Il tampone cervicale è un test esclusivamente femminile di modesto impatto, da eseguire direttamente nello studio medico del vostro ginecologo di fiducia.

Attraverso questo esame è possibile visualizzare esternamente il collo dell’utero ed una volta raccolto il campione, questo viene strisciato sopra un apposito vetrino, ed un’altra quantità viene seminata in un contenitore e poi inviato al laboratorio analisi. Questo esame diagnostico ha lo scopo di ricercare i microrganismi responsabile di infezioni vaginali o della cervice.

L’esame vaginale si esegue con un piccolo bastoncino che all’estremità ha del cotone e viene introdotto nella vagina per prelevare secrezioni e cellule.

La donna che deve svolgere questo test deve sdraiarsi sopra un lettino con le gambe ben divaricate per permettere al ginecologo, l’inserimento, delicato, del tampone in profondità e lo girerà per pochi secondi in modo tale da poter prelevare le secrezioni vaginali. Il test dura pochi minuti ed una volta completato, le successive analisi in laboratorio stabiliranno la presenza o meno di sostanze patogene, in maniera tale da poter valutare in un secondo momento la giusta cura medica da effettuare.

Per quanto riguarda l’esame della cervice, questo viene fatto inserendo il tampone nell’orifizio uterino esterno per prelevare le secrezioni presenti in quell’area.

Per la veridicità dell’esame, la donna non deve avere rapporti sessuali nelle 24 ore che precedono il test, non deve aver assunto farmaci antibiotici o antimicotici nella settimana precedente, e non si deve essere sottoposta a lavaggi interni vaginali da almeno sette giorni. Il tampone alla cervice deve essere svolto una volta terminato il ciclo mestruale, e non va eseguito nelle donne in gravidanza.

In quali casi si esegue il tampone alla cervicale

In quali casi si esegue il tampone alla cervicale

Il tampone cervico-vaginale viene richiesto dal medico ginecologo quando la paziente manifesta fastidi nella parte intima, come rossore, bruciore, secrezioni di muco denso e forte dolore.

Questi sintomi potrebbero essere un campanello di allarme che indica la presenza di un’infezione batterica o di parassiti come la Trichomonas Vaginalis, ma l’esame potrebbe anche rilevare importanti malattie che si trasmetto sessualmente come la gonorrea, il micoplasma oppure la clamidia.

Il micoplasma è un microorganismo che si trova nell’organismo delle donne sessualmente attive, e può vivere nel corpo senza creare nessun disturbo, ma se la donna improvvisamente dovesse soffrire di indebolimento del sistema immunitario, questo potrebbe causare molti disturbi.

Le problematiche comuni che si manifestano sono: endometriosi, infertilità, aborti spontanei con insufficienza dello sviluppo del feto. Ma questa malattia non riguarda solo il sesso femminile, infatti se colpisce l’uomo, questo potrebbe soffrire di: prostatite, pielonefriti e disturbi nella fertilità.

Come abbiamo già detto, il tampone cervicale è sconsigliato alle donne in gravidanza, ma ci sono alcuni casi in cui potrebbe essere richiesto, come particolari infezioni che potrebbero mettere in pericolo il feto, come la Trichomonas, lo Streptococco Beta Emolitico e la Candida.

In casi come infezione da Streptococco, potrebbe essere richiesto alla paziente di effettuare un tampone anale e tendenzialmente tutti questi esami vanno fatti entro la 36esima settimana di gravidanza.

L’endometriosi

L'endometriosi

Come abbiamo accennato sopra, in casi di endometriosi la donna potrebbe avere problemi a restare incinta e per verificare le condizioni dell’endometrio, è necessario che si sottoponga alla vabra.

Questo esame consiste nell’effettuare una biopsia del tessuto endometriale, ovvero quello che ricopre la cavità nella parte interna dell’utero. Il test è consigliato specialmente quando la donna presenta sanguinamento dall’utero perimenopausale o menopausale, oppure se attraverso un esame ecografico si riscontrano anomalie all’endometrio tali da far sospettare il medico la presenza di un polipo endometriale, oppure una ipertrofia o una malattia maligna. Quando, tramite ecografia, lo spessore dell’endometrio risulta essere superiore ai 4 millimetri in donne in menopausa, il medico consiglia di svolgere il VABRA. L’esame consiste nell’inserimento di una cannula nella cavità uterina, aspirando il contenuto che si trova internamente.

Il materiale, una volta aspirato, viene poi mandato ad analizzare nel laboratori di anatomia patologica, che effettueranno tutte le ricerche necessarie istologiche, per poi stabilire la diagnosi e la cura da seguire.

L’esame, viene effettuato direttamente nell’ambulatorio ginecologico dal vostro ginecologo di fiducia, e non comporta eventi dolorosi per la donna. Non necessita nessun ricovero e una volta effettuato si possono riprendere le normali attività quotidiane, senza nessuna precauzione particolare.