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Categorie: Salute e Benessere

Yerba mate, una bevanda che ha tantissime proprietà

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A questa pianta, infatti, sono stati riconosciute tantissime proprietà benefiche, come quella antiossidante, quella diuretica e quella termogenica. Di conseguenza, può essere davvero molto utile per tutte quelle persone che stanno seguendo una dieta per dimagrire, dal momento che permette un migliore incremento del metabolismo dell’organismo e, quindi, va a favorire anche l’espulsione dei grassi e di tutte le calorie che ci sono in eccesso.

Si tratta di infuso che può vantare ormai una diffusione praticamente mondiale, senza dimenticare come diversi studi scientifici abbiano dimostrato come abbia la capacità di rendere migliore il processo di digestione.

Infatti, questa pianta riesce a ridurre notevolmente le tempistiche con cui gli alimenti rimangono nello stomaco e all’interno dell’intestino, garantendo alle cellule un apporto energetico decisamente più rapido ed efficace.

Per cosa viene usata la yerba mate

Tra i vari benefici di questa particolare erba troviamo sicuramente il fatto di favorire la perdita di peso, così come di bruciare più rapidamente il grasso eccesso sul corpo. Di conseguenza, viene impiegata per rendere più forte e resistente il sistema immunitario. Inoltre, non dobbiamo dimenticare come svolga anche un’importante azione antidolorifica, abbassando la sensazione di appetito, rendendo più semplice il processo di digestione, incrementando anche l’apporto energetico a tutto l’organismo, favorendo anche la concentrazione e la prontezza mentale.

Come viene usata questa particolare erba

Senza ombra di dubbio, uno degli impieghi più frequenti di tale erba è come vera e propria alternativa al caffè: infatti, viene considerata da tutti come una sostanza sana e con una notevole concentrazione al suo interno di caffeina. Nella maggior parte dei casi, la caffeina che si trova nella yerba mate si caratterizza per garantire un effetto più lungo in confronto a quello del caffè.

Molto di frequente, tra l’altro, i suoi effetti vengono tollerati molto meglio rispetto a quelli del caffè. Inoltre, questa particolare erba viene spesso sfruttata anche come vero e proprio supplemento per fare in modo di aumentare la stimolazione mentale, così come rendere più resistente il sistema immunitario e ridurre i dolori dal punto di vista fisico.

Qual è il dosaggio che viene consigliato

Nella maggior parte dei casi il dosaggio che viene consigliato di questa particolare erba è differente in base alle caratteristiche e alle necessità della singola persona. Molto varia in base alle modalità con cui avviene l’assunzione di tale sostanza, dal momento che in commercio ci sono dei supplementi in pillole, così come delle polveri, ma quest’erba si può trovare anche sotto forma di polveri o di tè.

Un dosaggio di mate superiore rispetto a quello che viene suggerito può comportare lo sviluppo di alcune problematiche, come ad esempio una frequenza maggiore della minzione, ma anche dei disturbi a livello gastrointestinale, come mal di stomaco oppure diarrea, che si possono prolungare anche per svariati giorni e portare il corpo alla disidratazione, in alcuni casi anche particolarmente grave. Inoltre, è bene mettere in evidenza come tale erba non debba essere consumata per periodi di tempo eccessivamente prolungati, visto che delle dosi massicce per diverso tempo possono portare anche allo sviluppo di alcune forme di cancro.

Quali sono le possibili controindicazioni

Ci sono possono essere diversi effetti indesiderati che insorgono dopo aver consumato questa particolare erba. Nella maggior parte dei casi sono correlati con la caffeina presente al suo interno. Infatti, è piuttosto facile notare come ci siano diverse problematiche legate all’uso del mate: alcune persone, infatti, subito dopo l’assunzione possono provare sintomi come vertigini, nervosismo o insonnia. Un gran numero di persone, però, hanno messo in evidenza come tali sensazioni tendono a diradarsi una volta che l’organismo si è abituato al consumo giornaliero di tale integratore. È abbastanza facile intuire come questi supplementi vengano completamente sconsigliati a tutte quelle persone che soffrono di allergia o intolleranza nei confronti della caffeina.

Anche se gli effetti di tale sostanza contenuta nel mate sono inferiori e più blandi in confronti a quelli correlati al caffè, è sempre meglio evitare delle situazioni potenzialmente spiacevoli. Prima di iniziare ad usare questa erba, però, è fondamentale chiedere consiglio al proprio medico curante, in special modo nel caso in cui si stia già seguendo una terapia a base di alcuni farmaci o integratori, con cui potrebbe insorgere un’interazione.

Si tratta soprattutto di trattamenti a base di farmaci antibiotici, come ad esempio la levofloxacina, la grepafloxacina, la ciprofloxacina e la norfofloxacina. Quindi, chi soffre di aritmie cardiache e di pressione alta dovrebbe evitare di consumare tale bevanda. Al tempo stesso, anche nel corso della gravidanza e durante la fase di allattamento al seno si consiglia di evitare tale erba, visto che potrebbe provocare degli scompensi nel corpo della donna.

Come si può preparare un mate

Questa preparazione ricorda, sotto diversi aspetti, quella relativa al tè. In pratica, bisogna acquistare le foglie e devono essere lasciate essiccare e poi sminuzzate in maniera adeguata. A questo punto potete immergerle all’interno di un pentolino, cercando di agitarle e mischiarle per bene. Una volta eseguita questa operazione potrete aggiungere l’acqua bollente, cercando però di fare in modo che il pentolino non si riempi fino all’orlo. A questo punto dovete aspettare qualche minuto e poi il vostro yerba mate è pronto per essere gustato e bevuto.

