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Vaccino epatite B, per prevenire un pericoloso virus da 600mila morti l’anno

Il vaccino delle epatite B è un medicinale sterile che viene iniettato nel circolo sanguigno e che contiene particelle dell’antigene di superficie del virus epatite B.

Vaccino epatite B

Quando si parla di vaccino epatite B, si vuole indicare un farmaco che si somministra tramite puntura nel circolo sanguigno, e che contiene l’antigene del virus epatite B. Tale vaccino è molto efficace per la prevenzione dell’infezione da HBV e di tutte le sue conseguenze croniche. Grazie alla ricerca, è stato possibile stimare che ogni anno, purtroppo, muoiono 600.000 persone a causa di questa malattia.

Vaccino epatite B: sviluppo ed indicazioni

Agli inizi degli anni 80, si svilupparono i primi vaccini dell’epatite B, partendo dal plasma dei soggetti portatori sani di tale infezione. Il vaccino inizialmente era trattato con pepsina, urea e formolo, in maniera tale da poter attivare tutti i virus presenti, e successivamente purificato tramite ultracentrifugazione e fatto adsorbire mediante alluminio idrossido. La prima preparazione inoltre, conteneva tiomersale che serviva da conservante del prodotto. Negli anni 90 invece, il vaccino delle epatite B, si ottenne a partire da HbsAg, realizzato in cellule di lievito Saccharomices Cerevisiae, utilizzando la tecnica del DNA ricombinante, perciò senza alcuna cellula virale al suo interno. Attualmente, il vaccino per le epatite B nel nostro paese, non contiene Tiomersale, ma conferisce nel soggetto, una immunità attiva contro le infezioni da epatite B, inducendo a sua volta la produzione di anticorpi specifici contro l’antigene di superficie dell’epatite B. Nel 95% delle persone immunocompetenti che hanno ricevuto il primo dosaggio, è possibile riscontrare la conversione, ed ancora oggi, la durata dell’immunità del vaccino è oggetto di discussione da parte degli studiosi. Nel 1992 l’OMS ha ufficialmente imposto la vaccinazione per le epatite B in tutti i programmi nazionali di immunizzazione, e nel 2004, gran parte dei paesi europei, ha introdotto tale vaccino nei propri calendari. Dal 1991, in Italia la vaccinazione contro le epatite B è diventata obbligatoria, sia per i neonati, che per i bambini al di sotto dei 12 anni di età, ed inoltre, è consigliata a tutte quelle persone che sono a rischio di contagio, come ad esempio il personale paramedico e medico, i tecnici di laboratorio e tutti coloro che possono avere in qualche modo un contatto diretto con pazienti affetti e con i loro fluidi corporei. Attualmente la ricerca sta sperimentato dei vaccino contro le epatite B che hanno proprietà immunogene più elevate, in maniera tale da poter avere risposte complete in pazienti immunocompromessi.

Vaccino epatite B

Vaccino epatite B: somministrazione

Il protocollo di base per quanto riguarda la posologia del vaccino contro le epatite B, prevede somministrazione di tre dosi di vaccino, con il secondo e terzo dosaggio da iniettare a distanza di un mese o di sei mesi dalla prima dose. Il medicinale viene iniettato nel paziente tramite via intramuscolare ed i siti preferenziali sono il deltoide nelle persone adulte, mentre nei bambini la porzione anterolaterale. Il primo dosaggio nei bambini con età inferiore ai 10 anni, deve essere pari a 10 ug, mentre nel bambini con età superiore ai 10 e nelle persone anni, è di 20ug.

Vaccino epatite B

Nelle persone che tendono a viaggiare in paesi endemici, per fare in modo che il vaccino instauri una immunità veloce, viene somministrato loro il farmaco ricombinante, anticipando di 4 mesi la somministrazione della terza dose e ripetendo dopo un anno la somministrazione di richiamo. Nei soggetti a rischio, come ad esempio nei neonati, si raccomanda la somministrazione di immunità passiva ed attiva mediante l’introduzione in concomitanza di immunoglobulina e vaccino contro le epatite B. IL primo dosaggio deve essere iniettato entro le prime 24 ore dalla nascita, contemporaneamente con una dose singola di 200 unità di immunoglobulina dell’epatite B, cambiando il sito di iniezione.

Vaccino epatite B

Vaccino epatite B: risposta immunitaria

La risposta immunitaria al vaccino contro le epatite B, di differenzia da paziente a paziente, in base anche ai fattori ed alle caratteristiche di ogni singola persona. Negli anziani ad esempio, la risposta immunitaria è ridotta, così come nelle persone che fumano, nei soggetti maschi, negli alcolisti cronici, nei malati di HIV e nelle persone che sono emodializzati, per questo, in tali pazienti, il dosaggio è più elevato. Anche i fattori genetici possono influenzare la risposta immunitaria da parte dell’organismo, ed inoltre anche il sito di iniezione, infatti la risposta risulta essere maggiore, se l’iniezione del vaccino contro le epatite B, viene effettuata nel deltoide piuttosto che nei glutei. Il farmaco deve essere conservato in una temperatura compresa tra i 2 e gli 8 gradi, facendo attenzione che questo non si congeli.

Vaccino epatite B