Versamento pleurico: un pericolo per il sistema respiratorio

Una patologia che colpisce l’apparato respiratorio, con conseguenze per la salute anche gravi, è il versamento pleurico, ossia un accumulo di liquidi che causa difficoltà respiratorie anche gravi.

Versamento pleurico

In questa sede ci occuperemo perciò di analizzarne i sintomi, di conoscerne le cause e le varie tipologie di cure.

Come abbiamo già avuto modo di introdurre, un versamento pleurico si caratterizza per un accumulo di liquido all’interno della pleura, la membrana che riveste ciascuno dei nostri polmoni, a causa del quale il paziente avverte difficoltà a respirare e dolore al torace.

Quali sono i sintomi più evidenti?

Il sintomo che caratterizza principalmente un versamento pleurico è la difficoltà a respirare. Tale insufficienza nasce da una serie di meccanismi che coinvolgono diversi organi, tra cui il diaframma, il mediastino e ovviamente i polmoni stessi, compressi oltremodo dalla pressione del liquido.

Tra le altre sintomatologie riscontrabili in pazienti affetti da versamento pleurico sono:

  • Dolore al torace all’atto di respirare;
  • Tosse secca.

Oltre a questi sintomi, vi sono poi alcune patologie che portano come conseguenza il versamento di liquido nella pleura.

Quando il versamento pleurico non viene diagnosticato in tempo, vi possono essere danni permanenti all’apparato respiratorio; inoltre il liquido pleurico, una volta divenuto infetto, può trasformare il versamento in un ascesso, arrivando così ad un pneumotorace, una patologia ancor più grave a livello polmonare.

Cause

Un versamento pleurico può essere in genere causato dalle seguenti patologie:

  • tumori;
  • infezioni virali e aggressioni esterne patogene;
  • insufficienze cardiache;
  • cirrosi epatica;
  • embolie polmonari;
  • nefrosi.

Approfondimento sulle principali cause

Il versamento pleurico si può considerare come una spia d’allarme di un’infezione in corso che sta colpendo la pleura, il polmone piuttosto che delle lesioni extrapolmonari. Questo disturbo patologico si ritrova nella gran parte delle forme di pleurite, ovvero di infiammazioni della pleura. In alcuni casi un versamento pleurico maligno può essere una diretta conseguenza di diversi tumori. Negli Stati Uniti, ad esempio, l’incidenza media annuale è pari a 150 mila pazienti. Nelle principali statistiche mediche si può notare come il versamento pleurico insorge nel 7-15% dei malati che sono stati colpiti da un tumore primitivo del polmone. Non solo, visto che tale condizione patologia si può riscontrare anche tra le complicanze del cancro alla mammella, il linfoma e le neoplasie toraciche. Il versamento pleurico viene individuato, in associazione spesso all’ascesso polmonare e all’empiema, in tantissime malattie cliniche possono portare alla morte. Il versamento pleurico può essere notevolmente legato anche a delle infezioni che vengono provocate da virus. Nello specifico si tratta di Herpes zoster, Paramyxovirus, Orthomyxovirus e Morbillivirus. Si tratta complessivamente di virus influenzali e parainfluenzali.

Come si sviluppa

Il versamento pleurico può insorgere anche per via di un incremento eccessivo della pressione idrostatica e della permeabilità dei capillari. Non solo, visto che tale situazione può derivare anche da una diminuzione della pressione oncotica del sangue. In altri casi può derivare dall’abbassamento della pressione all’interno dello spazio pleurico oppure per via di una notevole inefficienza del drenaggio linfatico. Tra le principali conseguenze dei versamenti ascitici, ovvero la raccolta di liquido all’interno della cavità peritoneale, tale versamento può essere legato anche al movimento del liquido a partire dal peritoneo.

Diagnosi per il versamento pleurico

Per diagnosticare in modo efficace un versamento pleurico si procede con le seguenti tipologie di strumenti:

  • Radiografie;
  • TAC al torace, al fine di individuare il punto in cui effettuare il drenaggio del liquido pleurico;
  • Analisi del liquido pleurico mediante prelievo con ago inserito nella pleura, per capire la natura del versamento e procedere con la terapia più efficace. Tale analisi viene definita toracentesi, e si effettua in anestesia locale poiché è abbastanza doloroso;
  • Drenaggio pleurico, in alternativa alla toracentesi, utilizzato sia per la diagnosi che per la riduzione del versamento stesso.
  • Biopsia polmonare;
  • Ecografie, nel caso i versamenti siano di lieve entità.
  • Spirometria, ossia l’analisi della capacità respiratoria, la quale serve per valutare l’eventuale compromissione della funzionalità respiratoria a causa del liquido pleurico

Approfondimento della diagnosi

Il versamento pleurico è una patologia che va descritta sia nel suo aspetto medico, che nel dolore che manifesta nei pazienti colpiti.

