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Categorie: Salute e Benessere

Botulino killer, una piccola dose può fare un disastro: gli effetti devastanti sulla salute

Pubblicato da
Andrea Cerasi

Il botulino è la sostanza più utilizzata nella medicina estetica, eppure basta sbagliare quantità per scatenare effetti devastanti per la salute.

Infiltrazione botulino per le rughe (Canva) – Inran.it

Ne bastano pochi grammi per paralizzare e portare alla morte milioni e milioni di persone, eppure, il botulino è la sostanza più impiegata in ambito medico. Il botulino, popolare perché sfruttato nella chirurgia estetica, contiene la tossina velenosa più potente conosciuta dall’uomo. Ma quali sono gli aspetti biochimici di questa sostanza killer? Che cos’è, esattamente, la tossina botulinica?

La pericolosità del botulino è attestata sin dalla fine del 1700, quando, in Germania, diverse persone di un villaggio morirono intossicate dopo il consumo di salsicce, in un fenomeno chiamato botulismo. Da qui il termine stesso “botulino”, derivato a sua volta dalla parola latina “botulus”, ovvero “salsiccia”. Il medico Justinus Kerner capì per primo, qualche anno dopo l’evento, che l’intossicazione che aveva causato la morte di decine di persone era da imputare a una sostanza contenuta nelle salsicce.

Il fenomeno del botulismo: gli effetti devastanti del botulino

Batterio tossico (Canva) – Inran.it

Decenni più tardi, nel 1895, il biologo belga Émile van Ermengem riuscì a identificare il microrganismo responsabile del botulismo, ossia della pericolosa intossicazione che, nel corso del tempo, aveva ucciso tante persone. Si tratta del batterio Clostridium botulinum, il quale, in assenza di ossigeno, può proliferare e rilasciare un veleno pericolosissimo, la tossina botulinica. Basta una quantità minuscola per uccidere un uomo.

La tossina agisce paralizzando i muscoli, tra cui i polmoni, non permettendo di respirare. Nel giro di pochi giorni, dunque, subentra la morte per asfissia. Ma come funziona questa tossina letale? La tossina crea un’interferenza tra cervello e neurotrasmettitori, impedendo la corretta comunicazione dal cervello stesso ai muscoli. In pratica, i muscoli non ricevono più l’impulso di muoversi e si paralizzano. La tossina botulinica blocca polmoni e diaframma, il muscolo principale della respirazione, uccidendo per asfissia.

La tossina uccide una persona nel giro di qualche giorno, in media trascorre una settimana, durante la quale si avvertono numerosi sintomi di malessere, dalla nausea all’offuscamento della vista. Intervenendo con un antidoto, si bloccherebbe l’avvelenamento, antidoto che, ovviamente, non esisteva nei tempi antichi. Anche se si tratta di un problema molto raro, accadono ancora oggi una ventina di casi di botulismo ogni anno, solo in Italia.

I casi di botulismo ancora oggi, come prevenire ogni problema

La maggior parte di questi, arriva dalle conserve fatte in casa, come marmellate o verdure in olio o in aceto, perché si lavora senza alcuna norma igienica. A livello industriale, invece, non ci sono pericoli, dato che le industrie devono seguire scrupolosi processi di sicurezza alimentare. Il Clostridium botulinum può proliferare soltanto in determinate condizioni ambientali. Quali?

Ad esempio, nel caso delle marmellate, se la concentrazione di zuccheri è inferiore al 50%, perciò prolifera in assenza di zucchero. Per le verdure in salamoia, quando la quantità di sale è inferiore al 10%. Per le conserve sottaceto, quando il pH non è abbastanza acido. L’aceto, il sale e lo zucchero, impediscono al batterio di proliferare. A questo punto, spiegata la pericolosità del botulino, occorre scoprire perché viene utilizzato così ampiamente in chirurgia estetica.

Proprio per via della paralisi che la tossina botulinica genera nel muscolo. Inizialmente, infatti, i medici lo impiegavano per curare lo strabismo, la spasticità, o le contrazioni muscolari involontarie. Nella medicina estetica, le infiltrazioni riducono le rughe, immobilizzando e distendendo la pelle. L’effetto, ovviamente, è temporaneo, e dura circa sei mesi. Si utilizzano dosi bassissime, per evitare danni permanenti, anche se ogni tanto possono insorgere effetti fastidiosi, come gonfiore, lividi e dolore.

Andrea Cerasi

Romano, laureato in Lettere all'Università La Sapienza di Roma, è autore di romanzi e saggi. Appassionato di ambiente e di sostenibilità, amante della natura e degli animali.