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Salute e Benessere

Dieta chetogenica: consigliata per chi soffre di epilessia

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Redazione Inran

Per tenere sotto controllo l’epilessia è importante tenere d’occhio anche l’alimentazione, a tal proposito una dieta chetogenica può aiutare.

Dieta chetogenica (Pexels)

L’epilessia è un disordine del sistema nervoso centrale ormai molto diffuso. Per tenerlo sotto controllo è fondamentale uno stile di vita sano ed equilibrato. Per questo motivo è importante fare attenzione a ciò che l’organismo assimila.

Anche se non esiste, salvo casi specifici, una dieta espressamente pensata per le persone che convivono con questo problema, la dieta chetogenica è quella che meglio si presta agli epilettici, in particolare per i casi di epilessia che non rispondono ai farmaci.

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Questa dieta può aiutare per chi soffre di epilessia

Frutta (Pexels)

Ci sono molti alimenti che per il loro potenziale neuroprotettivo possono essere considerati importanti per il benessere dell’individuo. Per gli epilettici gli esperti consigliano i seguenti: pesce e carne, legumi, frutta e verdura.

Come abbiamo detto non esiste una dieta fatta “su misura” per chi soffre di epilessia, ma è anche vero che la dieta chetogenica è quella che si presta meglio per le condizioni in cui si trova chi è affetto da tale disturbo.
La Fondazione Umberto Veronesi afferma che i regimi alimentari più comuni sono costituiti da carboidrati (50%), grassi (30%) e proteine (20%), mentre la dieta chetogenica si basa sull’assunzione di un’alta percentuale di grassi (dal 60 e fino al 90%) a scapito di carboidrati e proteine. Questo regime alimentare induce una condizione metabolica nota come chetosi fisiologica. Tale condizione costringe l’organismo a utilizzare i grassi come fonte di energia, poiché gli zuccheri vengono ridotti a un livello troppo basso.
In genere la chetosi si raggiunge dopo un paio di giorni con una quantità giornaliera di carboidrati di circa 20-50 grammi, ma queste quantità possono variare a seconda dell’individuo.
Questa terapia ha preso piede negli anni ’60 per trattare i soggetti obesi ed è stata proposta di recente per i pazienti affetti da policistosi ovarica, diabete, acne ed epilessia resistente ai farmaci. A partire dal secolo scorso, infatti, si è iniziato a osservare che il digiuno ha un effetto “sedativo” nei confronti delle crisi epilettiche. Da qui è nata l’idea di proporre questa dieta come opzione terapeutica per gli epilettici.
In generale questo regime alimentare è ben tollerato dalla maggior parte dei pazienti. Tuttavia, come tutte le terapie, anche la dieta chetogenica può presentare alcuni effetti collaterali. Questi possono sopraggiungere poco tempo dopo l’inizio (nausea, vomito, diarrea, sonnolenza, inappetenza, ipoglicemia) oppure dopo alcuni mesi (stitichezza, calcolosi renale, acidosi, alterazione di alcuni parametri ematici).
(Serena Ponso)
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