1. Empiema: liquido putrido derivante da infezione batterica sostenuta da anaerobi con alte probabilità di manifestazione

2. Chilorotace: liquido del versamento pleurico con presenza di sangue, che viene misurato attraverso l’ematocrito. Se il valore di questo è superiore al 50% rispetto al sangue periferico, ci troviamo di fronte a emotorace, che richiede il drenaggio tempestivo.

3. Cirrosiacistica: fluido sieroso presente all’interno del cavo pleurico che può determinare una patologia che prende il nome di idrotorace.

Quando ci troviamo di fronte ad un versamento pleurico vero e proprio, la quantità di liquido accumulato nella cavità pleurica deve raggiungere i 300-500 ml. I test diagnostici più utilizzati in campo medico per accertare la presenza del versamento pleurico sono:

1. Tac del torace: metodo utile per identificare le cause scatenanti della patologia. Tale esame diagnostico è utilizzato anche come guida per posizionare nella maniera corretta il catetere nella cavità pleurica.

2. Radiografia al torace

3. Toracentesi: tale esame prevede l’analisi al microscopio di un campione di liquido pleurico prelevato con l’impiego di un ago inserito nella cavità pleurica. Questo esame si effettua tramite anestesia locale, e permette ai medici di distinguere un versamento pleurico essudativo, da un versamento pleurico trasudativo.

4. Ecografia: con questo esame si è in grado di visualizzare e localizzare la presenza di microversamenti pleuricied eventualmente utile come guida per le manovre di toracentesi.

5. Biopsia giudata da TC: esame utilizzato in casi di comparsa di lesioni ancora non identificati

6. Videotoracoscopia

7. Spirometria: questa indagine diagnostica molto utilizzata, serve a visualizzare tutte le funzionalità respiratorie, in particolar modo per analizzare eventuali ripercussioni funzionali di un versamento pleurico.

Terapie per la cura del versamento pleurico

Una volta diagnosticato il versamento pleurico, si procede immediatamente alla rimozione della maggior quantità possibile di liquido, in modo tale da alleggerire il polmone e da ripristinare la respirazione corretta nel paziente.

Una volta fatto questo si cercherà di effettuare ulteriori analisi sul liquido per valutare danni ulteriori e per prevenire la comparsa di nuovi versamenti.

Le terapie d’intervento dipendono soprattutto dalla tipologia e dalla quantità di liquido che si è accumulato nella cavità polmonare.

Sulla base di queste premesse, andiamo a capire nel concreto come si andrà ad intervenire.

La rimozione del liquido polmonare mediante toracentesi viene consigliata dai medici solo nel caso il versamento pleurico sia di grave entità, e qualora subentri l’ipossia, ossia la mancanza d’ossigeno, oltre che un dolore forte e persistente.

In alternativa, o comunque nel caso di versamenti di entità inferiore, si procederà con l’innesto di un catetere per il drenaggio polmonare, il quale solitamente viene installato dopo aver localizzato mediante diagnosi per immagini il punto di maggior accumulo del liquido all’interno della cavità pleurica.

Nei casi di lieve entità si consiglia di procedere con una cura che riguarda soltanto i sintomi del versamento, in quanto spesso vi è un riassorbimento naturale del liquido pleurico da parte dell’organismo stesso.

In questa casistica specifica si procederà quindi da un lato con la somministrazione di ossigeno, al fine di ripristinare nel paziente una respirazione ottimale; dall’altro il medico prescriverà farmaci diuretici per lo smaltimento naturale dei liquidi corporei in eccesso mediante minzione.

Qualora invece il versamento pleurico fosse causato da attacchi esterni di batteri, virus e agenti patogeni, il medico curante procederà con la prescrizione di farmaci antibiotici ad ampio spettro. nel caso invece che il batterio fosse molto specifico, al paziente sarà prescritta una terapia antibiotica mirata alla sua specifica eliminazione dall’organismo.

