Vaccino antitetanica, scopriamo come e quando bisogna farlo

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In Italia il vaccino antitetanica è obbligatorio per tutti i neonati. Il ciclo di vaccinazioni ha inizio già nel corso del terzo mese di vita, con la somministrazione di tre dosi che sono state pianificate nel corso del tempo del tempo, per poi comunque eseguire anche altri richiami. Il vaccino per l’antitetanica si caratterizza per essere realizzato con una serie di tossine che subiscono un processo di inattivazione mediante dei procedimenti chimici. Stiamo facendo riferimento ad una serie di sostanze che hanno la capacità di andare a stimolare la diffusione di anticorpi, ma che non comportano l’insorgenza di alcun tipo di malattie.

Perché bisogna fare il vaccino antitetanica

Questo tipo di vaccinazione deve essere eseguito essenzialmente con uno scopo di protezione nei confronti del tetano, ovvero una patologia che va a colpire i muscoli così come i nervi che si trovano all’interno del corpo umano. Si tratta di una malattia davvero molto grave che solitamente viene provocato nel momento in cui una ferita sulla pelle subisce una contaminazione ad opera di un batterio che si trova in terra, ovvero il Clostridium tetani. Si tratta di un elemento che, dopo essersi introdotto all’interno dell’organismo, è in grado di creare e diffondere una neurotossina, che prende il nome di tetanospasmina, che ha la capacità di causare degli spasmi a livello muscolare. Questa tossina può essere rilasciata praticamente a tutto il corpo mediante la circolazione del sangue e anche tramite la struttura linfatica, andando a ostruire direttamente l’azione dei nervi, provocando questo tipo di spasmi. Nel caso in cui non venga sottoposto ad una terapia adeguata, il tetano può portare alla morta. Infatti, questa patologia è in grado di causare un collasso a livello cardio-respiratorio, dopo aver provocato la contrazione con paralisi dell’intero apparato muscolare, impedendo al soggetto di respirare.

Quando bisogna fare il vaccino antitetanica e quanto dura

Il primo dosaggio di questa vaccinazione deve essere somministrato, in maniera obbligatoria, quando il neonato arriva al terzo mese, mentre il secondo dosaggio deve essere somministrato durante il quinto mese e, infine, il terzo deve essere eseguito durante il dodicesimo mese di vita. Successivamente, deve essere somministrato al neonato anche un richiamo, circa dopo 4-5 anni, di solito prima che il bambino cominci la scuola primaria. Successivamente, i richiami devono essere eseguiti con cadenza decennale. Questo vaccino rappresenta il sistema dotato di maggior efficacia per la prevenzione nei confronti del tetano, dato che proteggere l’organismo completamente nei confronti di tale patologia. L’efficacia di questa vaccinazione si prolunga nel tempo e i vari richiami che vengono eseguiti costantemente consentono di mantenere alto il livello di protezione rispetto al tetano. Si tratta di un mezzo di prevenzione che ha dato risultati assolutamente importanti per quanto riguarda la lotta contro il tetano, soprattutto nel momento in cui ci sia in programma un viaggio in alcune nazioni che sono decisamente a rischio, come ad esempio in Cina, India, Africa e Medio Oriente.

Quali sono le principali controindicazioni

Questo tipo di vaccinazione non deve essere assolutamente somministrato a tutte quelle persone che soffrono di un’allergia nei confronti di una delle sostanze presenti al suo interno oppure che hanno manifestato delle reazioni di natura allergica nel corso di un richiamo o di una precedente somministrazione. Nel caso in cui il soggetto soffra di una patologia infettiva, in modo particolare nel caso in cui il paziente abbia anche febbre, bisogna aspettare prima di effettuare il vaccino, fino al momento in cui non ci sia una guarigione totale. Chiaramente è necessario prestare la massima attenzione per la vaccinazione di tutte quelle persone che soffrono spesso di convulsioni, oppure che stanno seguendo un trattamento a base di farmaci anticoagulanti oppure che hanno contratto patologie autoimmuni.

Quali sono i principali effetti collaterali

Il vaccino dell’antitetanica può provocare lo sviluppo di alcuni effetti collaterali, come ad esempio rossore oppure dolore nel caso esattamente nella zona in cui viene effettuata l’iniezione. Di solito questa tipologia di disturbi potrebbe insorgere nel giro di 48 ore da quando è stata eseguita la puntura e non durano più di 2-3 giorni. Sono molto meno frequenti, invece, altri sintomi come ad esempio la febbre, oppure manifestazioni cliniche simili a quelle legate all’influenza o malesseri non specifici e non particolarmente gravi.

Quando bisogna fare attenzione prima di vaccinarsi

Chi soffre di una patologia infettiva mediamente grave, soprattutto nel caso in cui abbia la febbre, è meglio che non effettui il vaccino fino a quando non è del tutto guarito. Nel caso in cui il paziente abbia semplicemente un raffreddore oppure altri disturbi infettivi che hanno colpito le vie aeree, di norma non ci sono controindicazioni all’esecuzione del vaccino antitetanica. Esattamente come tale vaccinazione si può effettuare anche nel corso della gravidanza, così come durante la fase di allattamento. Anche la condizione di sieropositività non è una controindicazione per la somministrazione di tale vaccino.