Disbiosi intestinale: tutte le caratteristiche di un disturbo molto comune!

Che cosa è la disbiosi intestinale, quali sono le sue cause e quali le conseguenze di un comportamento alimentare irregolare protratto nel tempo.

La disbiosi è un termine che identifica genericamente una alterazione della flora batterica umana. Proprio per questo motivo al termine è generalmente accompagnato un aggettivo in grado di specificare in quale parte del corpo è presente il problema: nel nostro caso, giova ricordare che la disbiosi intestinale è certamente una delle più diffuse, tanto che oramai quando si parla – singolarmente – di disbiosi, si suole sottointendere proprio la disbiosi intestinale, ovvero l’alterazione della microflora batterica che popola l’intestino umano, e in particolar modo quello crasso.

Cause della disbiosi intestinale

La flora batterica è una sorta di “carta di identità” del nostro organismo, considerato che varia da soggetto a soggetto. Quel che non cambia è il fatto che, in un individuo in salute, l’eventuale disbiosi è da ricercarsi soprattutto in una non corretta alimentazione, con eccessi alimentari di zuccheri, di alcol o di carne, accompagnati magari dalla carenza di alimenti vegetali. Altre volte sono chiamati in causa come determinanti della disbiosi gli additivi alimentari e i residui ormonali o antiparassitari.

Altre possibili cause sono da ricercarsi in terapie antibiotiche, antiacide con inibitori della pompa protonica, abuso di lassativi, trattamenti ormonali, malattie epatiche, gastriche, pancreatiche, delle vie biliari, disordini di malassorbimento, patologie enteriche.

In relazione a quanto sopra, bisogna purtroppo notare come tra le cause elencate è sempre più importante l’eccessivo di utilizzo, spesso non giustificato, di antibiotici. Gli antibiotici con la loro azione potente possono infatti uccidere o ridurre l’azione dei batteri intestinali residenti. Pertanto, proprio in associazione a tali medicinali, i medici consigliano una contemporanea assunzione di fermenti lattici in grandi quantità.

Ricordiamo altresì che di fianco alle cause patologiche di disbiosi, esistono anche quelle “parafisiologiche”, tipiche dei bambini e causati da immaturità dell’immunità, turbe nella motilità intestinale, anomalie dell’acidità gastriche, e così via.

Sintomi della disbiosi intestinale

Passando ai suoi sintomi, la disbiosi intestinale è prevalentemente interessata da una serie di problemi e di fastidi a livello gastrointestinale. Tra i più comuni ricordiamo gonfiori, maldigestione, meteorismo, nausea, vomito, flatulenza, disturbi dell’alvo. Nella donna può inoltre essere responsabile di infezioni genitali come la candidosi. Possono inoltre insorgere altri disturbi come quelli del sonno.

Dieta per disbiosi intestinale

Trattandosi di un problema che probabilmente deriva soprattutto dalla scorretta alimentazione, una volta che viene effettuata la diagnosi di disbiosi, la principale misura terapeutica sarà la dieta, associata a terapie drenanti che facilitino la depurazione dell’organismo, ripristinando gli equilibri “smarriti”.

In particolar modo, la dieta per la disbiosi intestinale viene effettuata mediante l’assunzione di fermenti lattici (o bioterapici, o batteri lattici), particolari batteri che hanno la caratteristica principale di poter produrre grandi quantità di acido lattico (tra i più noti, lactobacillus, lactococcus, streptococcus, pediococcus).

Conseguenze della disbiosi

Non tutti sanno che l’alterazione della flora intestinale non conduce a conseguenze solo locali: nell’intestino infatti è largamente rappresentato l’intero sistema immunitario e, di conseguenza, il rischio che possano verificarsi situazioni spiacevoli per l’intero organismo o a distanza, sono piuttosto elevate. Tra le conseguenze più note ci sono ad esempio la colite, le poliposi, i diverticoli.

Inoltre, ricordiamo come le disbiosi possano svolgere un ruolo anche nel determinare alcune patologie di natura epatiche, e come l’alterazione della microflora batterica sia responsabile – insieme al contributo di altri fattori – anche in disturbi di natura reumatica, insufficienze venose agli arti inferiori, sindrome emorroidarie, aterosclerosi, ipertensione.

La disbiosi, infine, è anche in grado di influenzae la comparsa di intolleranze e di allergie di natura intestinale, favorite da un’aumentata penetrazione di macromolecole nell’intestino e a una insufficiente attività difensiva locale.

Se desiderate saperne di più, vi consigliamo naturalmente di parlarne con il vostro medico di riferimento, e affrontare in maniera specifica le vostre condizioni.