Se hai ancora un Pandoro a casa, allora dovresti controllare subito se è tra quelli richiamati dal Ministero della Salute.
Succede spesso: le feste finiscono ma i dolci no. Magari hai un Pandoro ancora chiuso, magari ne è avanzato mezzo e aspetta il momento giusto per essere finito.
Proprio per questo, prima di affettarlo di nuovo, vale la pena fermarsi un attimo. In questi giorni infatti il Ministero della Salute ha segnalato un richiamo alimentare che riguarda diversi pandori, venduti con marchi differenti ma prodotti nello stesso stabilimento.
Il motivo non ha a che fare con ingredienti scaduti o problemi microbiologici. Il rischio è di tipo fisico ed è legato alla possibile presenza di corpi estranei nell’impasto.
Durante alcune verifiche ufficiali effettuate a fine dicembre, gli ispettori della sicurezza alimentare hanno individuato un problema negli stampi di cottura utilizzati per la produzione dei pandori. In pratica, il rivestimento antiaderente degli stampi, in PTFE, si sarebbe deteriorato durante la cottura, rilasciando piccoli frammenti.
Questi residui, staccandosi, possono restare attaccati al prodotto finito. Anche se invisibili a occhio nudo, rappresentano un rischio perché possono essere ingeriti accidentalmente.
I pandori coinvolti non appartengono a un solo marchio. Tutti sono prodotti dalla ditta dolciaria ZERO+4 Srl, nello stabilimento di Desio, in provincia di Monza e Brianza, e poi distribuiti con marchi diversi, anche nella grande distribuzione.
Il pandoro classico Vergani senza glutine è stato ritirato dal mercato a causa della possibile presenza di corpi estranei. Il lotto interessato è il numero 224088.
Il richiamo riguarda anche un altro prodotto della stessa linea: il pandoro senza glutine a marchio Vergani, coinvolto nei lotti 21766 e 229560.
PandoroPiaceri Mediterranei:
Pandoro Novaldo:
Se in casa hai uno di questi pandori, il consiglio è semplice: non consumarlo, anche se sembra perfettamente integro. Puoi riportarlo nel punto vendita dove lo hai acquistato e chiedere il rimborso o la sostituzione, anche senza scontrino.
Sono situazioni che capitano, soprattutto quando uno stabilimento produce per più marchi. L’importante è essere informati e fare una verifica in più prima di portare qualcosa in tavola. A volte basta davvero poco per evitare un problema inutile.