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Il trucco geniale per rendere il riso meno calorico e usarlo come alleato per dimagrire

Pubblicato da
Aurora De Santis

A volte basta cambiare un piccolo gesto per modificare il modo in cui un alimento agisce sul nostro corpo, con il riso succede proprio questo.

Quando si parla di riso, spesso si pensa subito ai carboidrati. E quindi alla glicemia, alle calorie, alla dieta.

Il trucco geniale per rendere il riso meno calorico e usarlo come alleato per dimagrire – Inran.it

Però in pochi sanno che il modo in cui il riso viene cucinato può cambiare il modo in cui il nostro corpo lo assorbe. Non è magia, ovviamente. Ma è una piccola curiosità della cucina che vale la pena conoscere.

Il trucco per abbassare l’indice glicemico del riso

Uno dei trucchi è cuocere il riso e poi lasciarlo raffreddare in frigo, almeno 12 ore, meglio ancora se 24.

Il trucco per abbassare l’indice glicemico del riso – Inran.it

Durante questo tempo succede una piccola trasformazione. Una parte dell’amido contenuto nei chicchi cambia struttura e diventa quello che viene chiamato amido resistente.

Il nome dice già molto: è un tipo di amido che resiste alla digestione rapida e si comporta più come una fibra che come uno zucchero immediatamente disponibile.

Questo non significa che il riso diventi improvvisamente dietetico o privo di calorie. Però può avere un impatto glicemico leggermente più basso rispetto al riso cotto e mangiato caldo al momento. Ovviamente, il riso lasciato in frigo può poi essere riscaldato.

Piccoli gesti che fanno la differenza

Per esempio, si può aggiungere un cucchiaino di olio (di cocco o di oliva) nell’acqua di cottura. In pratica, il grasso si lega all’amido e ne modifica la struttura.

Un altro gesto molto semplice è lavare il riso prima della cottura. Basta sciacquarlo più volte sotto l’acqua finché questa diventa limpida. In questo modo si elimina una parte dell’amido superficiale e il riso tende a risultare meno appiccicoso.

Anche il tipo di cottura ha il suo peso. Un riso troppo cotto diventa più facile da digerire e quindi più rapido da trasformare in zuccheri nel sangue. Una cottura leggermente più breve mantiene invece l’amido più compatto.

Scegliere la varietà giusta di riso

Alcune varietà tendono ad avere un indice glicemico più basso rispetto al riso bianco comune. Tra quelle spesso consigliate ci sono:

  • riso basmati
  • riso integrale
  • riso nero

Sono chicchi che vengono digeriti un po’ più lentamente e che quindi provocano un aumento della glicemia più graduale.

Naturalmente questo non significa che il riso bianco debba essere eliminato. Semplicemente è utile sapere che esistono alternative.

Il riso non andrebbe mangiato da solo: come abbinarlo

C’è poi un aspetto che molti nutrizionisti sottolineano spesso: il contesto del pasto conta moltissimo.

Mangiare riso da solo significa assumere quasi esclusivamente carboidrati. Quando invece viene accompagnato da fibre e proteine il quadro cambia.

Verdure, legumi, tofu, uova oppure pesce e carne aiutano a rallentare l’assorbimento degli zuccheri.

Una curiosità sull’aceto nel riso

Esiste anche un piccolo trucco che arriva dalla cucina asiatica. Aggiungere una piccola quantità di aceto al riso – come succede spesso nella preparazione del riso per sushi – può contribuire a ridurre la risposta glicemica del pasto.

Non è una soluzione miracolosa, ma è un dettaglio interessante che dimostra quanto la tradizione culinaria abbia sviluppato nel tempo piccoli accorgimenti utili.

Aurora De Santis

Classe 1990, mi dedico agli studi classici per poi specializzarmi in grafologia. Collaboro da diversi anni con testate giornalistiche e siti web. La scrittura è un mondo che ha un fascino speciale per me. Infatti, unisco la passione per la scrittura al mondo della grafologia. Sono grafologa, grafologa forense, educatrice del gesto grafico e grafologa dell’età evolutiva.

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Aurora De Santis