Triade di Virchow, i fattori che fanno venire la trombosi

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Triade di Virchow

Triade di Virchow

La triade di Virchow, è un termine medico che viene utilizzato per indicare i tre possibili fattori scatenanti della trombosi. Essa prende il nome dal medico tedesco Rudolf Virchow, anche se egli non ha mai proposto la sua teoria per descrivere la trombosi venosa.

Triade di Virchow: trombosi ed eziologia

La trombosi è una patologia che determina la formazione di trombi, all’interno dei vasi sanguigni, che impediscono la normale circolazione del sangue. In base al vaso sanguigno coinvolto, si parla di trombosi venosa oppure arteriosa. Nel primo caso, si associa spesso alla presenza di varici, ed hanno una maggiore incidenza, e tendono a colpire gli arti inferiori. A loro volta si distinguono trombosi venosa profonda oppure superficiale. Nel secondo caso, la lesione arteriosa, può essere la causa di aterosclerosi. Il trombo che si manifesta, è una massa dalla consistenza solida, caratterizzata da fibrina, che contiene piastrine, globuli rossi e bianchi.

Triade di Virchow

Essa si forma mediante coagulazione del sangue, internamente al sistema vascolare non interrotto. Tale caratteristica lo distingue dal coagulo, che si forma invece esternamente al sistema cardiovascolare. Si può formare a causa di una interruzione, oppure all’interno di un sistema cardiovascolare dopo il decesso del paziente. I trombi si possono manifestare in un qualsiasi punto del nostro sistema vascolare, e sono sempre uniti alla parete del vaso sanguigno. Tutte le formazioni dei trombi, sono riconducibili alle tre alterazioni che prendono il nome di triade di Virchow.

Triade di Virchow: descrizione delle alterazioni

Ecco le tre caratteristiche fondamentali che rientrano a far parte della triade di Virchow:

1. Lesione dell’endotelio, inclusa qualsiasi altra patologia endoteliale: tale fattore, è l’unico della triade di Virchow, in grado di provocare una trombosi. A causa di un danno interno ad un vaso, vengono rilasciate da parte dell’endotelio diverse sostanze. Una di queste, sono le endoteline, ovvero dei potenti vasocostrittori, che vanno ad agire nelle arteriole a livello della lesione. Anche i fattori di Von Willebrand sono presenti, ovvero delle proteine che permettono l’adesione piastrinica attraverso l’interazione tra piastrine e matrice extracellulare, ed è trombogenica. Alla base della formazione di un trombo, non sempre vi è un danno endoteliale, infatti è sufficiente una laterazione delle loro attività pro ed anti-trombotiche. Anche una produzione maggiore di fattori coagulanti oppure una loro diminuzione, possono determinare la comparsa di trombosi. A causa di ulcerazioni di placche aterosclerosi, la matrice sottoendoteliale essendo più esposta, può causare stasi e turbolenza ematica.

Triade di Virchow

2. Stasi venosa o turbolenza del flusso sanguigno: la turbolenza, può essere un fattore scatenato da danno oppure disfunzione endoteliale. Anche i flussi controcorrente o zone con stasi possono determinare la trombosi. La stasi sanguigna è una delle cause primarie e più importante dei trombi.

A causa della stasi e delle turbolenze, si attiva l’endotelio in senso pro-coagulativo, e le piastrine vengono a contatto con l’endotelio. Tutto questo, impedisce la rimozione e la diluizione dei fattori della coagulazione, attivati dall’afflusso dei fattori che inibiscono la coagulazione.

3. Trombofilia o ipercoagulabilità: essa è l’alterazione delle vie di coagulazione, ed anche il fattore scatenante meno frequente in caso di trombosi. Si può classificare in forme primarie, oppure genetiche, o in forme secondarie, ovvero acquisite.

Triade di Virchow

Triade di Virchow: classificazioni della trombosi

In medicina, si classificano varie forme di trombosi, sia arteriose che venose o sistemiche, tra cui:

Trombosi venose

1. Flebotrombosi
2. Trombosi venosa profonda
3. Sindrome della classe economica
4. Tromboflebite
5. Sindrome di Paget-Von Schrotter

Triade di Virchow

Trombosi arteriosa

1. Trombosi causata da aorta addominale: si manifesta quando è presente una placca aterosclerotica, che interessa il carrefour aortico, o le arterie iliache comuni. I circoli collaterali, sostengono il flusso degli arti, evitando in questo modo, di provocare sintomi importanti, a monte della stenosi aterosclerotica. Si ha inoltre, un flusso turbolento e stasi ematica che provoca la trombosi. Successivamente, la trombosi colpisce i capillari, e si arrampica lungo le pareti dell’aorta, in senso orizzontale con strati sovrapposti. Questo comporta: Sindrome di Leriche, caratterizzata da assenza di polso su entrambi gli arti, ed impotenza nel sesso maschile.

Una volta che la trombosi raggiunge l’arteria mesenterica inferiore, questa si blocca e di conseguenza vengono compromessi i circoli collaterali e la stessa arteria. Una volta salita, blocca anche le arterie lombari, provocando ischemia midollare paraplegica. Inoltre, può raggiungere le arterie renale, determinando insufficienza renale acuta.

Trombosi sistemica

1. Trombocitopenia indotta da eparina
2. Phlegmasia coerulea dolens
3. Sindrome da anticorpi antifosfolipidi