Il tumore del colon retto è una malattia che è contraddistinta dalla proliferazione non controllata delle cellule della mucosa che riveste questo organo. Numerose possono essere le tipologie di tumore del colon retto, fermo restando che la maggior parte di loro deriva dalla trasformazione maligna dei polipi, cioè delle piccole escrescenze che sono dovute al proliferare delle già ricordate cellule della mucosa intestinale. Come intuibile, non tutti i polipi sono a rischio di malignità e, in linea di massima, le possibilità che un polipo del colon possa evolversi verso una forma invasiva di cancro dipende dalle sue dimensioni.

Sintomi del tumore del colon retto

Nella maggior parte dei casi i polipi non generano alcun sintomo rilevabile, e solo nel 5 per cento dei casi possono dare luogo a delle piccole perdite di sangue rilevabili con un esame delle feci, alla ricerca di sangue occulto. Proprio per questo motivo spesso la diagnosi del tumore del colon retto viene effettuata tardivamente: pare infatti che circa un terzo dei malati al momento della diagnosi presenti già una metastasi a livello del fegato, considerando che questo organo è strettamente collegato al colon dalla circolazione sanguigna.

Diagnosi del tumore del colon retto

La diagnosi del tumore del colon retto viene effettuata oggi attraverso una campagna di screening sulla popolazione a rischio o, quando non è possibile effettuare questa diagnosi precoce, durante un esame clinico che si avvarrà della palpazione dell’addome alla ricerca di eventuali masse a livello dell’intestino, del fegato, dei linfonodi e dell’esplorazione rettale. Vi sono poi alcuni esami più specifici che permettono di giungere a una diagnosi puntuale, come la colonscopia, l’ecografia transrettale, la TC addome con mezzo di contrasto, la radiografia del torace, la scintigrafia ossea, la risonanza magnetica, la PET.

Cura del tumore del colon retto

La principale cura per il tumore del colon retto è l’intervento chirurgico, parziale o, nei casi più gravi, totale (cioè, con asportazione del tratto di colon interessato, o del retto). Tuttavia, rispetto a quanto era noto diversi anni fa, giova ricordare come oggi gli interventi di chirurgia del carcinoma del retto siano sempre più conservativi, e solamente nei pazienti molto anziani o ad elevato rischio si procede alla creazione della stomia (cioè, di un ano artificiale sulla parete addominale).

In tutto ciò, gioca un ruolo fondamentale la chemioterapia, sia nella malattia che risulta essere operabile, sia in quella avanzata che non è operabile. Il trattamento chemioterapico si pone pertanto come adiuvante, effettuato dopo l’intervento chirurgico per poter diminuire il rischio di ricaduta. A volte la terapia chemioterapica è neoadiuvante, cioè viene effettuata prima dell’intervento per ridurre la dimensione del tumore e facilitare il compito del chirurgo. Un altro ruolo fondamentale può essere effettuato dalla radioterapia, pre o post operatoria, a seconda delle indicazioni, al fine di diminuire le ricadute locali e allungare la sopravvivenza.

È inoltre possibile che possano essere indicati alcuni farmaci biologici, trattamenti per il tumore del colon retto avanzato, in associazione alla chemioterapia.

Soggetti a rischio del tumore del colon retto

Sono numerose, e ben difficilmente sintetizzabili, le cause che possono comportare la nascita di un tumore del colon retto. Tra le principali possiamo ricordare anche l’esistenza di fattori nutrizionali, considerato che alcuni studi hanno dimostrato che una dieta che è contraddistinta da un elevato contenuto di calorie, di grassi animali e povera di fibre, è associata a un incremento dei tumori intestinali.

È inoltre possibile che la causa sia da ricercarsi nella genetica, considerato che oggi è ben noto che è possibile “ereditare” la possibilità di ammalarsi di tumore del colon retto se nella famiglia di origini si sono già manifestate simili malattie. Vi sono naturalmente altresì dei fattori non ereditari: in tal senso, è importante considerare l’età (l’incidenza è notevolmente superiore nei soggetti di età compresa tra i 60 e i 65 anni), la presenza di malattie infiammatorie croniche intestinali, una storia clinica di polipi del colon, pregressi del tumore del colon retto.

Per poterne sapere di più sulle caratteristiche di tale malattia e scoprire quali margini di prevenzione esistono, vi consigliamo di effettuare una consulenza attenta e specifica con il vostro medico di riferimento.