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Dimmi quali alimenti mangi e ti dirò come riprogrammare i tuoi geni

Pubblicato da
Serena Ponso

Tutti noi nasciamo con un DNA, ma lo sapevi che alcuni alimenti che mangiamo sono in grado di riprogrammare i nostri geni? Scopriamo insieme in che modo.

Acido desossiribonucleico (DNA) (Pixabay)

Il DNA, o acido desossiribonucleico, è un polimero a doppia catena che contiene le informazioni genetiche che ognuno di noi ha e che ci sono state tramandate dalle vecchie generazioni.

Noi, dunque, non siamo altro che la somma dei nostri antenati, ma ci rispecchiamo maggiormente nei nostri genitori, ossia i parenti più prossimi che abbiamo. I geni sono in grado di veicolare tutte le caratteristiche dell’essere umano, che nasce già con queste “informazioni registrate”. Ma queste si possono in qualche modo riprogrammare?

A quanto pare sì e la risposta risiede nella nutrigenomica. Si tratta di disciplina in grado di esaminare il rapporto che esiste tra il cibo e il patrimonio genetico. Ovvero di come ciò che mangiamo può in qualche modo influenzare la nostra biologia, andando ad agire sulla nostra fisiologia, salute e longevità. Ecco perché per riprogrammare i nostri geni non bisogna fare nulla di trascendentale, basta mangiare questi alimenti.

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Riprogrammare i geni grazie agli alimenti: ecco cosa devi mangiare

Per meglio capire la nutrugenomica può essere utile analizzare le api. Questi insetti nascono tutti uguali e con lo stesso patrimonio genetico. Le api regine, però, a differenza di quelle operaie, vivono più a lungo perché mangiano la pappa reale. Le api operaie, invece, si cibano solo di polline e nettare, e per questo vivono solo poche settimane. Sicuramente tutti questi elementi sono in grado di fornire energia, ma la pappa reale è in grado di fornire i nutrienti giusti per sbloccare le informazioni genetiche e generare la fisiologia e l’anatomia di un’ape regina. Ecco perché queste ultime sono fertili mentre le api operaie sono sterili.

 

DNA composto da verdure e infilzato con una forchetta (Adobe Stock)

Se analizziamo l’uomo, alcuni studi hanno ipotizzato che l’informazione genetica presente negli alimenti non dipende solamente dalla composizione molecolare dei cibi, ma anche dalla presenza o meno di politiche economiche e ambientali all’interno di un Paese. Alcuni studi hanno indagato il modo con cui l’alimentazione di una generazione può influenzare la salute e la mortalità dei nipoti. Purtroppo, però, non c’è una risposta esaustiva al riguardo, poiché la maggior parte di questi studi interessano gli animali.

Nonostante ciò, un esperto ha spiegato su FuturoID che i composti presenti nel cibo, come i carboidrati, i grassi e le proteine, minerali e vitamine, possono in qualche modo provocare dei cambiamenti nei geni. Negli esseri umani, così come nei topi, è noto che i sottoprodotti dell’amminoacido metionina, presente in grandi quantità nel pesce e nella carne, influenzano gli elementi genetici fondamentali per la divisione e la crescita cellulare. La vitamina C, invece, è in grado di proteggere il genoma dal danno ossidativo.

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In conclusione, a seconda delle informazioni nutrizionali, dei controlli genetici attivati ​​e della cellula che li riceve, i messaggi presenti all’interno dei cibi possono influire sul rischio di malattie, sul benessere e sulla longevità, anche se, come abbiamo detto, gli studi sugli uomini sono davvero scarsi.

Serena Ponso