tratto QT, visto che viene incrementato il pericolo che si verifichino delle aritmie cardiache. Importante anche evitare l’uso contemporaneo con dei farmaci che possono portare a delle modifiche negli elettroliti, visto che potrebbe causare l’insorgere di aritmie ventricolari.

Talofen non deve essere utilizzato insieme alla levodopa. Questo visto che le fenotiazine potrebbero aumentare l’effetto antagonizzante del secondo farmaco. Importante anche evitare di consumare bevande alcoliche nel corso del trattamento a base di Talofen, visto che in caso contrario si è riscontrato un effetto additivo di depressione che va a colpire il sistema nervoso centrale. Invece, in altri casi di interazione, Talofen si può utilizzare a patto di prestare la massima attenzione e prudenza. Ad esempio, Talofen si può usare in concomitanza con i farmaci che vanno a deprimere il sistema nervoso centrale, tra cui anche gli analgesici, gli ansiolitici, gli ipnotici e gli anestetici.