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Xeristar: contro la depressione ed i disturbi d’ansia

Xeristar è un medicinale ad azione antidepressiva fondamentalmente; contiene un principio attivo dal nome di “duloxetina” che incrementa il livello della noradrenalina e della serotonina all’interno del sistema nervoso e aiuta a combattere non solo gli stati depressivi, ma anche quei particolari disturbi d’ansia come le sensazioni croniche di nervosismo, paura o, appunto ansia,  ed è anche utile per il trattamento dei dolori neuropatici dovuti al diabete, che sovente vengono descritti come brucianti, taglienti, pungenti, lancinanti, opprimenti o anche come delle scosse elettriche. Nelle aree interessate da questi dolori neuropatici si può andare incontro anche alla perdita di sensibilità o, al contrario a delle situazioni per le quali il semplice contatto o anche la pressione, il freddo od il caldo possono far insorgere del dolore.

L’efficacia di Xeristar per i pazienti affetti da depressione o da disturbi d’ansia inizia a circa un paio di settimane dall’inizio della terapia, però potrebbero essere necessarie anche altre due settimane prima che la sensazione di sentirsi meglio sia propriamente avvertibile. Naturalmente è consigliabile rivolgersi al proprio medico di fiducia se dopo un primo periodo di circa quattro settimane ancora non si ravvisino gli elementi di un miglioramento apprezzabile. Il medico potrebbe decidere di continuare la terapia anche a miglioramenti accertati, per la prevenzione di eventuali ricadute di depressione o di disturbi d’ansia.

Appena più lunghi possono essere i tempi per avvertire i primi miglioramenti se utilizziamo lo Xeristar per curare i dolori neuropatici diabetici, per esempio qualcosa più di due settimane. Aumenta anche il tempo da attendere prima di contattare il medico in assenza di miglioramenti che, per questi dolori neuropatici diabetici ammonta a circa due mesi.

Lo Xeristar ha controindicazioni?

Certo, come tutti i medicinali anche lo Xeristar ha qualche controindicazione e, nel dettaglio, occorre evitarne l’assunzione se:

  1. Si è allergici alla duloxetina, il principio attivo di Xeristar, oppure a qualsiasi dei suoi eccipienti e/o componenti;
  2. Si soffra di patologie a carico del fegato;
  3. Si abbia una grave patologia a carico dei reni;
  4. Si stia assumendo (o si sia assunto nei precedenti quattordici giorni) un qualsiasi altro medicinale della famiglia degli inibitori della Monoamino Ossidasi (IMAO);
  5. Si stia assumendo un altro medicinale abitualmente utilizzato per la cura della depressione, e precisamente la fluvoxamina, oppure anche la ciprofloxacina o la enoxacina, utilizzate per il trattamento di talune infezioni;
  6. Si stia assumendo qualsiasi altro medicinale che contenga lo stesso principio attivo, la duloxetina.

Cosa occorre sapere prima di assumere Xeristar?

Esistono alcuni motivi per cui potrebbe essere controindicato assumere lo Xeristar, tra questi ricordiamo:

  1. Si stia assumendo un altro medicinale antidepressivo;
  2. Si stia assumendo l’Erba di San Giovanni (preparato a base di erbe medicinali);
  3. Si sia sofferenti di patologie renali;
  4. Si soffra di crisi convulsive;
  5. Si soffra (o si sia sofferto) di disturbi maniacali;
  6. Si soffra di disturbo bipolare;
  7. Si abbiano patologie oculari (ad esempio alcune tipologie di glaucoma);
  8. La propria anamnesi parli di alterazioni ai meccanismi coagulativi (si tenda a sviluppare lividure);
  9. Si sia persone a rischio di livelli molto bassi di sodio (si stia seguendo una terapia diuretica, ad esempio, e soprattutto se si è anziani);
  10. Si sia sotto trattamento con farmaci che potrebbero causare danni epatici;
  11. Si sia sotto terapia con altri farmaci che contengono il medesimo principio attivo (la duloxetina).

Lo Xeristar è un medicinale che può indurre sensazioni di irrequietezza o anche di scarsa capacità a rimanere fermi (seduti o immobili). Caso mai accada, è importante comunicarlo subito al proprio medico di fiducia.

Possibilità di peggioramento dello stato depressivo e dei disturbi d’ansia

Se si è in depressione o si soffre di gravi disturbi d’ansia, talvolta si può covare il pensiero di suicidarsi o, almeno, di procurarsi del dolore, di farsi del male. L’intensità di questi pensieri di autodistruzione può aumentare allorquando si inizi per la prima volta un trattamento di natura antidepressiva perché, soprattutto in caso di prima terapia, questi medicinali necessitano di tempi abbastanza lunghi prima di rivelare la loro efficacia; in media un paio di settimane, ma a volta anche molto di più. Questi pensieri potrebbero entrarvi in testa più facilmente se:

  1. Già in passato si sia stati preda di pensieri di suicidio o di autodistruzione;
  2. Si è “giovani adulti”: i dati emersi da delle ricerche di carattere clinico stanno a dimostrare che il rischio di atteggiamenti suicidari è maggiore negli individui adulti prima del compimento del venticinquesimo anno di età, affetti da qualche disturbo psichiatrico e sottoposti a trattamenti antidepressivi.

Stante tutto quanto sopra, è evidente che in qualsiasi momento vi venga un pensiero di carattere suicidario o anche autolesionista, è necessario che contattiate IMMEDIATAMENTE il vostro medico di fiducia o vi rechiate al più vicino posto di Pronto Soccorso.

Potrebbe ritornare utile, qualora si pensi di soffrire di depressione o di disturbi d’ansia, confrontarsi con amici e parenti confidando loro questo sospetto e facendo leggere loro il foglietto illustrativo dello Xeristar: la loro opinione sulla vostra presunta patologia, ansia o depressione che sia, se sia in fase di peggioramento, o se siano particolarmente evidenti delle alterazioni del vostro comportamento potrebbe essere molto utile per capire se è il caso o meno di rivolgersi immediatamente al medico o meno.

L’uso di Xeristar nei bambini ed adolescenti

Normalmente lo Xeristar non dovrebbe essere somministrato ai bambini ed agli adolescenti: la sua somministrazione dovrebbe essere effettuata ad individui che non abbiano ancora compiuto il diciottesimo anno d’età.