Solitamente in questa tipologia di casi, una volta che si sarà eliminato l’agente patogeno si avrà di conseguenza anche la guarigione del paziente dal versamento pleurico.

I farmaci utilizzati per il trattamento del versamento pleurico

La cura farmacologica ha come obiettivo principale quello di combattere la dispnea e le ulteriori difficoltà a livello respiratorio che sono causate dal deposito di liquido. Per poter raggiungere questo scopo, è molto importante eliminare dalla cavità la componente in eccesso di fluido pleurico. Al tempo stesso è fondamentale che venga trattata la causa primaria che ha provocato anche il medesimo versamento. Nei casi di maggiore lievità, il medico può optare per una terapia di tipo sintomatico. In queste situazioni i pazienti vengono sottoposti ad ossigenoterapia e cure che si fondano su farmaci diuretici. Quando il versamento pleurico viene causato da infezioni batteriche, allora serve anche la somministrazione di antibiotici a largo spettro. Questi ultimi sono utili quando è stato rilevato l’agente infettivo. Gli antibiotici specifici, invece, sono utili nel caso in cui sia stato individuato il batterio agente. Nelle situazioni di maggiori gravità si predilige il ricorso all’impiego del metodo della toracentesi.

L’impiego dei diuretici

I diuretici possono essere utilizzati per la cura del versamento pleurico, in maniera tale da abbassare un volume eccessivo del volume di fluido pericardico che si è depositato. Tra i vari principi attivi che possono essere utilizzati troviamo sicuramente la furosemide, ovvero Lasix e Lasix fiale. Si tratta di un principio attivo che è stato messo a disposizione sia per l’uso parentale, ma anche per la somministrazione orale. Nel momento in cui viene somministrata per via orale, il dosaggio di furosemide di solito usata è compresa tra 25 e 50 mg al giorno. Nel momento in cui, al contrario, la furosemide viene usata per via endovenosa, allora il dosaggio di furosemide che vinee utilizzato è pari a 20 mg al giorno. In ogni caso, spetterà al medico la valutazione del dosaggio corretto di principio attivo che deve essere somministrato al paziente.

L’uso degli antibiotici

Gli antibiotici possono essere usati per la cura del versamento quando viene causato da delle infezioni batteriche. Quando si riesce a rilevare il battere che ha causato l’infezione, allora toccherà al medico prescrivere un trattamento antibiotico che ha lo scopo di debellare il medesimo battere. Quando non viene rilevato il microorganismo che ha scatenato l’infezione, il medico può consigliare l’uso di antibiotici ad ampio spettro d’azione. Si tratta, ad esempio, dell’amoxicillina. Quindi, possono essere usati Zimox, Clavulin, Velamox, Amox ed Augmentin.

La classificazione del versamento pleurico

È importante mettere in evidenza quali siano i due più importanti tipi di versamento pleurico, ovvero quello essudato e trasudato. All’interno dello spazio pleurico c’è la possibilità che si depositino anche sangue, chilo o pus. Il versamento pleurico di tipo trasudativo insorge nel momento in cui si rompono le forze idrostatiche ed oncotiche che svolgono la loro attività mediante le membrane pleuriche e capillari. Nel caso di trasudato, le pleure rimangono del tutto sane. Questa forma può essere strettamente legata a cirrosi, insufficienza ventricolare sinistra, ipoalbuminemia, embolia polmonare, ipotiroidismo, stenosi mitralica e dialisi peritoneale.

La forma essudativa

Il versamento pleurico della tipologia essudativa rappresenta l’espressione più tradizionale di un processo infettivo e infiammatorio. L’essudato si sviluppa nel caso in cui ci sia una più alta permeabilità della superficie pleurica, così come di quella dei capillari. Questa forma di versamento pleurico può essere una conseguenza anche di altri disturbi. Ad esempio, nel caso di polmonite, cancro al polmone e cancro al seno, pancreatite, artrite reumatoide, esposizione all’amianto, ma anche infezioni fungine.

Approfondimenti e credit

Revisione scientifica a cura della Dr.ssa Roberta Gammella. Laureata in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II. E’ registrata all’Ordine Medici-Chirurghi e Odontoiatri di Napoli e Provincia