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Categorie: Salute e Benessere

Afasia: tutte le caratteristiche del disturbo del linguaggio

Pubblicato da
Nadia Fusetti

Vediamo nel dettaglio che cos’è l’afasia, quali sono i sintomi, le cause che possono scatenarla, le malattie associate a questo disturbo del linguaggio.

Lettere (Pixabay)

In queste ultime ore tutto il mondo del cinema e tutti gli appassionati sono stati scossi dal ritiro dalle scene di Bruce Willis. Il famosissimo attore ha dichiarato, tramite la sua famiglia, che non potrà più continuare a recitare perchè soffre di afasia. Questo significa che il grande protagonista di Die Hard non è più in grado di comprendere e di parlare bene.

Infatti, per afasia si intende un disturbo del linguaggio. È un termine molto generico che indica comunque un deficit che impedisce alla persona che ne soffre di comprendere alcuni vocaboli, di esprimere i pensieri nel modo corretto perchè il linguaggio non corrisponde. Non è una condizione così rara ed è legata ad altre patologie.

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Cerchiamo di capirne di più vedendo maggiori informazioni a riguardo su cos’è, come si manifesta nella persona, quali sono le cause e se ci sono dei trattamenti da seguire per questa condizione specifica.

Afasia: tutti i dettagli

Alzheimer e le cause scatenanti (Adobe Stock)

Il termine “afasia” deriva dal greco e significa “mutismo”. Non è il significato esatto di questa condizione. Chi ne soffre, infatti, riesce a parlare, non è affatto muto, riesce a parlare e riesce ad articolare bene le parole. Purtroppo ciò che dice viene considerato privo di senso, non comprensibile dalle altre persone. In medicina viene usato questo termine quando si parla di disturbi del linguaggio.

Tuttavia, questa condizione è molto articolata e si associa a disturbi e a malattie del cervello. Un afasico non riesce a ripetere una parola, una frase, non riesce più a strutturare un concetto di senso compiuto, non riesce ad esprimersi e non riesce nemmeno a scrivere. Capite bene la scelta di Bruce Willis di fare un passo indietro e pensare solamente alla sua salute.

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Nonostante oggi se ne parli molto perchè un attore famoso è uscito allo scoperto dichiarando il suo problema, si tratta di un disturbo abbastanza frequente nel mondo. Soltanto in Italia vengono diagnosticati circa 20.000 casi ogni anno e il numero, in base alle statistiche, sta aumentando nel tempo.

Le cause

Spesso l’afasia sorge come conseguenza di eventi fisici traumatici o malattie del cervello. Una persona può diventare afasica quando è colpita da ictus, ad esempio. Se l’episodio ischemico colpisce la parte sinistra del cervello, o comunque l’emisfero dominante, va a colpire le strutture encefaliche adibite al linguaggio, ovvero all’elaborazione della parola.

L’ictus non è la sola causa. Anche il morbo di Alzheimer, la demenza in generale, portano la persona ad uno stato di afasia. In questi casi, ad essere colpite sono maggiormente le persone molto anziane. Ma non bisogna pensare che l’età sia determinante. Infatti, anche la sclerosi multipla, malattia che caratterizza purtroppo molti giovani, può provocare afasia. Così come può insorgere come conseguenza di un trauma cranico a qualsiasi età.

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A provocare questa disfunzione del linguaggio è una lesione vascolare. Significa che un’arteria cerebrale si è ostruita oppure si è rotta e questo causa una reazione a catena nel cervello. In alcuni casi, come un’ischemia transitoria, l’afasia può durare alcune ore o alcuni giorni e poi risolversi. In altri casi è permanente.

Le malattie associate

Non tutte le persone affette da questo disturbo del linguaggio hanno sintomi uguali. È molto importante basarsi sulla persona e fare un quadro unico e specifico della situazione. Chi ne è affetto sviluppa anche altre malattie perchè la lesione nel cervello si diffonde anche ad altre parti. Quindi, possono insorgere.

  • Emiplagia: paralisi di metà del corpo;
  • Amnesia: perdita di memoria (non permanente);
  • Aprassia: deficit della muscolatura (non si è in grado di svolgere attività banali come scrivere);
  • Disartria: non riuscire ad articolare le parole;
  • Attacchi epilettici;
  • Alterazione del movimento;
  • Emianopsia: danni alla vista.

 

Nadia Fusetti

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