Uricemia bassa, come rivelarla e cosa può significare

L’acido urico è una sostanza di scarto prodotta dal metabolismo delle cellule. Negli individui adulti le sue concentrazioni sono pari a 2.40 – 5.70 mg/dl di sangue per le donne, e 3.40 – 7.00 mg/dl di sangue per gli uomini. Valori differenti da quelli in soglia potrebbero essere oggetto di ulteriore approfondimento, visto e considerato che potrebbero indicare qualche variazione nell’ordinaria funzionalità renale dell’individuo. Cerchiamo in particolare di comprendere cosa si intenda per uricemia bassa, ovvero per livelli di acido urico inferiori al normale, da cosa potrebbe dipendere e come poter assumere gli opportuni correttivi.

Che cosa è l’acido urico

L’acido urico è molecola che viene prodotta dal nostro organismo come sottoprodotto nel metabolismo degli aminoacidi e delle purine. A loro volta, è bene ricordare che le purine possono essere sintetizzate direttamente nel corpo (di solito, dalla mucosa dell’intestino e dal fegato) o possono essere assorbite attraverso il consumo di alimenti che ne sono naturalmente ricchi (come vedremo tra breve, crostacei, fegato, cervello, reni).

La maggioranza dell’acido urico (circa il 60%) è poi espulso attraverso le urine, mentre la parte rimanente nel nostro corpo è secreta nel tratto gastrointestinale dove viene degradato ulteriormente prima di essere espulso. Se viene prodotto troppo acido urico, o non viene eliminato in maniera rapida, questa sostanza è in grado di accumularsi nel nostro corpo, determinando un suo incremento dei livelli sangue (iperuricemia).

Che cosa è l’acido urico

La presenza di acido urico in eccesso, per quanto non sia oggetto del presente approfondimento, si può ricordare come possa favorire la gotta, ovvero una particolare condizione che è caratterizzata da infiammazione delle articolazioni dovuti alla formazione di cristalli di acido urico nel liquido articolare (sinoviale). L’eccesso di acido urico può inoltre depositarsi anche nei reni, dove è causa della formazione di calcoli renali e/o insufficienza renale.

Come riconoscere l’uricemia bassa

In caso di uricemia bassa, è possibile che possano manifestarsi dei problemi alla corretta funzionalità dei reni. Ad ogni modo, solamente nelle forme più acute e significative, è possibile riscontrare dei sintomi piuttosto chiari, come la perdita di energia e di appetito, nausea e febbre leggera.

Da cosa può dipendere l’uricemia bassa

Da cosa può dipendere l’uricemia bassa

Numerose possono essere le cause di un’uricemia bassa. Cali dei valori dell’acido urico potrebbero ad esempio dipendere da una cattiva alimentazione, soprattutto se si segue una dieta povera di proteine animali o di purine, sostanze che possiamo trovare prevalentemente carne, nel pesce azzurro, come le sardine e le acciughe, e nei frutti di mare. Non solo: alla base di un’uricemia bassa potrebbero esservi anche i già ricordati problemi al funzionamento corretto dei reni, che avrebbero potuto subire un’alterazione nella loro attività.

Ulteriormente, altre volte l’abbassamento dei livelli di acido urico al di sotto dei livelli ritenuti normali può essere figlio di una vera e propria patologia, come un’epatite virale. Ancora, e a dimostrazione del vasto ventaglio di potenziali determinanti, alla base dell’uricemia bassa potrebbe esserci anche possono essere anche l’acidosi lattica, il digiuno e l’abuso di alcool, o ancora terapie a base di cortisone, di estrogeni e di salicilati. Per poter regolare l’uricemia bassa, e ricondurla su livelli normali, ci sono dei rimedi abbastanza efficaci, soprattutto se la situazione non è drammaticamente sbilanciata. È possibile prevenire l’abbassamento dei livelli di acido urico, ad esempio, svolgendo con regolarità attività fisica, garantendo una corretta idratazione al nostro corpo, svolgere una dieta che contenga cibi ad alto contenuto proteico (come ad esempio la carne rossa).

Perché è richiesto l’esame

L’esame può essere richiesto nella diagnosi e nel trattamento dell’insufficienza renale, per il monitoraggio della terapia della gotta, o per il monitoraggio dei pazienti che sono trattati con farmaci citotossici. È inoltre utile in una serie di altri disturbi come la psoriasi, la malnutrizione, il deperimento. Per effettuare l’esame non è generalmente richiesta alcuna preparazione, anche se alcuni lavoratori indicano come preferibile il prelievo a digiuno.

Per quanto concerne i principali elementi che possono condizionare i risultati dell’esame, si ricorda come il consumo regolare di alcolici sia uno di quelli in grado di incrementare le soglie riscontrate. Inoltre, l’assunzione di molti farmaci può aumentare o può diminuire il livello di acido urico: a basse dosi, ad esempio, l’aspirina può aumentarne le concentrazioni nel sangue, mentre a dosi elevati può ridurla in modo significativo.

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