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Tiroide cronica, un’importante malattia autoimmune

La tiroide cronica è una patologia dal processo autoimmune infiammatorio della ghiandola tiroide, ed è una particolare forma di tiroidite caratterizzata prevalentemente da una infiltrazione linfocitaria cronica. Questa patologia il più delle volte è silente, e tende molto spesso ad una graduale ma irreversibile ipofunzione della tiroide. Quando avviene una insufficienza di produzione dell’ormone tiroideo, ci troviamo di fronte ad ipotiroidismo ovvero alla tiroide cronica.

Tiroide cronica: fattori a rischio

Tiroide cronica: fattori a rischio

Ora elencheremo i fattori a rischio che possono determinare la tiroide cronica.

Genetica: è stata scientificamente dimostrata un’associazione tra la tiroide cronica ed alcuni antigeni di istocompatibilità. La tiroide cronica tende ad insorgere con maggiore frequenza in soggetti affetti dalla sindrome di Down oppure in colore con disgenesia gonadica, facendo supporre che tutti gli altri geni possano essere in qualche modo coinvolti nella patogenesi. Alla base dello sviluppo di tale patologia autoimmune vi è senz’altro suscettibilità in cui si possono chiamare in causa anche tutti i geni HLA-relati, come ad esempio determinati polimorfismi CTLA4 che sono a loro volta associati alla possibilità di sviluppo di anticorpi antitiroide.

Gestazione: una percentuale di circa il 10% delle donne in gravidanza, sviluppa la tiroide autoimmune, con le stesse caratteristiche della tiroide cronica, dalla quale l’unica differenza è l’aspetto transitorio.

Sostanze contenti iodio: tali sostanze hanno la capacità di dare origine ad un processo autoimmune in soggetti predisposti. Il meccanismo di tale fenomeno al momento non è stato ancora chiarito, ma si pensa che il grado elevato di iodio della tireoglobulina, passa far aumentare anche la sua antigenicità, così come gran parte dei peptidi che sono i responsabili della risposta autoimmune linfocitaria e sono molto più antigenici quando sono iodati.

Chitochine: il trattamento a base di IL-2 inteferone può determinare la comparsa della patologia autoimmune, specialmente in soggetti predisposti.

Irradiazione: la comparsa di anticorpi antitiroide può avvenire in maniera molto frequente dopo l’esposizione a basse dosi di radiazione, come si è visto dopo il disastro avvenuto a Chernobyl.

Età: la tiroide cronica tende a manifestarsi con l’aumentare dell’età.

Sesso: tale patologia si sviluppa prevalentemente nel sesso femminile e quindi con molta probabilità i fattori ormonali possono concorrere nella patogenesi di questa malattia autoimmune.

Infezioni: non vi sono attualmente correlazioni dimostrate tra le infezioni e la tiroide cronica negli esseri umani, ma negli animali, diverse infezioni di tipo virale hanno portato alla precipitazione della tiroide autoimmune. È stato possibile notare come in pazienti con pregressa tiroidite sub-acuta, si può sviluppare nel corso del tempo una disfunzione autoimmune della tiroide, come se un attacco di tipo infettivo, sia utile a far precipitare l’autoimmunità tiroidea in soggetti predisposti a tale patologia.

Bisogna tenere sempre distinti tutti i fattori eziopatogenici, perché in grado di modificare la risposta da parte delle difese immunitarie e da quelli patogenetici, che sono in grado a loro volta di sintetizzare la malattia.

Tiroide cronica: diagnosi

La diagnosi della tiroide cronica si basa sui dati riscontrati a seguito degli esami di laboratorio, che evidenziano la presenza dei livelli degli anticorpi antitiroide molto elevati, associati ad un funzionamento della ghiandola che può essere variabile in base allo stato della malattia. Gli anticorpi antitiroide che sono presenti in questa patologia con valori altissimi, possono essere visualizzati con valori minimi anche in persone non affette da tiroide cronica. Negli adolescenti affetti da tale patologia, i livelli in questi anticorpi non possono essere elevati, per questo effettuare una giusta diagnosi risulta essere molto difficile.

Di norma nella tiroide cronica gli anticorpi TPO sono presenti con molta più frequenza rispetto a quelli tireoglobilina. Attraverso l’esame ecografico si può evidenziare un quadro clinico infiammatorio ipocongeno e disomogeneo, mentre con l’agoaspirato si può valutare la natura dei noduli alla tiroide. La curva di captazione e la scintografia tiroidea sono esami di poca utilità per la diagnosi della tiroide cronica. Come abbiamo visto tale patologia non deve essere trascurata ed i primi esami che richiede il medico curante sono i test del sangue, per poi proseguire in base ai risultati sulla cura farmacologica adeguata a tale patologia.