Gli effetti benefici contro il cancro al colon

Uno studio che è stato portato avanti poco tempo fa da un gruppo di ricercatori dell’Università dell’Illinois ha messo in evidenza come l’impiego delle foglie di mate permetta di contrastare il cancro al colon. In base a quanto riportato dagli studiosi, sembra che i derivati della caffeina che si trovino nelle varie foglie favorirebbero l’eliminazione delle cellule cancerogene del colon, svolgendo al contempo anche un’adeguata azione antinfiammatoria. Secondo questo studio, pare che le cellule tumorali, dopo essere state isolate e dopo un trattamento particolarmente intensivo con l’acido caffeilchimico derivato dal mate, siano state eliminate. Secondo tale ricercare sembra che tali sostanze contenute nello yerba riescano a dare un beneficio anche nei confronti delle malattie di tipo infiammatorio.

Coltivare l’yerba mate

Se volete, anche se non è semplice, potete coltivare l’Yerba mate, o erba mate in italiano. La sua coltivazione non è semplice essendo un albero sempreverde originario del Sud America. È un albero spesso, con foglie viola, e nel continente natio è molto conosciuto fin dai tempi più antichi come pianta da tè curativa. Questo tè è un rito collettivo in Sud America, e l’albero del mate può essere coltivato anche nel resto delle Americhe, anche in casa, tramite la semina o le piantine già pronte. Molto importante per questa panta è l’apporto di azoto, specialmente se volete coltivarla in vaso.

A seconda della temperatura, la pianta va esposta al sole o in penombra, ed è molto importante preservarla dalle gelate in inverno e primavera. Per coltivare la pianta avrete bisogno di un terreno contenete argilla oppure sabbia, che contenga molto potassio, fosforo e ferro. Il drenaggio è basilare per ottenere un buon risultato. Nel suo ambiente naturale sudamericano infatti, l’albero del mate cresce allo stato selvaggio nelle valli dove scorrono i fiumi, che apportano la necessaria irrigazione alla pianta. In queste condizioni naturali, riscontrabili anche negli Stati Uniti meridionali, in zone sub-tropicali come la Florida, la pianta può essere coltivata senza difficoltà in giardino.

Ma se desiderate coltivarla in Italia, è molto probabile che dovrete procedere con la tecnica in vaso, utilizzando il giusto terreno stratificato con della sostanza sabbiosa da pianta, simile a quella di fiume.

La semina

La semina in vaso va fatta ponendo il seme ad 1,5 centimetri dalla superficie, e poi seguire con abbondante irrigazione. Il terreno, fino a che il seme non germina, va tenuto sempre ben umido. Questa fase è molto importante, in quanto, allo stato naturale, i semi germinano vicino ai fiumi e quindi “sentono” l’acqua. Se non vi sarà un’adeguata irrigazione, il seme potrebbe germinare anche a distanza di un anno. Anche le particolari proprietà del seme dunque, sono incisive nella riuscita della coltivazione.

Una volta germinato, il mate si sviluppa inizialmente in vaso come un piccolo arbusto, e a seconda della grandezza del vostro vaso, potrà arrivare alla condizione di alberello. Naturalmente, in ambiente naturale ed in giardino, l’albero si svilupperà completamente fino a raggiungere l’altezza di 15 metri, mentre in vaso non potrà superare i 2 metri. L’ambiente e il calore sono un altro fattore di crescita essenziale. Più le temperature sono alte, più crescita avrà l’albero. Il caldo costante e torrido del Messico ad esempio, permette alla pianta una crescita costante per tutta la durata dell’anno. In Italia è dunque fondamentale proteggerlo durante la stagione invernale, ed è particolarmente difficile coltivarlo al nord. Le condizioni ambientali sono infatti fondamentali, e l’albero non riesce a svilupparsi ovunque.

La semina va effettuata a febbraio e marzo nel nostro emisfero, mentre nell’emisfero meridionale si procede da ottobre a novembre. Una volta germinato il seme e ottenuto l’arbusto, dopo circa sei mesi si procede al passaggio dal vasetto al vaso grande, selezionando le piante migliori. Se avete a disposizione un giardino dove coltivare il mate, potrete eseguire il trapianto dal vaso al terreno durante la stagione autunnale o invernale, facendo attenzione alle temperature, che devono essere sempre temperate. Si suggerisce questa operazione solo al Meridione. Altra precauzione importante deve essere presa per la difesa della pianta dal vento.

La raccolta e l’utilizzo delle foglie

Quando l’albero è cresciuto, potete iniziare la raccolta delle foglie. Prendetene il quantitativo che vi interessa per l’inverno, e fatele seccare in un luogo asciutto e buio. L’essiccatura delle foglie deve durare solo un giorno, in modo che tutti gli elementi restino nella foglia. È quindi importante scegliere bene il luogo dove effettuarla. Potrete aiutarvi anche con dei ventilatori e dell’aria calda, non diretta. Se non effettuerete bene l’essiccatura, perderete i componenti benefici della pianta. Una volta essiccate le foglie, trituratele grossolanamente, aiutandovi con un mortaio, e quindi mettetele in dei sacchetti sigillati. Le foglie secche e triturate dal yerba mate possono essere conservate per un periodo che va dai 6 ai 24 mesi.

Industrialmente, il prodotto grezzo viene poi macinato al mulino, per essere ridotto in polvere e messo nelle classiche sacchette da tè, per poi essere commercializzato. Quando invece vorrete usare il vostro prodotto casalingo, potrete anche utilizzate la triturazione grossa, ma l’infusione dovrà avere tempi più lunghi. Altrimenti macinate bene le foglie triturate e immergete in acqua calda per pochi minuti, per poi filtrare il tutto. Oppure potrete utilizzare il classico infusore da tè, il filtro bucherellato da immergere nell’acqua come se fosse una bustina.

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