Fosfomicina, un antibiotico naturale contro le infezioni

Con il termine Fosfomicina, si vuole indicare un antibiotico naturale ad ampio spettro con carattere acido, realizzato a partire da alcune specie di Streptomyces Fradiae.

Fosfomicina

La Fosfomicina è una antibiotico naturale, che viene realizzato da diverse specie di Streptomyces Fridiae, ed attualmente la sua molecola si ottene attraverso la sintesi chimica. Negli anni, tale antibiotico ha sempre mantenuto il suo spettro di attività ed anche la percentuale dei ceppi batterici è rimasta stabile.

Fosfomicina: storia e chimica

A scoprire per la prima volta la Fosfomicina sono stati i ricercatori della Merck & Co insieme a della CEPA, ovvero la compagnia spagnola di Antibiotici e Penicilline. Nel 1966 la molecola venne isolata dalla coltura di Streptomyces Fradiae. I ricercatori notarono che tali batteri erano in grado di produrre una sostanza che causava Sferoplasti, da parte di popolazioni batteriche in accrescimento. Tale scoperta venne successivamente descritta nel 1969 e CEPA iniziò a produrre la Fosfomicina su scale industriale nel 1971.

Fosfomicina

La molecola ha una struttura semplice ed caratterizzata dalla sua spiccata popolarità. È composta da acido L-cis-1-2 epossipropilfosfonico. Quest’ultima, è un composizione importante per esplicare l’attività batterica ed è una sostanza analoga al fosfoenolpiruvato. Al microscopio si presenta proprio come il sale sodico, ovvero sotto forma di polvere sottile di colore bianco ed idrosolubile.

Fosfomicina: farmacodinamica

La Fosfomicina deriva dall’acido Fosfonico, ovvero una sostanza analoga al Fosfoenolpiruvato. Essa agisce attraverso l’inibizione della sintesi verso una delle strutture della parete cellulare dei procarioti. Determina nello specifico un blocco del metabolismo nella sintesi dell’acido n-acetil muramico, mediante l’inibizione dell’enzima UDP-N acetilglucosamina. Questo enzima, conosciuto anche come Mur, catalizza un importante passaggio metaboico nella biosintesi, un legame tra fosfoenolpiruvato ed il gruppo 3- idrossile. Tale porzione fornisce il link tra il peptide e la porzione glicata del peptidoglicano. La molecola dunque, viene utilizzata per inibire la sintesi dei precursori del pepetidoglocano, che forma la parete batterica. Una volta che la Fosfomicina entra in competizione con il PEP, si lega all’enzima UDP-NAG transferasi. Questa unione impedisce la formazione dell’acido N- acetilmuramico, importante per la formazione del peptidoglicano. Mediante l’alchilazione, la Fosfomicina inibisce MurA e lo spettro di azione, è costituito da batteri Gram-Positivi e Gram-Negativi. Sono inclusi a loro volta tutti i ceppi che producono penicillinasi e diversi germi che vengono tendenzialmente isolati con infezioni delle vie urinarie. La Fosfomicina entra nella cellula mediante il trasportatore di glucosio-6-fosfato, il fruttosio-6 -fosfato ed il glicerolfosfato.

Fosfomicina

Fosfomicina: farmacocinetica

Una volta disciolto in abbondante acqua, l’antibiotico Fosfomicina viene assorbito velocemente dal tratto gastrointestinale. L’assunzione di cibo, potrebbe comportare un ritardo e ridurre il picco ematico del medicinale e la concentrazione urinaria. La molecola ha una emivita di circa 3 ore ed è in dipendente dal dosaggio che il paziente ha somministrato. Nei malati con ridotta funzionalità renale, così come nelle persone anziane, questa è leggermente aumentata. La Fosfomicina non si lega con alcuna proteina plasmatica, e l’organismo la elimina nella sua forma naturale tramite via urinaria. Entro 2 o 4 ore, l’antibiotico raggiunge concentrazioni elevatissime nell’apparato urinario, e si mantengono per altre 36-48 ore.

Fosfomicina

Fosfomicina: impieghi

L’antibiotico Fosfomicina, viene impiegato principalmente per le infezioni delle vie urinarie, dove solitamente viene somministrato in una sola dose. Esso è molto utile anche per combattere le cistiti recidivanti ed anche per l’uretrite batterica aspecifica. Trova impiego anche nella cura della batteriuria asintomatica nelle donne in gravidanza, nelle infezioni urinarie secondarie e come profilassi prima di un intervento chirurgico.

Molti medici, prescrivono la somministrazione di Fosfomicina come primo antibiotico in attesa degli esami colturali dall’antibiogramma. Questo farmaco viene molto utilizzato in clinica in combinazione con Tobramicina, per trattare le infezioni polmonari.

Fosfomicina: effetti indesiderati

Tale prodotto farmaceutico è molto tollerato e non presenta un elevata incidenza di effetti indesiderati. Nonostante questo però, la resistenza batterica in corso della terapia è un fattore comune, che rende la Fosfomicina inadatta per la cura prolungata di infezioni importanti.

Fosfomicina

Il suo utilizzo nel tempo, ha visto il farmaco molto utile per le infezioni gastrointestinali. A causa del problema della resistenza verso moltissimi antibiotici, attualmente si è rinnovato l’interesse verso tale molecola. La Fosfomicina ha dimostrato con il tempo, di avere una azione sinergica, del tutto priva di antagonismo, verso moltissime altre sostanze. Tali sostanze sono: i glicopeptidi, il linezolid, il quinupristin, i betalattamici, gli aminoglicosidi, le ansamicine, i chinoloni ed i nitroimidazoli.

In presenza di eventuali reazioni indesiderate da parte di tale farmaco, queste tendono a risolversi nell’arco di un breve periodo, senza dover ricorrere ad ulteriori terapie. Gli effetti indesiderati che si manifestano con maggior frequenza sono: diarrea, nausea e pirosi. Con minore frequenza invece, nei soggetti che hanno dimostrato sensibilità agli antibiotici, può comparire rash cutaneo e reazioni allergiche. In questi casi, oltre alla sospensione tempestiva del farmaco, bisogna intervenire con una terapia antistaminica. In casi molto rari, si sono manifestati gravi reazioni allergiche come l’anafilassi.

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