Terapia ormonale sostitutiva e Alzheimer, nuove opinioni sui possibili collegamenti

I medici rassicurano sul fatto che la terapia ormonale sostitutiva non possa vantare profondi collegamento con l'insorgenza dell'Alzheimer.

Alzheimer
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I medici del Royal College of GPs  stanno incoraggiando le donne a non essere preoccupate dal recente studio che sembra collega l’uso della terapia ormonale sostitutiva con un lieve aumento del rischio di malattia di Alzheimer.

Il Royal College of GPs sostiene infatti che la ricerca non dimostra che la terapia possa determinare il morbo di Alzheimer e che le donne che stanno usando la terapia dovrebbero continuare a farlo.

Lo studio, che è stato recentemente pubblicato sul BMJ, ha valutato i dati disponibili per 170.000 donne in post-menopausa in 14 anni. Gli scienziati hanno confrontato le donne che avevano ricevuto una diagnosi di Alzheimer con controlli corrispondenti all’età che non avevano ricevuto una diagnosi.

I ricercatori hanno identificato un 9-17% di aumento del rischio di malattia tra le donne che assumono la terapia, in particolare quelle che avevano assunto il trattamento per più di dieci anni. Questo si traduce tra nove e 18 casi aggiuntivi di Alzheimer all’anno per ogni 10.000 donne di età compresa tra i 70 e gli 80 anni.

Va notato che lo studio era osservazionale e non ha effettivamente dimostrato che la terapia causa il morbo di Alzheimer, e gli scienziati non potevano escludere la possibilità che altri fattori come il diabete o malattie cardiovascolari influenzassero i risultati. Infatti, altre ricerche hanno dimostrato che la terapia può invece migliorare le funzioni cerebrali.

I medici di medicina generale stanno dunque rassicurando le donne che stanno subendo questo trattamento del fatto che si tratta di una terapia sicura ed efficace per la maggior parte degli individui con sintomi della menopausa e che qualsiasi rischio di sviluppare il morbo di Alzheimer è “estremamente basso”.

Il presidente del College, Helen Stokes-Lampard, afferma che la terapia può essere di eccellente beneficio per molte donne che soffrono di spiacevoli effetti collaterali della menopausa come vampate di calore e sudori notturni. C’è anche un gran numero di prove che dimostrano la sicurezza e l’efficacia della terapia. Tuttavia, ci sono rischi associati all’uso di qualsiasi farmaco ed è importante che le donne ne siano informate: “per ridurre al minimo qualsiasi rischio, la migliore pratica per la maggior parte delle donne è quella di prescrivere la più bassa dose possibile di ormoni per il più breve tempo possibile, al fine di ottenere un sollievo soddisfacente dei sintomi” – afferma la dottoressa Helen Stokes-Lampard.

Fonte

  • Savolainen-Peltonen, H., et al. Use of postmenopausal hormone therapy and risk of Alzheimer’s disease in Finland: nationwide case-control study. BMJ. 2019;364:l665.

Revisione scientifica a cura della Dr.ssa Roberta Gammella. Laureata in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II. E’ registrata all’Ordine Medici-Chirurghi e Odontoiatri di Napoli e Provincia