Andare al mare quest’estate costerà di più. I rincari colpiscono gli stabilimenti balneari e pesano sui budget familiari.
Per molte famiglie italiane l’estate significa mare, sole e qualche giorno di relax lontano dalla routine. Quest’anno, però, chi sogna una settimana sotto l’ombrellone dovrà fare i conti con prezzi ancora più alti rispetto al passato. Secondo una recente indagine condotta da Altroconsumo, le tariffe degli stabilimenti balneari continuano infatti a crescere e registrano un aumento medio del 6% rispetto al 2025.
Il dato diventa ancora più significativo se si guarda agli ultimi cinque anni: nel complesso, il costo di ombrelloni e lettini è aumentato del 24%. Un rincaro che molte famiglie percepiscono già al momento della prenotazione e che rischia di rendere le vacanze sempre più impegnative dal punto di vista economico.
L’indagine è stata realizzata contattando telefonicamente oltre duecento stabilimenti distribuiti in diverse località costiere italiane. Dall’analisi emerge che Alassio, in Liguria, si conferma la meta più costosa per chi desidera trascorrere una settimana nelle prime file vicino al mare.
Subito dietro si trovano Gallipoli, Alghero, Taormina e Giardini Naxos, tutte località che richiedono una spesa piuttosto elevata per assicurarsi un posto privilegiato sulla spiaggia.
Sul versante opposto della classifica troviamo invece Rimini, Senigallia e soprattutto Lignano Sabbiadoro, che risulta la località più economica tra quelle prese in esame.
Anche la posizione dell’ombrellone incide notevolmente sul prezzo finale. La prima fila resta la più ambita e, di conseguenza, la più costosa. Man mano che ci si allontana dalla battigia le tariffe diminuiscono leggermente, ma il risparmio spesso non è sufficiente a compensare gli aumenti registrati negli ultimi anni.
Di fronte a costi sempre più elevati, molti italiani guardano con interesse alle spiagge libere. Tuttavia non sempre questa soluzione è facilmente praticabile. In molte località gli spazi gratuiti risultano limitati rispetto alle aree date in concessione agli stabilimenti privati.
Esistono però alcune eccezioni. Tra queste c’è Spotorno, in Liguria, che ha scelto di aumentare le superfici destinate alla libera fruizione garantendo allo stesso tempo servizi come pulizia, assistenza ai bagnanti, docce e bagni pubblici.
Un recente sondaggio mostra come gli italiani siano piuttosto divisi sull’argomento. C’è chi preferisce il comfort degli stabilimenti attrezzati e chi invece sceglie le spiagge libere soprattutto per risparmiare e avere maggiore libertà di movimento.
Nel frattempo continua il confronto sulle concessioni balneari. Sempre più consumatori chiedono regole più trasparenti, una maggiore rotazione nella gestione delle attività e un incremento degli spazi accessibili gratuitamente. Una petizione nazionale che punta proprio a questi obiettivi ha già raccolto oltre 91 mila adesioni, segno che il tema interessa e coinvolge un numero crescente di cittadini.