Vitamine prenatali possono ridurre il rischio di autismo nelle famiglie ad alto rischio

Le vitamine prenatali assunte nel primo mese di gravidanza possono ridurre il rischio di autismo nei fratelli di bambini affetti da tale disturbo.

Vitamine prenatali
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I ricercatori dell’Università della California hanno scoperto che le madri di bambini con disturbi dello spettro autistico (ASD) possono essere in grado di ridurre il rischio di autismo in ulteriori figli assumendo vitamine prenatali durante il loro primo mese di gravidanza.

L’autrice dello studio Rebecca Schmidt e i suoi colleghi ritengono che questo sia il primo studio a suggerire che l’uso materno di vitamine prenatali può ridurre la recidiva di ASD nei fratelli di bambini con ASD in famiglie ad alto rischio. Secondo l’Agenzia di sanità pubblica del Canada, circa uno su 66 bambini e adolescenti canadesi di età compresa tra i 5 e i 17 anni soffre di tali disturbi. Studi precedenti hanno dimostrato che i fratelli più piccoli di bambini con ASD hanno fino a 13 volte più probabilità di essere diagnosticati con questa patologia rispetto alla popolazione generale.

Per la ricerca attuale, Schmidt e il team hanno reclutato partecipanti dello studio Markers of Autism Risk in Babies, valutando 241 bambini i cui fratelli più grandi avevano tali disturbi.

Come riportato nella rivista JAMA Psychiatry, la prevalenza di ASD tra i bambini di madri che hanno assunto vitamine prenatali durante il primo mese di gravidanza è stata del 14,1%, rispetto ad una prevalenza del 32,7% tra i bambini le cui madri non hanno assunto le vitamine durante quel periodo.

Schmidt afferma che vi è comunque ancora bisogno di scoprire come le vitamine prenatali possono effettivamente ridurre il rischio di ASD, ma che è già noto che le vitamine come l’acido folico siano essenziali per lo sviluppo del cervello e molte delle vie che possono influenzare il rischio di autismo. “Si raccomanda dunque già che le mamme prendano vitamine prenatali, o integratori di acido folico, a partire da prima della gravidanza per catturare questa finestra di sviluppo precoce,” dice afferma la docente di pediatria Lonnie Zwaigenbaum, professoressa dell’Università di Alberta, che ha sottolineato come i risultati siano “notevoli”.

Schmidt e colleghi affermano che ora sono necessarie ulteriori ricerche per confermare e analizzare i risultati al fine di informare le raccomandazioni di salute pubblica per la prevenzione dell’ASD nelle famiglie colpite da tali disturbi.

Fonte

Schmidt, R., J., et al. 2019. Association of Maternal Prenatal Vitamin Use With Risk for Autism Spectrum Disorder Recurrence in Young Siblings. Jama Psychiatry.

Revisione scientifica a cura della Dr.ssa Roberta Gammella. Laureata in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II. E’ registrata all’Ordine Medici-Chirurghi e Odontoiatri di Napoli e Provincia