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Varicocele pelvico: che cos’è, sintomi, cause e cura

l varicocele pelvico è sostanzialmente una dilatazione venosa a livello pelvico dato dal ristagno sanguigno nei vasi.

Il varicocele pelvico è sostanzialmente una dilatazione venosa a livello pelvico dato dal ristagno sanguigno nei vasi. La condizione determina dolore e una serie di problematiche che portano il paziente a una visita di approfondimento. La cura del problema è possibile, anche se non è raro si arrivi ad un vero e proprio intervento chirurgico.

Che cos’è il varicocele pelvico

Per varicocele pelvico si intende una dilatazione patologica a livello dei vasi venosi della zona pelvica, dovuta ad un ristagno di sangue. Nello specifico di solito si tratta delle vene ovariche e delle iliache interne. L’incidenza di solito è maggiore nelle donne, in maniera quasi esclusiva, questo perché la anatomia delle pelvi femminili è più soggetta al problema. Sono molto rari gli uomini soggetti a questa patologia.

I sintomi caratteristici del varicocele sono dolore, pesantezza agli arti inferiori, incontinenza da stress, problemi nelle attività sessuali, intestino irritabile. Si può anche parlare da sindrome da congestione pelvica per indicare l’insieme di tutti questi sintomi. Un semplice esame alla zona non è sufficiente per evidenziare il problema, quindi la diagnosi non è sempre semplice. Servono infatti esami strumentali, come una ecografia, una venografia, una risonanza. In non rari casi si può arrivare al trattamento chirurgico, indispensabile dal momento che le cure non danno sempre risultati efficaci.

L’ingrossamento venoso ricorda le cosiddette vene varicose, quindi molte volte c’è il dubbio che si tratti di quel problema. Questa somiglianza non è affatto casuale, infatti il meccanismo è pressoché lo stesso, anche se il fenomeno non è esattamente la stessa cosa.

Cause

Il varicocele pelvico è il ristagno di sangue nei vasi pelvici. Questo può avere essenzialmente due  cause possibili. L’una, tra l’altro, non esclude l’altra. La prima causa è un malfunzionamento del sistema delle valvole che si trova nella parete interna venosa. In un soggetto normale, il sistema spinge il sangue a viaggiare in una determinata e unica direzione, ovvero verso il cuore. In presenza di varicocele, il cattivo funzionamento del sistema, permette al fluido di tornare indietro. Questo determina un cambiamento nell’anatomia dei vasi venosi, la dilatazione, e la possibilità che si generi un ristagno.

In alternativa, un’altra causa, può essere l’ostruzione delle vene. Il flusso sanguigno praticamente viene bloccato nel suo scorrere verso il cuore. Questo determina un ristagno nei distretti pelvici, che fa dilatare le vene. Un esempio classico di questo genere di ostruzione è il feto nell’utero, che ingrandendosi spinge sui vasi venosi circostanti.

Incidenza: chi colpisce

Varicocele pelvico in gravidanza

Il varicocele colpisce principalmente le donne fertili e quelle in gravidanza, mentre è raro interessi quelle in pubertà e in menopausa. Questa maggiore incidenza sarebbe dovuta ad una maggiore presenza di estrogeni che circolano nelle donne fertili e in quelle in gestazione. Questi ormoni, insieme al progesterone, sono elementi che favoriscono la vasodilatazione. Questa, nelle vene con un problema alle valvole o ostruttivo, può determinare un problema di ristagno nel sangue.

In sostanza: più estrogeni, più possibilità di avere un varicocele pelvico. In molti casi si è evidenziata una correlazione fra il varicocele pelvico e la sindrome dell’ovaio policistico. Nello specifico, le cisti diventano l’ostruzione che determina il ristagno. La percentuale di donne affette dal problema del varicocele è fra 15% e 40%. La variazione è ampia perché si è stimato che la condizione è sottodiagnosticata, perché i sintomi non sono significativi apparentemente.

Vene più coinvolte

Il varicocele pelvico nei soggetti di sesso femminile colpisce perlopiù 4 tipi di vene:

  • quelle ovariche, destra e sinistra: che raccolgono il sangue confluito nelle ovaie. La sinistra arriva alla vena renale, unita poi alla vena cava inferiore; mentre la destra si immette direttamente in quest’ultima.
  • le vene iliache interne, sempre destra e sinistra: i vasi venosi che raccolgono il fluido sanguigno giunto dai distretti pelvici e che confluiscono nelle vene iliache comuni.

Sintomi e complicanze

Questo tipo di patologia determina una serie di sintomi dal momento che le vene dilatate comprimono altri organi della zona. Di solito si tratta della vescica, dell’intestino e la vagina. La sintomatologia di solito che interessa chi ha il problema è la seguente:

  • Fastidio nel basso addome e nella zona pelvica: stando in piedi questi sintomi aumentano, mentre migliorano da distesi. Il dolore è prolungato e peggiora sotto sforzo.
  • Sensazione di pesantezza e gonfiore alle gambe;
  • Incontinenza;
  • Intestino irritabile e sintomi correlati;
  • Dispareunia: malessere e dolore durante i rapporti sessuali.

Varicocele pelvico in gravidanza

Come abbiamo visto, la gravidanza è un fattore di rischio per quanto riguarda il varicocele. Innanzitutto per l’alta percentuale ormonale, che favorisce la dilatazione venosa e in secondo luogo per il feto, che a volte preme sui vasi costituendo una ostruzione. In alcuni casi si tratta di un problema già presente e che viene scoperto grazie agli esami fatti per la gravidanza. In molti casi è sufficiente la giusta terapia e il problema si risolve. Se il problema è la pressione data dal feto, non si potrà che attendere il parto per la risoluzione del problema.

Diagnosi

L’iter diagnosico prevede un esame pelvico, una ecografia della zona vaginale, una risonanza magnetica, una TAC e, in alcuni casi, una venografia.