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Alimenti e Nutrizione

Il lato oscuro del pesce: quando ciò che sembra sano può diventare un rischio

Pubblicato da
Aurora De Santis

Il pesce è considerato un alleato della salute, ma alcune scelte possono esporre a sostanze tossiche che fanno male alla salute.

Il pesce fa bene, lo sappiamo tutti. È leggero, nutriente, ricco di proteine e di quei famosi omega-3 che ci ripetono da anni quanto siano importanti. Il problema è che non tutto il pesce è uguale.

Il lato oscuro del pesce: quando ciò che sembra sano può diventare un rischio – Inran.it

Alcune specie, soprattutto quelle grandi e predatrici, possono nascondere una presenza non proprio rassicurante: il mercurio. Non si tratta di una fissazione da salutisti estremi, ma qualcosa su cui vale davvero la pena fermarsi un attimo a ragionare.

Perché proprio alcuni pesci sono contaminati dal mercurio

Il mercurio è un metallo pesante che finisce nei mari e, piano piano, risale la catena alimentare. I pesci piccoli ne accumulano poco, quelli grandi molto di più. È una specie di effetto domino: più un pesce vive a lungo e mangia altri pesci, più mercurio trattiene nel corpo.

Perché proprio alcuni pesci sono contaminati dal mercurio – Inran.it

Per questo i grandi predatori marini sono quelli da tenere maggiormente sotto controllo, soprattutto se in casa ci sono bambini, donne in gravidanza o se il pesce è presente spesso nel menu settimanale.

Pesce spada: buonissimo, ma non da mangiare spesso

È uno dei più amati, soprattutto alla griglia. Peccato che sia anche tra i più contaminati. Il pesce spada può contenere quantità di mercurio molto elevate proprio per la sua posizione al vertice della catena alimentare. Non significa demonizzarlo, ma ridurlo drasticamente sì, soprattutto in alcune fasi della vita.

Squalo (palombo): meglio evitarlo

Lo si trova a volte sotto nomi “più simpatici”, ma resta uno dei pesci con livelli di mercurio più alti. Non è comunissimo sulle tavole italiane, ed è forse un bene: se capita di vederlo, il consiglio è di lasciarlo lì.

Malacanthide: poco noto, ma molto problematico

Non è tra i pesci più diffusi, ma quando entra nel circuito commerciale rappresenta un rischio importante. I livelli di mercurio sono tra i più alti in assoluto. Qui il discorso è semplice: meglio evitarlo del tutto.

Sgombro reale: attenzione a non confonderlo con lo sgombro “normale”

Non va confuso con lo sgombro classico, che è un’ottima scelta. Lo sgombro reale invece è un’altra cosa e contiene molto più mercurio.

Sgombro reale: attenzione a non confonderlo con lo sgombro “normale” – Inran.it

Spesso si trova affumicato e può sembrare innocuo, ma è meglio consumarlo solo occasionalmente.

Tonno: dipende da quanto ne mangi e la qualità

Il tonno è ovunque, dalle scatolette al sushi. È nutriente, ma alcune specie – soprattutto quelle più grandi – accumulano mercurio in quantità non trascurabili. Nessun allarme, ma neanche consumo quotidiano.

Cosa può succedere al nostro corpo se ingeriamo troppo mercurio

Il mercurio tende ad accumularsi lentamente. I sintomi non sempre arrivano subito: tremori, stanchezza costante, difficoltà di concentrazione, alterazioni dell’umore. Nei casi più seri può colpire sistema nervoso, cuore e reni. Proprio per questo è subdolo: non fa rumore, ma nel tempo può lasciare il segno.

Come scegliere il pesce senza ansia del mercurio

La soluzione non è eliminare il pesce, ma sceglierlo meglio. Via libera ai pesci piccoli come sardine, alici, sgombro comune. Meglio variare spesso, evitare di mangiare sempre le stesse specie e non esagerare con i grandi predatori.

Leggere, informarsi e alternare è il vero segreto per continuare a mangiare pesce con serenità, senza rinunce inutili e senza rischi evitabili.

Aurora De Santis

Classe 1990, mi dedico agli studi classici per poi specializzarmi in grafologia. Collaboro da diversi anni con testate giornalistiche e siti web. La scrittura è un mondo che ha un fascino speciale per me. Infatti, unisco la passione per la scrittura al mondo della grafologia. Sono grafologa, grafologa forense, educatrice del gesto grafico e grafologa dell’età evolutiva.

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Aurora De Santis