Il pesce è considerato un alleato della salute, ma alcune scelte possono esporre a sostanze tossiche che fanno male alla salute.
Il pesce fa bene, lo sappiamo tutti. È leggero, nutriente, ricco di proteine e di quei famosi omega-3 che ci ripetono da anni quanto siano importanti. Il problema è che non tutto il pesce è uguale.
Alcune specie, soprattutto quelle grandi e predatrici, possono nascondere una presenza non proprio rassicurante: il mercurio. Non si tratta di una fissazione da salutisti estremi, ma qualcosa su cui vale davvero la pena fermarsi un attimo a ragionare.
Il mercurio è un metallo pesante che finisce nei mari e, piano piano, risale la catena alimentare. I pesci piccoli ne accumulano poco, quelli grandi molto di più. È una specie di effetto domino: più un pesce vive a lungo e mangia altri pesci, più mercurio trattiene nel corpo.
Per questo i grandi predatori marini sono quelli da tenere maggiormente sotto controllo, soprattutto se in casa ci sono bambini, donne in gravidanza o se il pesce è presente spesso nel menu settimanale.
È uno dei più amati, soprattutto alla griglia. Peccato che sia anche tra i più contaminati. Il pesce spada può contenere quantità di mercurio molto elevate proprio per la sua posizione al vertice della catena alimentare. Non significa demonizzarlo, ma ridurlo drasticamente sì, soprattutto in alcune fasi della vita.
Lo si trova a volte sotto nomi “più simpatici”, ma resta uno dei pesci con livelli di mercurio più alti. Non è comunissimo sulle tavole italiane, ed è forse un bene: se capita di vederlo, il consiglio è di lasciarlo lì.
Non è tra i pesci più diffusi, ma quando entra nel circuito commerciale rappresenta un rischio importante. I livelli di mercurio sono tra i più alti in assoluto. Qui il discorso è semplice: meglio evitarlo del tutto.
Non va confuso con lo sgombro classico, che è un’ottima scelta. Lo sgombro reale invece è un’altra cosa e contiene molto più mercurio.
Spesso si trova affumicato e può sembrare innocuo, ma è meglio consumarlo solo occasionalmente.
Il tonno è ovunque, dalle scatolette al sushi. È nutriente, ma alcune specie – soprattutto quelle più grandi – accumulano mercurio in quantità non trascurabili. Nessun allarme, ma neanche consumo quotidiano.
Il mercurio tende ad accumularsi lentamente. I sintomi non sempre arrivano subito: tremori, stanchezza costante, difficoltà di concentrazione, alterazioni dell’umore. Nei casi più seri può colpire sistema nervoso, cuore e reni. Proprio per questo è subdolo: non fa rumore, ma nel tempo può lasciare il segno.
La soluzione non è eliminare il pesce, ma sceglierlo meglio. Via libera ai pesci piccoli come sardine, alici, sgombro comune. Meglio variare spesso, evitare di mangiare sempre le stesse specie e non esagerare con i grandi predatori.
Leggere, informarsi e alternare è il vero segreto per continuare a mangiare pesce con serenità, senza rinunce inutili e senza rischi evitabili.